L’hamburger

Prendere il treno, a dire il vero la metropolitana(di nome, non di fatto), per me è sempre un’esperienza di arricchimento di umanità, perché mi consente di osservare con lentezza il caleidoscopio dei comportamenti umani; forse è tra i non-luoghi il migliore, costringendoti a stare a contatto diretto con la gente.
Questa settimana l’ho preso ben quattro volte.
Oggi pomeriggio ho assistito anche ad una lite tra due studentesse, una sul treno, l’altra a casa.
Comunicavano con il cellulare.
Dapprima la telefonata ha avuto un tono cordiale: la viaggiatrice ha comunicato alla collega di essere arrivata alla stazione alle 14.50, che avrebbe mangiato un panino e poi si sarebbe avviata verso casa.
Al che l’altra l’ha invitata a rinunciare al mordi e fuggi, perché nel frigo di casa era rimasto un hamburger, quindi se lei avesse accettato avrebbe trovato un piatto pronto genuino.
L’hamburger è stato l’elemento scatenante.
Da quello che ho arguito, l’amica casalinga nascondeva il veleno nella coda, perché si è lamentata degli hamburger mangiati il giorno prima tendenti allo spappolamento, dopo essere stati messi in padella.
Da qui s’è scatenato il putiferio.
La viaggiatrice ha cominciato ad alzare la voce e ha cambiato subito tono: da cordiale è diventato acido, accusatorio, offensivo.
Sei tu– diceva – negata, sei tu spappolata di testa, ché non sai cucinare neanche un hamburger“.
A questo punto il treno s’è fermato, ma la lite è continuata anche sulla piattaforma.
E ritengo anche oltre.

7 thoughts on “L’hamburger

  1. Si diceva che sui ponti di Parigi si potesse sempre incontrare, nello stesso attraversamento, almeno un prete, una peripatetica ed un… povna aiuto, non mi ricordo il terzo (fornaio ? soldato ?) !
    Per dire che certi luoghi hanno per vocazione l’incontro, il mescolamento dei soggetti diversi.
    Io ieri, per esempio, ho viaggiato in autobus (zeppo) con accanto due allegre ragazzine pregiudicate che si recavano al tribunale per subire l’ennesimo processo per borseggio o simili, accompagnate non ho capito se dalla tutrice o dall’ avvocatessa o dalla maitresse (sembrava difenderne i comportamenti) che si raccontavano tranquillamente le loro faccende/imprese apertamente ad alta voce. Un’altra volta causa sciopero bus ho fatto un Mestre-Venezia in treno trovando seduta nello scompartimento Vittoria Risi. Coreografico.

    Anonimo SQ

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  2. @Anonimo: Spero che la suddetta Vittoria fosse almeno in costume da bagno.

    Caro Melchisedec, sono perfettamente d’accordo: non c’è nulla di più istruttivo che viaggiare sui mezzi pubblici, se si vuole conoscere la varia umanità. Ai miei tempi poteva essere molto interessante, in quanto di umanità ne circolava ancora parecchia. Alcuni viaggi in treno, interminabili, diventavano occasioni di arricchimento, perché nello scompartimento si creava, a poco a poco , un’atmosfera di comunità, ci si raccontava e si comunicava, magari in modo superficiale, ma si parlava. Ora l’alta velocità (Venezia – Roma in quattro ore!!) ha eliminato qualsiasi possibilità di incontro, ciascuno si siede al suo posto e apre il suo libro , il suo giornale o addirittura il pc portatile.
    Ma del resto non posso lamentarmi, essendo io stessa afflitta da una certa misantropia, che mi fa preferire ai mezzi pubblici l’automobile o , quando possibile , la bicicletta.
    E comunque, cucinare un hamburger non è facile. Quasi come il famoso uovo alla coque (spero che si scriva così) !

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  3. La Risi era vestita, se così si può dire: stivaletti, microgonna, calze velate (poco), giubbotto in lana con fodera pelliccia. Il tutto sul marrone, se ricordo bene.
    Comunque la zip abbassata all’ombelico (scarsa lingeria) e le gambe accavallate creavano un certo quale imbarazzo tra i presenti (io e studenti), che non sapevano dove guardare oltre che il soffitto.
    Solo mesi dopo l’ho riconosciuta in un manifesto; pensavo si fosse trattato di una escort in trasferta di lavoro.

    Anonimo SQ

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  4. @Povna, o simbolo dell’umanità itinerante, fisicamente e spiritualmente.

    @Anonimo, materiale da scrittura. Bellissimo!

    @Abbracci, Kappadue!

    @Ornella, mai viaggiato sull’alta velocità. Deve essere funzionale, ma glaciale umanamente.

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