“Traffichini”

Anche nelle scuole spira vento di speculazione. Sarà per via della crisi economica in atto o per una maggiore consapevolezza dei diritti del cittadino o, forse, per entrambe le cause. Per la seconda non si può che gioire, ma talvolta non è peregrino il sospetto che, pur di guadagnarci qualcosa, si è disposti a tutto, anche a mentire spudoratamente e a falsare i dati di realtà con l’unico obiettivo di lucrare.
A distanza di qualche giorno due allievi si sono fatti male a scuola e nel giro di poco tempo si sono presentati i genitori per avviare la procedura di riscossione dell’assicurazione.
Nulla da dire.
Il problema è che, per uno di essi, il fatto non è stato accertato dal docente dell’ora o dal personale ausiliario, né tanto meno sono stati avvertiti i responsabili della scuola.
Sull’accidenti capitato al ragazzo si sono intrecciate più tesi, repentinamente mutate rispetto alla prima versione.
Secondo questa, il giovane si sarebbe fatto male a casa e, inciampando in classe, avrebbe aggravato la sua situazione; la versione successiva colloca l’incidente a ricreazione, l’ultima è che, ritenendo il ragazzo di non essersi fatto poi così male inciampando su uno zaino, avrebbe dapprima(nel cambio tra la 2 e la 3 ora di lezione) sottovalutato il danno, poi a quarta ora avrebbe raccontato quanto successo all’insegnante di quell’ora.
Di tutto ciò si è saputo soltanto oggi, dopo cinque giorni dall’accaduto.
Senza che ci sia un minimo di relazione su quanto accaduto.
Qual è il nodo?
Affidarsi alla relazione del docente della quarta ora, che comunque non ha assistito all’incidente, o al racconto del ragazzo? O a entrambi?
Qualcosa di sospetto c’è.
Il fatto che il ragazzo incidentato non abbia subito denunciato l’accaduto all’insegnante o a chi per lui.
L’evasività nelle risposte alle domande specifiche poste da tutti noi.
L’insistenza, da parte del padre, sulle spese mediche sostenute.
E poi l’espressione dei volti, del giovane e del padre.
Due traffichini.

4 thoughts on ““Traffichini”

  1. Una buona scusa per aumentare i premi assicurativi è quella delle continue truffe, ma a pagare siamo comunque la stragrande maggioranza di cittadini onesti.
    Non c’entra col tema del post, ma un’altra delle scuse per aumentare i premi assicurativi sono gli adeguamenti dei massimali ormai arrivati a 6 milioni di Euro… ma per fare 6.000.000 di euro di danni col mio scooterino cosa devo fare? girare con una bomba H sotto la sella? Boh! Scusa lo sfogo fuori tema.

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  2. @ kappadue : Mel, scusa l’OT.

    Una volta sentii una storia (vera, purtroppo) di questo tipo, successa diciamo ad una 60ina di Km da qui. Un tizio con una Rekord (erano i primi anni ’80) vola fuori strada in curva sotto la pioggia. Atterra sui binari della ferrovia della valsugana,in prossimità di una galleria, e non riesce a spostare la macchina (e ci credo !) nei pochi secondi prima che arrivi il treno (una “littorina” come si diceva ai tempi). Il treno deraglia, schiantandosi sulla roccia al lato della galleria.
    Morti i macchinisti e feriti passeggeri, danni alla ferrovia ed alle automotrici.
    Risultato : indennizzi per parecchie centinaia di milioni tra danni e vite.
    Era assicurato (allora il massimo erano 2-300 milioni) per 50 o 100.
    Credo che si sia suicidato, lasciando in capo ai discendenti il carico dei debiti. La famiglia non so se mai ne sia uscita.
    Morale : tienli alti : il giorno che fai uscire di strada un tir di computer, forse te la cavi.

    Anonimo SQ

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