Colpetti di matita, grigia però!


Il luogo della memoria breve è diventato il perimetro dello schermo televisivo del mio portatile, sempre più somigliante a una bacheca su cui chicchessia attacca un post-it con le sue richieste.
I foglietti giallo paglierino, sui quali necessariamente devono posarsi gli occhi, perché questi possano verificare quanto ho digitato con la mano sinistra, mi permettono di ripassare mentalmente le scadenze e gli impegni non procrastinabili, ma anche quelle richieste degli alunni che esulano un po’ dal quotidiano lavoro scolastico.
E io non so opporre un no, specie se tali richieste giungono da alunni non “miei”.
Così in questi giorni, in realtà albe, alla buon’ora, ho leggiucchiato qualche pagina che, a detta degli scrittori novelli, dovrebbe essere annoverata tra le prove letterarie che alunni di ogni generazione hanno composto.
La questione è il giudizio che l’alunno si aspetta dal professore, per giunta insegnante di un corso diverso da quello frequentato.
Per me è un momento delicatissimo, poiché si tratta, quasi sempre, di alunni-scrittori introversi e timidi, pronti ad arrossire al minimo incresparsi degli zigomi del “giudicante” o di un suo sguardo o di una parola in più; devo perciò mettere da parte la schiettezza vulcanica che mi farebbe dire “butta la tua poesia o il racconto nel cestino” e armarmi di diplomazia e matita.
Non rosso-blu.
Una normalissima matita che non corregge, ma rubrica, glossa, suggerisce.
Dalla lettura delle prove letterarie emerge che gettonatissimi sono gli echi leopardiani e pascoliani, mentre per la prosa Pirandello campeggia fra tutti.
Emerge anche un uso non sempre consapevole della lingua italiana, ma apprezzabile è il corposo corredo lessicale.
E già questo mi pare un buon auspicio per cominciare a scrivere.
Ma prima le regole.
Senza regole non si va da nessuna parte.
Poi, trovata la propria strada, le regole apprese possiamo anche cambiarle e stravolgerle.

4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. 'povna
    Mar 23, 2012 @ 07:29:28

    Hai ragione, Mel, si tratta sempre di un momento delicato. In cui devi dire la verità, perché per quello sei stato scelto, ma nello stesso tempo stare attentissimo a non ferire.

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  2. laGattaGennara
    Mar 23, 2012 @ 13:39:44

    ti è andata benino con le auctoritates. io al liceo sottoponevo (no, tenevo per me in realtà) ampollosi versi dannuanziani e prose liriche alla Campana.
    p.s. non ho mica smesso.
    posso? intendo, posso inviarti pure le mie? 🙂
    smettendo di scherzare, bella la tua disponibilità.

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  3. melchisedec
    Mar 23, 2012 @ 16:53:27

    @Non si sa mai…, Povna, ci sia uno scrittore in erba e io lo falcio! Meglio andarci piano.

    @LaGatta, mi sarebbe piaciuto leggere cose interessanti, ma non ne intravedo negli scrittori adolescenti. 🙂 Almeno finora!

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  4. lanoisette
    Mar 23, 2012 @ 17:16:26

    de la musique avant toute chose, direbbe qualcuno…

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