Saviano e la Szymborska


Non so chi di voi abbia seguito ieri sera “Che tempo che fa”.
È stato ospite da Fazio lo scrittore Saviano, che ha omaggiato la poeta Wislawa Szymborska, recentemente scomparsa.
Saviano è stato bravo, come sempre; nella fattispecie ha saputo parlare agli spettatori di poesia, ma con una modalità poco “scolastica” e ciò dovrebbe costituire segno di superiore distinzione, se però attribuiamo all’aggettivo “scolastica” quella serie di accezioni dequalificanti, che la scuola italiana ha collezionato in questi anni.
Saviano ha tenuto una lezione libera da briglie, focalizzata sulla “poeta” polacca, sul modo di sentire e vivere la poesia che le sono propri.
Saviano ha saputo parlare al cuore di chi in quel momento l’ascoltava, senza usare apparati critici, contesti, “correnti”, griglie e contenuto “fratto” forma.
Il “tu” della poeta è diventato il “tu” del fruitore televisivo e lo scrittore di Gomorra s’è fatto medium, tramite, ponte tra noi e la Szymborska.

Noi docenti a scuola possiamo anche metterci della passione, quando proponiamo i tesori della letteratura, ma penso anche che la lezione scolastica non possa esaurirsi nel solletico al cuore dei ragazzi.
Lo possiamo fare per poco, il tempo che occorre per elettrizzare il campo dell’attenzione.
Ma non tutti giorni, non tutte le volte.

Ci sono mattine che non c’è “luce”.
Altre che è tutto un abbaglio di pensieri ed emozioni.
Chi insegna questo lo impara con il tempo.
E anche del “buio” fa tesoro.

7 thoughts on “Saviano e la Szymborska

  1. io l’ho ascoltato
    e mi ha appassionato proprio per quel suo modo di sentire la poesia di wislawa
    e di raccontarla con semplicità
    così come la poesia deve essere raccontata
    per poter arrivare al cuore delle persone

    ciao Mel 🙂

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  2. L’ho visto stanotte in streaming e, come sempre, mi ha sorpreso. Non conosco la poetessa (che novità!) però ho trovato la sua poesia molto concreta..e non è una cosa facile da trovare in una poesia. Con il tempo penso leggerò qualcosa di suo.

    Seya

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    • La poesia è un’arte estremamente concreta. E’ il modo più semplice per esporre un discorso lungo che, tradotto diversamente, prenderebbe più tempo e perderebbe forza. Spero che si faccia più spesso in televisione non tanto per la resa della poetica quanto per lo stimolo successivo alla lettura dei poeti. Abbiamo grandi figure dimenticate, o quasi, che aspettano solo di riavere voce. Se fossi un insegnante metterei nell’orecchio degli alunni, anche solo per pochi minuti, qualche testo di Pavese, Gatto, Penna, Erba …naturalmente quando c’è “luce”.

      Antonio Torre

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    • Sono molto contento che ci siano professori che diano spazio alla poesia. In tempi come questi, così carichi di vuoto, credo possa essere una importante occasione di crescita la lettura dei veri poeti.
      Ti auguro un buon insegnamento.

      Un saluto

      Antonio Torre

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