I fiori di Giacomino


Neanche con le pinze il fioraio è riuscito a farsi dire il nome di un aitante ventenne, biondiccio, con la postura di un cowboy pronto a sparare la sua energica giovinezza sull’universo femminile.
Un mazzo di rose rosse, un regalo(io e il fioraio ipotizziamo un gioiello) e una lettera, sulla cui busta l’encefalospermato ha disegnato fiori e scritto parole.
Soltanto grazie alla lettera Giacomino, il fioraio,(si farebbe bruciare che è una trentenne la prescelta, separata però) s’è lasciato convincere dal giovanotto.
Domani a mezzogiorno la consegna.
Appena il cowboy dalle poche parole sguscia via dal negozio, il fioraio, Giacomino, s’è sfogato.
Questo, la consegna di fiori a donne sposate, divorziate e separate, è il momento più “difficile” e delicato del lavoro di Giacomino che, un po’ come il parrucchiere o il prete del paese, è a conoscenza di segreti un po’ torbidi.
La titubanza, mi spiega a quattr’occhi, non è dovuta tanto all’anonimato del giovanotto, ma alle complicanze che tali consegne comportano: spesso ad aprire la porta è il marito della donna omaggiata e, dopo qualche ora, il vedersi restituito in negozio la confezione “illibata” è storia che si ripete.
Mi racconta Giacomino il fioraio che il caso più assurdo gli è capitato, quando un uomo, raccolto un ramo di mandorlo in fiore, voleva che questo fosse ulteriormente abbellito con altri fiori, rametti di edera e iuta e che il mazzo siffatto fosse consegnato con un biglietto, anonimo e telegrafico, che suonava “Al più caro amico”.
Dopo qualche ora l’omaggiato, che aveva le sue tresche, e leggeva in quella confezione minacce di morte(?), s’è materializzato in preda al terrore da Giacomino, pretendendo che gli rivelasse il nome del mittente.
E tira e molla, finalmente viene spiattellato il nome.
“Ah, quel cretino, e io che temevo chissà che!”.

7 thoughts on “I fiori di Giacomino

    • Si può avere una traduzione in cis-padano per gli appartenenti ad altre lauree linguistiche o semplicemente non laureati in dialettologia del nord-ovest ?

      Anonimo SQ

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  1. e io pensa che dal titolo mi immaginavo qualcosa sul Leop e sulla ginestra.
    Invece devo dire, che dopo “pane e tulipani” i fiorai mi interessa ascoltarli. Sarà un vezzo romantico.

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