Monti, il prof.

Durante questi pochi giorni di governo mi sono divertito a osservare e analizzare il Presidente del Consiglio, il professore Monti. Non mi riferisco all’indirizzo politico del suo governo, ma alle modalità verbali e non verbali del suo modo di esprimersi e comunicare.
Se il tono della voce può dirsi monocorde, nulla da dire invece sotto il profilo sintattico: il suo discorrere è un’armoniosa architettura simmetrica, una sequenza ordinata di proposizioni, in cui c’è posto per tutte le tipologie di subordinate. La forza della sintassi del Presidente è tutta concentrata nelle mani, nel loro continuo muoversi e arcuarsi, come se la robustezza dell’impianto sintattico fosse rafforzata dall’energia che egli imprime sui muscoli delle mani.
La figura retorica dominante dei suoi discorsi è la perifrasi; viene usata, in modo particolare, quando si tratta di evidenziare o gli aspetti impopolari delle scelte di governo o i “difetti” degli altri politici, soprattutto di quelli che l’hanno preceduto, ma il parlare perifrastico non è mai offensivo nei confronti della controparte, né vuole nascondere chissà quale politico maneggio.
Poi c’è l’ironia: intelligente e acuta, ma mai volgare e scadente.

Di questo avevamo tutti un po’ bisogno, disgustati dalla caciara che, anche in queste ore, i politici eletti nelle scorse elezioni continuano a strombazzare dai seggi del Parlamento.

13 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. vnnvvvn
    Dic 16, 2011 @ 07:13:09

    Ieri ho seguito il dibattito alla Camera, la strada verso l’elevazione culturale e comportamentale è ancora molto in salita 🙂

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  2. seya
    Dic 16, 2011 @ 08:08:26

    Concordo in pieno. Viste anche le scene di questi giorni in Parlamento e Senato, la sua eleganze nel porsi e nel parlare e` una boccata d’aria fresca!
    Speriamo che qualcuno impari…

    Seya

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  3. 'povna
    Dic 16, 2011 @ 09:41:07

    Curioso Mel, abbiamo notato le stesse cose (o forse non è per nulla curioso): Monti parla come un bravo professore, e più volte, ascoltandolo, mi sono sorpresa a notare che certi toni, certi giri di frase, certi atteggiamenti di pensiero e di azione, quando sono in classe, li uso costantemente anche io.

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  4. Ilaria
    Dic 16, 2011 @ 14:13:43

    Anch’io ho prestato attenzione al linguaggio e alla comunicazione del nostro nuovo Premier; dopo quello cui eravamo abituati, uno stile simile non poteva passare inosservato. Insomma almeno da questo punto di vista lo “promuoviamo”! 😉

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  5. melchisedec
    Dic 16, 2011 @ 18:22:41

    Meno male, noto che anche voi avete notato; a volte mi sembra di essere l’osservatore pazzo. 🙂

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  6. Anonimo SQ
    Dic 16, 2011 @ 21:24:34

    Prodi era pure professore, ma più “alla buona”.

    Anonimo SQ

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  7. She almost long
    Dic 16, 2011 @ 21:45:15

    a me invece sembra impossibile che sia di dove so che è, dato quello che ha dato, eh, il luogo.

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  8. Raymond
    Dic 18, 2011 @ 13:43:56

    Io avevo subito notato la sua particolare attenzione nel esprimersi con particolare chiarezza (non c’eravamo più abituati) ma credimi ho goduto della tua precisa analisi, in quanto spieghi davvero bene come lui tenda a proporsi.
    Le voci così … monocordi… sono da ESECUTORI, sanno quello che si appresteranno a fare, nel bene o nel male.
    Avrei da discutere su alcuni suoi ministri … ma il tempo ci lascerà giudicare meglio.

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  9. ioviracconto
    Dic 20, 2011 @ 08:33:02

    A pensarci bene, guardando Monti e Draghi, forse sono marziani travestiti da italiani….

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  10. Alidada
    Dic 26, 2011 @ 09:13:40

    avevo notato anch’io più o meno le stesse cose e condivido le tue osservazioni. Oserei anche aggiungere che è curioso il fatto che ci siano persone che contrappongono il modo forte di esprimersi con i gesti delle mani alla fissità dello sguardo, è come se in certi momenti l’energia del loro corpo si concentrasse sul cervello e sugli arti e di conseguenza la faccia diventasse quasi di pietra. Anche per Prodi accadeva lo stesso.
    Buon Santo Stefano, Mel..io sto per partire

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