Buone pratiche didattiche: work in progress

Da noi Barbie ci fa lasciare le tracce, i compiti, le domande e le strutture delle interrogazioni direttamente a giugno, per far sì che sia chi rimane scriva le  tracce quando ha ancora vivo il ricordo di ciò che è stato, sia che gli studenti possano avere comunque le domande del loro professore anche se quest’ultimo non tornerà più in quella scuola. Tutto sommato funziona. (Ed è un bel messaggio in bottiglia, quando riapri quelle buste, da te stesso a te stesso).Il commento dell’amica

Povna al post precedente mi ha particolarmente interessato; da esso viene fuori che esistono buone pratiche didattiche quotidiane, che possono rendere la relazione educativa rispettosa dei ruoli, delle funzioni e dei compiti di ciascuno. Di solito sono pratiche non teorizzate da alcuno, ma non per questo meno autorevoli. Scaturiscono dall’esperienza e dal buon senso.

Domani si aprirà il nuovo anno scolastico e saremo tutti impegnati in collegio.
Ecco mi piacerebbe confrontarmi costruttivamente con quanti, a prescindere dall’ordine di scuola in cui insegnano, hanno da condividere una loro buona pratica didattica.
Spicciola e quotidiana.
La potete lasciare nel commento.

Chincaglierie

scansione0002Dopo dieci anni è arrivato il momento di dare una rinfrescata di pittura alle pareti della sala da pranzo e del soggiorno, attiguo alla prima, e l’ultimo squarcio di agosto, ancora abbastanza caldo, mi pare il più adatto, perché la fissazione del ducotone avvenga all’asciutto.
Il pianterreno, si sa, è la zona più fresca della casa, ma anche la più esposta ad assorbire umidità dalla terra e dalle piogge torrenziali, cui da qualche anno bisogna far fronte a partire da settembre, vuoi per l’impazzimento del clima, vuoi per la cementificazione selvaggia del territorio.
Per la tinteggiatura il grosso spetta agli operai, ma la fase preparatoria e finale implicano un lavoraccio sfiancante per chi vive in casa.
Ripulire, dopo la tinteggiatura, è faticoso, ma con molta accortezza è possibile preservare mobili e pavimento dalle gocciole di candido ducotone, che inevitabilmente possono stillare dall’alto.
La preparazione, invece, comporta l’imballaggio di tutto ciò che è fragile.
Qui è il punto.
Buon senso vuole che l’operazione avvenga nella salvaguardia di tutto ciò che si può frantumare.
Ci sono momenti, però, di distrazione voluta, infatti accidentalmente ho ridotto in mille pezzi della chincaglieria, che mi sta sullo stomaco.
Nella fattispecie le bomboniere avute in regalo in occasione di matrimoni, battesimi e, nel caso di parvenu, anche di cresime e anniversari vari.
Non ho potuto eliminarla del tutto chiaramente, perciò sto ricorrendo ad altre due strategie per la soppressione dei ninnoli di pessimo gusto: nasconderli, per poi gettarli via, e destinarli distrattamente alla spazzatura.
Ciò ha lo scopo di rendere più agevole la pulizia dei mobili e al contempo di far comprendere ai familiari che quegli oggetti non hanno alcun valore affettivo ed economico, né tantomeno ornamentale.
Da tempo si è alimentata in me un’irrefrenabile avversione per gli oggetti inutili con i quali si arreda una casa o si toglie spazio al piano dei mobili.
La filosofia è pochi oggetti, funzionali all’uso o preziosi sul piano estetico.
Senza vie di mezzo, perciò.
L’ideale sarebbe eliminare del tutto i soprammobili chincagliosi, fino al punto che la sala da pranzo assuma l’aspetto di un refettorio monastico.
Ci arriverò, prima o poi.

Ma sì, promossa!

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Si è levata una brezza freschissima, che ha sciolto l'aria mefitica del sole agostano. 
Chiazze di nuvole bianche e grigie si frangiano in un cielo ancora azzurro.
Qualcheduna s'è gonfiata in un nuvolone grigio, minacciante pioggia.
Un subitaneo e impercettibile spruzzo, immediatamente evaporato.
Il cielo è ancora avido di sole, anche se l'estate del 2011 non può certamente definirsi "torrida", almeno nell'Italia insulare.
Giugno è stato nel complesso fresco, qualche picco a luglio e poi l'afa di agosto, dopo i primi giorni di frescura.
Quest'estate ci ha risparmiato invece lo scirocco, il pestilenziale scirocco.
I suoi colori sono il bianco abbagliante, il grigio che preme sul petto, il rosso.
Anche il mare, durante le sciroccate, perde i suoi colori.
Agli occhi appare oleato, stagnante, dalle cromatiche smorte.
Al contrario, il mare è stato vivido, ricco di sfumature, cangiante. 
Ma sì, promossa!

 

Le chiavi

Ho impastato e cotto al forno due chiavi simboliche( per la serie " tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli")per una cerimonia di anniversario. Il momento più drammatico è stato dare forma alla pasta frolla e posizionare i dolci sul vassoio. Le ho guarnite con una colata di zucchero e delle ciliege, petali di rosa e granelle colorate.

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Delirio d'agosto

1233334636187_2.-mario-ortolani---la-nave-dei-pazziL’ulteriore e gravosa manovra finanziaria ed economica, imposta dall’asse franco-tedesco sotto l’egida della dittatura dei Mercati europei e internazionali,  ha immediatamente fatto brillare spade di proteste e squillare campane di risentimento da ogni parte.
È il trionfo dell’Italietta dei comuni medievali, di Guittone d’Arezzo e di Alberto da Giussano, dei gigli e del Leone, della Trinacria e del Sole delle Alpi.
Pare che nulla sia cambiato in nove secoli.
Province e Comuni contro Stato, Stato contro Comuni e Province, IVA vs Pensioni, ministri l’un contro l’altro armati, partiti frammentati in anime contrastanti; di positivo c’è che, vuoi per la mestizia dei tempi, i cittadini italiani non siamo costretti a sorbirci, da parte di chi ci rappresenta al Governo, battute sugli omosessuali, sulla prestanza sessuale da parte di chi ha superato gli …anta, pettegolezzi su chi ce l’ha 23 centimetri e chi 10, sul seno o il lato B di questa o di quell’altra donna politica in carriera.
E in autunno chissà a quali scenette assisteremo, scenette di un’Italia che è sempre la medesima.
Gli studenti in piazza, il Sindacato in piazza, le stime, sempre controverse, sul numero dei partecipanti allo sciopero, ai sit in, ai pubblici roghi, alle linee ferrate bloccate e via discorrendo.
Continuando di questo passo, il post però potrebbe allinearsi sul fronte sterilmente polemico di quanto paventato nelle righe di sopra.
Occorrerebbe altro, a mio parere.
 
Perciò, da cittadino semi-irresponsabile, quali soluzioni prospetterei?
Il motto potrebbe suonare così: “Più consumi, più paghi”.
 
Aumento dell’IVA per i beni di lusso, eccetto alimentari e beni di necessità.
Super-tassa, da versare allo Stato, per acquisto di apparecchi televisivi, abbonamenti pay tv(altro che dieci euro, caro Amendola!), satellitari, automobili a partire da 35,000  euro, barche et similia per almeno tre anni.
Partecipazione statale agli introiti vergognosi del mondo del calcio e dello sport in genere per almeno tre anni.
Imposta indiretta sulle prestazioni sanitarie per almeno 4 anni, dalla ricettina del medico curante(euro 3 cadauna) alla degenza ospedaliera(euro 10 al giorno).
NO alle regioni a statuto speciale!
Revisione degli stipendi regionali(siciliani) nonché delle pensioni d’oro.
Abolizione dell’istituto della Provincia, riduzione del numero dei rappresentanti comunali e regionali.
Carta degli acquisti dell’Italiano, onde verificare annualmente la corrispondenza tra percepito e speso.
Sguinzagliare dei veltri della finanza atti alla caccia degli evasori.
Impiego del personale statale, regionale e provinciale in esubero nella cura e nella valorizzazione dei beni culturali e ambientali.
Mobilità nazionale in caso di esubero del personale.
Tassazione diretta per lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti sulla base dei consumi, non dei metri quadrati: più consumi, più inquini, più paghi.
Cancellazione del bollo-auto, aumento dei pedaggi autostradali.
Riduzione del numero dei giorni di pausa natalizia e pasquale.
Chiaramente una nutrita fetta di tagli dovrebbe riguardare la nostra politica nazionale.
 
E non so altro.
 
Ingenuo?
O troppo poco zelante del dio Mercato?

(Nell'immagine, tratta da LAREPUBBLICA, "La nave dei pazzi" di Mario Ortolani)