Colpetti di matita, grigia però!


Il luogo della memoria breve è diventato il perimetro dello schermo televisivo del mio portatile, sempre più somigliante a una bacheca su cui chicchessia attacca un post-it con le sue richieste.
I foglietti giallo paglierino, sui quali necessariamente devono posarsi gli occhi, perché questi possano verificare quanto ho digitato con la mano sinistra, mi permettono di ripassare mentalmente le scadenze e gli impegni non procrastinabili, ma anche quelle richieste degli alunni che esulano un po’ dal quotidiano lavoro scolastico.
E io non so opporre un no, specie se tali richieste giungono da alunni non “miei”.
Così in questi giorni, in realtà albe, alla buon’ora, ho leggiucchiato qualche pagina che, a detta degli scrittori novelli, dovrebbe essere annoverata tra le prove letterarie che alunni di ogni generazione hanno composto.
La questione è il giudizio che l’alunno si aspetta dal professore, per giunta insegnante di un corso diverso da quello frequentato.
Per me è un momento delicatissimo, poiché si tratta, quasi sempre, di alunni-scrittori introversi e timidi, pronti ad arrossire al minimo incresparsi degli zigomi del “giudicante” o di un suo sguardo o di una parola in più; devo perciò mettere da parte la schiettezza vulcanica che mi farebbe dire “butta la tua poesia o il racconto nel cestino” e armarmi di diplomazia e matita.
Non rosso-blu.
Una normalissima matita che non corregge, ma rubrica, glossa, suggerisce.
Dalla lettura delle prove letterarie emerge che gettonatissimi sono gli echi leopardiani e pascoliani, mentre per la prosa Pirandello campeggia fra tutti.
Emerge anche un uso non sempre consapevole della lingua italiana, ma apprezzabile è il corposo corredo lessicale.
E già questo mi pare un buon auspicio per cominciare a scrivere.
Ma prima le regole.
Senza regole non si va da nessuna parte.
Poi, trovata la propria strada, le regole apprese possiamo anche cambiarle e stravolgerle.

4 pensieri su “Colpetti di matita, grigia però!

  1. Hai ragione, Mel, si tratta sempre di un momento delicato. In cui devi dire la verità, perché per quello sei stato scelto, ma nello stesso tempo stare attentissimo a non ferire.

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  2. ti è andata benino con le auctoritates. io al liceo sottoponevo (no, tenevo per me in realtà) ampollosi versi dannuanziani e prose liriche alla Campana.
    p.s. non ho mica smesso.
    posso? intendo, posso inviarti pure le mie? 🙂
    smettendo di scherzare, bella la tua disponibilità.

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  3. @Non si sa mai…, Povna, ci sia uno scrittore in erba e io lo falcio! Meglio andarci piano.

    @LaGatta, mi sarebbe piaciuto leggere cose interessanti, ma non ne intravedo negli scrittori adolescenti. 🙂 Almeno finora!

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