Giorno “libero”

Il giovedì è il mio giorno libero. Non so come i colleghi-blogger trascorrano il loro, ma il mio è pienissimo di impegni. Mi sono alzato prima dell’alba, erano le sei, e dopo il caffè ho terminato la correzione di un pacco di versioni dal latino, ma sono in lista d’attesa altri due pacchi, versioni e analisi del periodo. Mentre il sole prosciugava l’ultimo fiato del gelo notturno, mi sono dedicato alle piante; alcune le ho ritirate dentro, nel mio studio, per evitare che il freddo pungente le annerisca facendole appassire, ad altre, il cui fusto erboso è sempre assetato, ho dato qualche goccia d’acqua. Poi è stata la volta delle faccende domestiche, quelle che mi competono; il poco tempo a disposizione non è bastato per spolverare a fondo la libreria, per cui, se una mano incauta dovesse spostare un volumetto, raccoglierebbe anche polvere. Attendo le vacanze natalizie per lucidarli uno per uno. Alle dieci mi sono recato in città per una parte delle spese cibarie, la spesa grossa come si suol dire. Il centro commerciale era quasi vuoto, ma in compenso traboccante di prodotti e merci da avere l’imbarazzo della scelta. Ho voluto acquistare, tra l’altro, una confezione di caffè mai gustato, di cui qualche amico parla bene e del salmone. Sì, oggi ho cucinato io il primo: farfallette al salmone con panna e del tenerissimo prezzemolo tagliuzzato. Nel pomeriggio, dopo il caffè-novità(è ottimo), altra spesa grossa, detergenti e casalinghi, ma stavolta in un negozio a pochi chilometri da casa. La giornata non è ancora finita; dopo cena, una riunione con un missionario della Costa d’Avorio e, se sarà rimasto tempo, un’occhiata al libro di geografia, perché non ricordo qual è l’argomento prossimo da trattare. Altrimenti domattina.

11 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. povna
    Nov 17, 2011 @ 19:01:22

    Come ti capisco: il mio giorno libero lo trascorro nell’altro mondo, oppure lavorando per ‘lui’. Con il risultato che arrivano alcune settimane – come questa – in cui ho la sensazione di non smettere mai…

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  2. Seya
    Nov 17, 2011 @ 19:09:50

    Sarebbe da avere il dono dell’ubiquità o un giratempo (harry Potter, docet) per recuperare le ore di riposo! A me capita nei weekend quando mi devo dividere tra tre case, ognuna delle quali con i suoi problemi e magagne…

    Seya

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  3. kappadue72
    Nov 17, 2011 @ 20:12:29

    Io ho avuto una settimana di “tempo libero” perchè tormentato da influenza con annessa tosse, di quelle che ti escono i polmoni di fuori.
    Ormai saranno almeno 4 anni che non ho più tempo libero nel senso in cui lo intendevo io, ossia dedicarsi alle proprie cose senza sentirsi in colpa per altre e più pressanti necessità… al limite del suicidio!

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  4. She almost long
    Nov 17, 2011 @ 22:15:47

    e quella idea fissa di arrivare alle vacanze di natale per fare tutto quello che ci sarebbe da fare. auff.

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  5. Ilaria
    Nov 18, 2011 @ 01:10:15

    Anche il mio tempo “libero” in realtà è fin troppo occupato. Però sono capace di ritagliarmi i miei “angolini” di tempo e pazienza se la casa resta un po’ disordinata o l’aspirapolvere resta al suo posto… proprio come quel po’ di polvere sui tuoi scaffali!

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  6. melchisedec
    Nov 18, 2011 @ 05:25:02

    Noto che siamo messi un po’ male.
    Kappadue, non esageriamo, eh? 🙂 Suicidio! Che parola!

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  7. albaplena
    Nov 18, 2011 @ 10:07:09

    che caffè è? ce lo dici? (sono Ombraserena)

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  8. timelineblue
    Nov 19, 2011 @ 14:45:06

    in realtà io non ho un giorno intero libero [alla primaria non è comtemplato]
    mi compete una mattina libera intera
    e due mezze mattine [che significa iniziare alle dieci]

    ogni settimana mi propongo una serie di cose urgentissime da fare ma alla fine ne porto a termine solo un terzo…

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  9. albaplena
    Nov 19, 2011 @ 20:01:41

    tonaca di monaco? ma di che ordine??? (questo è il primo pensiero che ho avuto)
    ….ragionandoci sopra, ho capito che deve intendersi quel bel marrone caldo…
    Temo che dalle parti mie non sia commercializzato: cmq voglio tenere a mente questo nome e provarlo, se mai lo troverò in qualche negozio di nicchia.
    A Trieste c’era un culto per il caffè, io ne prendevo in una piccola torrefazione artigianale che produceva un caffè con sentori di miele e di cioccolato.
    grazie di avermelo detto!

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