Oggi voglio parlare di funerali cattolici e della misericordia che esercitano i presbiteri verso i "presenti" in chiesa, in genere parenti e amici del defunto, che a volere esagerare pare più vivo dei vivi.
Si sa che la messa, come attualmente la conosciamo, è in un certo senso interattiva: il celebrante "recita" delle formule, cui i "fedeli" sono chiamati a rispondere, a meno che non ne siano impediti per motivi fisici e menomazioni alla lingua.
In realtà il mutismo è dovuto a ignoranza del formulario cattolico da parte dei più e pigrizia intellettuale; eppure se si dovesse effettuare un sondaggio tra i presenti, il 90% risponderebbe di essere cristiano, cattolico-cristiano, o di limitarsi a credere in Dio.
Raro il caso che un agnostico o un ateo possano mettere piede in una chiesa.
 
D'altra parte c'è da dire che la chiesa cattolica ha sempre "giocato" su questa doppiezza con la speranza di recuperare pecorelle smarrite: tuonare contro il peccato e accogliere i peccatori, anche i più impenitenti nell'incoerenza della propria vita.

Scene di mutismo imbarazzante si verificano poi anche durante la celebrazione delle celebrazioni, il matrimonio.
Ci sono i preti complici dei muti, quelli che spezzano l'imbarazzo con una battuta, quelli che, coerentemente con la scelta della propria vita, esortano, rimproverano ed esecrano.

Se non si fosse capito, sono stato di funerale.

15 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Kappadue72
    Set 14, 2011 @ 10:34:00

    Strani soggetti questi cattolici: la maggioranza di loro conosce poco della religione a cui appartengono, e pochissimi hanno una conoscenza sufficiente del loro testo sacro.

    Sarebbe interessante se la chiesa facesse dei sondaggi ogni tanto.

    Tipo:

    Qual'è la percentuale di cattolici che conoscono la differenza fra consustanziazione e transustanziazione?

    Quanti sanno che in paradiso non ci andranno come anime ma che gli verrà restitutito un corpo fisico (dopo il giudizio universale)?

    E così via…

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  2. povna
    Set 14, 2011 @ 15:18:00

    vorrei spezzare una lancia per gli atei come me. che la bibbia la conoscono come l'abc, e anche i messali e rituali (perché, per vari motivi, dalla buona educazione alla curiosità vera, li ritengono parte di educazione e conoscenza e cultura personale). e che tuttavia, se invitati a un matrimonio o a un funerale (o altra cerimonia che richieda, affettuosamente, la loro partecipazione in quanto parenti e/o amici), fanno scena muta non per ignoranza, ma per scelta. restando in silenzio, in piedi o seduti a secondo di quel che il cerimoniale impone, con molta cortesia.

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  3. melchisedec
    Set 14, 2011 @ 15:31:00

    @Kappadue, mi chiedo se l'ignoranza in tema di rituali sia dei cattolici italiani o dei cattolici e se lo stesso si verifichi nelle altre confessioni.
    Non ho letto nulla a tal proposito.

    @Povna, esistono anche casi come il tuo. Non c'è dubbio.

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  4. altarf
    Set 15, 2011 @ 06:51:00

    Credo che il silenzio sia la cosa migliore, un segno di rispetto. Quello che infastidisce, almeno nel mio caso, sono le chiacchiere , gli ammiccamenti e le continue risatine che talvolta accompagnano se non i funerali ,  le cerimonie della Prima Comunione, Battesimi e matrimoni vari, occasioni in cui la chiesa sembra trasformarsi in una specie di mercato !

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  5. Kappadue72
    Set 15, 2011 @ 08:39:00

    Rileggendo il mio commento sento qualcosa che suona male: " la maggioranza di loro conosce poco della religione a cui appartengono"
     Prof. questa frase è grammaticalmente scorretta?
    "la maggior parte di loro conosce poco della religione a cui appartiene"
    Così suonerebbe meglio, o no?

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  6. melchisedec
    Set 15, 2011 @ 17:03:00

    @È vergognoso, Altarf, quello che si verifica e la responsabilità è anche di chi gestisce la parrocchia.
     
    @Kappadue, meglio la seconda espressione. Nella prima la parola “maggioranza” evoca l’idea della superiorità quantitativa e sarebbe meglio usarla in altri contesti, inoltre “appartengono” è concordato a senso, quindi non con il soggetto grammaticale(maggioranza). Nel parlato informale va bene.

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  7. Kappadue72
    Set 16, 2011 @ 07:54:00

    In effetti il commento era stato scritto di fretta come nel parlato.

    Grazie.

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  8. anto561
    Set 17, 2011 @ 14:19:00

    @melchisedec
    @Altarf (!)

    Quel che dite è vero. Però bisogna riconoscere che c'è funerale e funerale, proprio in funzione della partecipazione emotiva.
    Qui entrerebbe, da bravi mediterranei, una doverosa riflessione sul significato di catarsi collettiva che un rito funebre dovrebbe avere, ma la lascio fare a chi ne sa + di me di antropologia culturale.

    Comunque, ho partecipato a funerali con chiese gremite, partecipanti e commosse, con momenti altissimi di commozione e partecipazione (una sepoltura con una Ave Maria cantata a cappella a tre voci assolutamente straziante ed indimenticabile), come anche a funerali nei quali, fuori dalla chiesa in attesa dell'uscita della salma per avviarsi al cimitero, con sconcerto successivo (ancora mi vergogno),  la sorella del parroco (!) ci ha raccontato un episodio talmente comico da scatenare improvvide ed incontenibili risate, tra la perplessità generale.

    Insomma, la vita che continua ha una sua incontenibiltà, quasi oscena, espressa bene dal proverbio "chi muore giace, e chi vive si da pace". In un film di Woody Allen, la vedova, pronunciatolo, si rivolgeva ai presenti chiedendo " dove andiamo a mangiare ? Mi hanno indicato un posticino speciale…".

    Anonimo SQ

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  9. melchisedec
    Set 17, 2011 @ 15:40:00

    @Kappadue, nei commenti succede di imitare il parlato.

    @Concordo, Anto561, sulla varietà possibile delle reazioni. Nel post il versante "polemico" riguarda l'incoerenza di chi professa una fede, o l'ha professata, ma di fatto non ne sa nulla. 

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  10. anto561
    Set 18, 2011 @ 09:35:00

    Caro Melchisedec,

    hai una buona parte di ragione a "scandalizzarti" dell'ignoranza.

    Esiste anche però una fede "ingenua", ma profonda e sentita, semplice e vera, in cui credo molto di più di quella di chi si pone il problema della differenza tra "trasustanziazione e consustanziazione" (qual'è la differenza ?).
    Il Signore ha detto : " se non vi farete come i bambini, non entrerete nel Regno dei cieli". Lui non parlava ai filosofi, ma alla gente che trovava per strada, e preferiva comunicare la Buona Novella alle prostitute che incontrava ai crocicchi piuttosto che ai benpensanti nelle sinagoghe.
    Ecco.

    Anonimo SQ

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  11. gipsy2007
    Set 18, 2011 @ 11:40:00

    Sono agnostica, non mi rifiuto di entrare in chiesa, ma non me la sento di rispondere "a pappagallo" (pur conoscendo le formule, avendo avuto una formazione cattolica prima di approdare a posizioni di agnosticismo) in quello che mi appare come un rituale che non comprendo e non condivido. Rispetto e sto in silenzio.

    (per mio padre, che la pensava come me ora, ma subiva le scelte di mia madre cattolicissima, ho voluto lo scorso inverno un funerale laico, scandalizzando i pochi parenti presenti. Mi è sembrato di fargli un regalo)

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  12. melchisedec
    Set 18, 2011 @ 17:49:00

    @Sono d'accordo con te Anto; la semplicità non esclude però la conoscenza.

    @Gipsy, hai agito con coerenza.
    Personalmente da agnostico o ateo non entrerei in chiesa.

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  13. anto561
    Set 18, 2011 @ 22:07:00

    @#12

    In 12 parole la saggezza, Melchisedec.

    Anonimo SQ

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  14. gipsy2007
    Set 19, 2011 @ 18:04:00

    E perchè mai? Non sono neppure musulmana, ma entrerei in una moschea, a maggior ragione se dovessi assistere a una cerimonia che coinvolgesse un parente o un amico.

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  15. melchisedec
    Set 19, 2011 @ 18:59:00

    @Io no, Gipsy; vi entrerei soltanto per un fine conoscitivo.
    Punti di vista differenti. 

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