Cento neri "pallini"

scansione0003Undici anni fa, raggiunto l’obiettivo del superamento del concorso a cattedra, giurai a me stesso che non avrei più partecipato ad alcun concorso, invece ieri mattina, alle 8.00, eccomi puntuale davanti al cancello di un libirintico istituto scolastico per sostenere il test di preselezione per dirigente!
L’ingresso nell’edificio è avvenuto secondo l’orario stabilito, appunto le 8.00, ma la procedura di identificazione dei candidati, in quella scuola eravamo 450 circa, si è protratta per ben tre ore, mentre se ne sarebbe potuta impiegare al massimo una se l’operazione fosse stata effettuata dagli stessi vigilanti della prova all’interno dell’aula; invece per tre ore siamo rimasti ammassati come pecore davanti ad una cattedra sgangherata, sistemata in un angolo buio ai varchi dei piani, in attesa di essere identificati.
Un “funzionario” e un assistente per circa 100 candidati!
Ho trascorso l’attesa chiacchierando con una collega della mia scuola, con la quale, a dire il vero, non è mai corso buon sangue, se si pensa che, qualche anno fa, fui il promotore della bocciatura di un suo progetto(ne evidenziai pubblicamente in collegio l’infondatezza didattica), ho socializzato con alcuni colleghi messinesi e catanesi e, da monello incallito, sono riuscito a fumare tre sigarette sporgendomi dalla finestra dei bagni dei ragazzi, praticamente deserti. Il bello è che mi ha indicato il percorso labirintico per il bagno proprio il dirigente scolastico, che inizialmente ho scambiato per uno dei bidelli.
Effettuata l’identificazione di tutti i candidati, si sperava unanimemente che iniziasse la prova, invece no, o per via di ostacoli burocratici(qualche collega infatti, avendo esibito la patente di guida plastificata, rilasciata dalla motorizzazione, ha dovuto produrre un’autocertificazione d’identità) o per pasticci nella compilazione del biglietto con i dati anagrafici e con il codice a barre.
È trascorsa insomma un’altra ora, ma con il vantaggio di potere stare seduti, di muoversi, di respirare un po’ d’aria(e nicotina) nei balconi della scuola e di mangiucchiare qualcosa per stanare i morsi dello stomaco.
E a questo punto l’attesa si è trasformata in una gara di umanità e gentilezza: poiché i candidati non potevano lasciare l’aula assegnata, i bidelli hanno provveduto a rifocillarci con acqua, caffè, biscotti, salatini e patatine acquistati al distributore automatico che, ahinoi, era ubicato al piano terra in un’ala sperduta della scuola. Nel giro di dieci minuti l’attesa dei test si è trasformata in un ameno picnic tra candidati e vigilanti, sì, anche i vigilanti sono stati umanissimi, non dopo averci martellato il cranio sugli eventuali incidenti che avrebbero potuto comportare l’annullamento della prova o l’esclusione.
Tra sgranocchiamenti e chiacchiere, per ingannare il tempo, si è parlato di ricette siciliane, ciascuno rilevando analogie e differenze locali nel modo di cucinare certi piatti, come la pasta con i finocchietti e le sarde, gli anelletti al forno o la pasta con i broccoli “arriminati”.
Non sono mancate delle note di colore: ad una candidata s’è riaperta una piccola ferita alla mano destra, pertanto c’è stata la ricerca affannosa di un cerotto o di un guanto monouso(di cui la scuola era in possesso), alcune si sono struccate, temendo che il fard o il rimmel potessero macchiare, e rendere riconoscibile, il foglio delle risposte, qualcun’altra ha fatto colore già di per sé perché s’è presentata con un top rosa-salmone laminato d’argento(ad un concorso???).
Finalmente, intorno alle 12.30, è scattato il coprifuoco, dopo altre infinite raccomandazioni da parte dei vigilanti.
È calato un silenzio galattico, che ci ha pietrificati tutti.
La voce-guida del preside, attraverso l’interfono, ha dato il via.
Mi sono concentrato sulla prontezza nel memorizzare il numero progressivo della domanda, il numero di riferimento sullo scartafaccio da sfogliare, la risposta “esatta” e il pallino da annerire sul foglio di risposta.
Lo sforzo è stato tale che ho terminato mezz’ora prima dello scadere del tempo.
A differenza di alcuni candidati non ho ritenuto opportuno usare come minuta un facsimile del foglio di risposta, perché temevo di fare pasticci nella trascrizione in bella copia e nell’annerimento del pallino.
Non so se questo sia stato un bene o un male.
Non ho avuto particolari difficoltà in inglese, informatica, psicopedagogia, pertanto so che alcune risposte sono esatte; di altre, a cui sono giunto per ragionamento o associazione di idee, saprò dopo la correzione, perché, detto con sincerità, non ho memorizzato le domande, né ho voglia di ricominciare a sfogliare le pagine del pdf con le soluzioni.
Al termine della prova mi hanno stupito le lacrime di una collega, ma non so la causa; un’altra ha invece sollevato le braccia con rassegnazione, perché ha segnato una risposta con la crocetta non annerendo invece il pallino.
Personalmente ho provato un senso di liberazione dopo la prova, né deluso, né entusiasta.
Domani tornerò a parlare con i miei ragazzi di poesia, di grammatica e di scrittura.
Questo conta.
All’uscita mi sono goduto il bel sole delle tre del pomeriggio e un buon cono pistacchio e nocciola.

13 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. tenebraetenebrae
    Ott 13, 2011 @ 07:58:00

    diamine, eri a Milano?
    una persona che conosco ha fatto qui a Milano il tuo stesso concorso ieri e mi ha raccontato un po' le stesse cose.

    In bocca al lupo Mel!!

    t&t

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  2. utente anonimo
    Ott 13, 2011 @ 17:22:00

    Se non fosse per il brutto periodo anch'io sarei stato tentato. Un grossissimo in bocca al lupo!

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  3. utente anonimo
    Ott 13, 2011 @ 17:23:00

    Scusa, sempre io, ser

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  4. povna
    Ott 13, 2011 @ 17:39:00

    alla fine dell'esperienza istruttiva (e molto meno amena della tua dal punto di vista dell'antropologia sociale) io ho pensato che ogni tanto invece partecipare a un concorso ogni tanto è paradossalmente, necessario e istruttivo.

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  5. melchisedec
    Ott 13, 2011 @ 18:31:00

    @T&T, a Palermo, ma il concorso è su tutto il territorio nazionale in ogni capolugo di regione. Stesse prove, stessa ora. 

    @Ser, l'ho fatto per non dire "ah, se l'avessi fatto!" Tento. 

    @Povna, ne sono convinto, aspetto il tuo post. 

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  6. povna
    Ott 13, 2011 @ 21:58:00

    vois la! 😉

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  7. Selengiulia
    Ott 14, 2011 @ 10:19:00

    Come scrivevo pochi minuti fa a 'povna, sono sconcertata dai vostri "reportage"! Ma perchè alla mia maturità, c'erano le SS che passavano per i banchi? Perchè agli esami non ci fanno neanche alzare il capo?
    Uff…

    Però la migliore è la sigaretta in bagno! Che dici, posso raccontarla ai tuoi alunni?XD

    Seya

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  8. melchisedec
    Ott 15, 2011 @ 18:08:00

    @Selen, lo sanno, lo sanno già. 

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  9. gipsy2007
    Ott 16, 2011 @ 18:22:00

    Sono sorpresa che tu, con la passione che hai per l'insegnamento, abbia partecipato al concorso per dirigente. Io la preside non la  farei mai.

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  10. melchisedec
    Ott 16, 2011 @ 19:12:00

    @Cara Gipsy, la mia passione è sempre viva per l'insegnamento. Una cosa non esclude l'altra, ammesso che superi la preselezione. 

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  11. dorame
    Ott 16, 2011 @ 19:16:00

    Ma hai saputo che ahnno ammesso alla prova (ma con riserva) perfino gente non di ruolo o gente senza i cinqe anni di ruolo richiesti dal bando? Ecco un altra dimostrazione che si fanno le regole e poi si farà una sanatoria…
    scusa se ti ho "rovinato" il post ma credo sia importante che questa storia si sappia in giro ed io ne sto scrivendo su tutti i blog dei partecipanti al concorso

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  12. melchisedec
    Ott 17, 2011 @ 05:15:00

    @Dorame, è un mistero, di cui non so nulla. Mah!!!!

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  13. povna
    Ott 17, 2011 @ 19:16:00

    @Dorame: si chiama sentenza preventiva del TAR, ed è prevista dal nostro diritto pubblico, non 'è niente di strano, in realtà. Se faccio ricorso, piuttosto che rischiare di far annullare il concorso dopo ammetto con riserva i ricorrenti prima, in modo da rispettare la tempistica prevista e di lasciare che poi preceda il regolare giudizio amministrativo. Poi ovviamente qui la tempistica è stata delirante e tutte cose, ma nella sostanza è un istituto giurisprudenzialmente molto sensato…

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