Permessi brevi, ferie

Essendo oggi domenica, non sarebbe il caso di affrontare il problema spinoso dei permessi brevi secondo l'articolo 16 del CCNL 2006/2009.
Il docente può chiedere un breve permesso di durata non superiore alla metà dell'orario giornaliero di servizio ed entro due mesi è tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di servizio.
Nulla da eccepire sul piano contrattuale ed economico.
Il problema è un altro: la prestazione lavorativa del docente non è comparabile a quella degli altri dipendenti pubblici, poiché essa trova la sua collocazione precisa nell'erogazione di un servizio pubblico, che è appunto quello di insegnare.
Ricorrerò a un esempio.
Giorno XX/YY/ZZZZ, l'orario di servizio di Pasqualino Scannabue, docente di matamatica e fisica, prevede 2 ore di matematica in III F, 1 ora di fisica in II G, 1 ora di matematica in I F per un totale di 4 ore.
Pasqualino Scannabue chiede 2 ore di permesso breve, che recupererà entro due mesi.
La settimana successiva Scannabue recupera le due ore, una in IV B, l'altra in III B, in qualità di sostituto-supplente di Angelina Mangiaporci, assente per malattia.
Sul piano economico c'è un pareggio: 2 ore richieste non lavorate di Scannabue divengono due ore lavorate.

Ma chi restituirà alla III F, in termini di insegnamento, le due ore di matematica?

Nessuno. 

Non sarebbe il caso che il legislatore mettesse mano ad una regolamentazione dei permessi brevi nelle scuole in una direzione didattica oltre che economica?
Scannabue chiede 2 ore di permesso breve, le recupera in termini economici, ma nella classe a cui ha sottratto due ore di matematica.

Stesso discorso per le ferie richieste durante l'anno.
Chi mi sostituisce non deve insegnare le mie stesse materie?

9 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Kappadue72
    Ott 16, 2011 @ 12:33:00

    In effetti il vostro è un settore particolare, non è facile applicare agli insegnanti gli stessi criteri che si usano nei confronti di altri impiegati.

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  2. Kappadue72
    Ott 16, 2011 @ 12:33:00

    In effetti il vostro è un settore particolare, non è facile applicare agli insegnanti gli stessi criteri che si usano nei confronti di altri impiegati.

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  3. anto561
    Ott 16, 2011 @ 18:18:00

    Credo che la cosa + pratiucabile sia fare uno scambio di ore con un altro collega della stessa classe, se praticamente e tecnicamente posibile, non è detto che lo sia.
    Altrimenti, dovresti fare recuperare le ore extra-orario, ma anche questo mi sembra scarsamente possibile…
    Noi all'università abbiamo almeno una  settimana a semestre che fa da cuscinetto , senza lezioni , solo per le lezioni di recupero, appunto, per tutti i possibili motivi (comprese le alluvioni etc).

    Anonimo SQ

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  4. melchisedec
    Ott 16, 2011 @ 19:14:00

    Anto, non è possibile lo scambio, gli orari sono rigidi. Noto che all'università si è più organizzati. Se si ipotizza un recupero in orario pomeridiano, chi paga i bidelli? C'è un aggravio di spese.

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  5. altarf
    Ott 16, 2011 @ 19:31:00

    "Non sarebbe il caso che il legislatore mettesse mano a una regolamentazione dei permessi brevi nelle scuole in una direzione didattica oltre che economica"…. 

    Ma per carità, secondo te esiste in questo secolo ed è mai esistito nel secolo scorso un legislatore che avesse come priorità il problema didattico ? Tu nutri ancora tante illusioni , caro Mel! 

    Ma devo dirti che ho particolarmente apprezzato i cognomi che hai utilizzato  per i colleghi!!  La III F , chiaramente ha visto leso il suo diritto allo studio , siamo perfettamente d'accordo!
    Nella scuola elementare ( OOOPS, primaria) chi voleva usufruire dei permessi brevi doveva farlo obbligatoriamente nell'orario di compresenza, generalmente utilizzato per il recupero o per "laboratori" ; oppure doveva darsi da fare per trovare un collega disposto a sostituirla,essendo  a sua volta in orario di compresenza nella propria classe, oppure a titolo puramente gratuito, in attesa di godere a sua volta della gentilezza offerta. Ma in ogni caso c'era una classe , o magari un alunno in difficoltà che perdeva l'occasione di essere seguito da vicino. 

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  6. melchisedec
    Ott 17, 2011 @ 05:14:00

    @Altarf, se si spegne la speranza, a scuola si muore.

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  7. utente anonimo
    Ott 17, 2011 @ 12:34:00

    Oggi sono pessimista: non vorrei che la scuola fosse già morta, e non ce ne fossimo accorti.

    Anonimo SQ

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  8. melchisedec
    Ott 17, 2011 @ 16:51:00

    @Anto, non sono così pessimista, c'è ancora qualche possibilità, a partire dal singolo.

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  9. anto561
    Ott 17, 2011 @ 21:48:00

    Grazie, mi fido del tuo buon sewnso, e della tua tranquilla filosofia.

    Bisognerà però che a un certo punto si possano mobilitare queste risorse : chi ci riuscirà ? Non ne vedo molti.

    Stammi bene, Mel.

    Anonimo SQ

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