Tenera confusione


È accaduto già più di una volta.
Sinceramente non ho l’ardire di spiegarglielo, di correggerlo sì.
Uno dei bidelli a contratto “pipipì cicicì cococò”, della serie “mordi e fuggi” per un anno, si ostina a chiamare le mie colleghe “maestre”.
La prima volta sono rimasto basito, perché non riuscivo a capire di quale maestra parlasse, anzi ritenevo si trattasse di un’esperta esterna o di una mamma, che s’era presentata come maestra.
La seconda volta ha reiterato l’errore, ma non mi ha fregato.
L’ho corretto subito.
Stamani la novità: l’applicata di segreteria me l’ha chiamata “professoressa”.
Ancora una volta sono rimasto di stucco, dopo qualche secondo ho compreso e l’ho corretto.
Ma non me la sento proprio di spiegargli le differenza tra maestra, professoressa e applicata di segreteria.

La sua ignoranza è tale che quasi quasi m’ispira un sentimento di tenerezza che mette a tacere il mio istinto professorale.
Perciò taccio e me ne rido.

6 thoughts on “Tenera confusione

  1. Beh, tutto sommato quel barbaro non privo di ingegno, con quella fregnaccia della rosa e del profumo, non aveva tutti i torti… Se non fa male, che fa, come le chiama?!

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  2. ero convinta di aver lasciato un commento sotto a questo post ma si vede che non è così (a meno che non sia tra lo spam)…. dicevo che meglio così che il custode chei mi chiama per nome in mezzo al corridoio >:-(

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