Versioni



Ho avuto modo di ascoltare qualche brano della nuova traduzione della Bibbia effettuata nel 2008.
Non sono un filologo biblista e non ho le competenze dottrinali per esprimere un giudizio onesto sulla traduzione, ma da lettore non posso che esprimere un sentimento di estraneità alla nuova versione.
So che ciò dipende dal fatto che molti brani li conosco a memoria, pertanto, ascoltando certi passi, rimango alienato.
Di seguito la nuova versione, fredda e impoetica; in ultimo la vecchia, musicale e poetica.

La nuova versione(CEI 2008)
Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

(Filippesi 2, 6-11)

La splendida vecchia versione:
5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
6 il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
7 ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
8 umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
9 Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

(Filippesi 2, 6-11)

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. ornella
    Apr 01, 2012 @ 19:58:47

    Cosa vuoi , caro Melchisedec, a volte la Cei non sa come spendere i soldi e il tempo che ha a disposizione, e allora li impiega per una nuova traduzione dei testi sacri al fine, dicono, di renderli più “attuali”. Come se la Parola avesse bisogno di “attualità” per essere compresa.
    Il tuo giudizio sulla nuova versione di questo famosissimo testo, che mi sembra di aver ascoltato proprio ieri sera, durante la Messa della Domenica delle Palme, mi trova perfettamente d’accordo.

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  2. Anonimo SQ
    Apr 01, 2012 @ 20:32:06

    Mah ! Oltre all’autorevole opinione di mia sorella (con la sua parte di verità), avrei una ulteriore perplessità linguistico-letteraria.
    Per quanto (poco) ne so (se sbaglio correggetemi), spesso questi brani della Scrittura sono traduzioni di traduzioni di traduzioni, ovvero sono traduzioni dal latino (passato attraverso gli amanuensi medievali) che era stato tradotto dal greco, che magari era stato tradotto dall’ebraico, o dall’aramaico (che, se ho capito, era la lingua che Gesù parlava normalmente).
    Quale fedeltà potrà mai avere al testo originale ? Ricordo un traduttore in italiano della Bibbia che ho sentito tempo fa presentare alla radio il suo lavoro che raccontava di avere studiato da zero l’ebraico per una decina d’anni per poter leggere la Bibbia ebraica in originale (supponendola meno interpolata) e confrontarla con le altre traduzioni in modo di farne una cosa ben fatta ma + sicuramente fedele all’originale. Peraltro, anche della Bibbia ebraica esistono + versioni, a causa della diaspora del 70 d.C.

    Anonimo SQ

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  3. ornella
    Apr 02, 2012 @ 04:56:30

    Ringrazio mio fratello che ritiene “autorevole ” la mia opinione. Credo che lo scrittore che ha studiato l’ebraico per leggere la Bibbia originale sia Erri De Luca. Io certamente non ho fatto altrettanto. Quando mi sono iscritta alla Scuola di Teologia del Patriarcato di Venezia ( un corso triennale molto all’acqua di rose, peraltro) credevo ingenuamente che l’approfondire i concetti avrebbe rafforzato la mia fede… nulla di più errato.
    In ogni caso ho scoperto che anche della Bibbia ebraica esistono almeno due versioni, trascrizioni di diverse narrazioni orali. Anche il racconto della creazione del mondo e di Adamo ed Eva viene presentato in due momenti diversi. Il linguaggio metaforico e poetico si presta a innumerevoli interpretazioni: i rabbini ancora oggi si scontrano e sulla esatta ermeneutica del Testo si sono scritte innumerevoli pagine che si continuano a studiare nelle loro scuole.
    Devo dire che tutto ciò mi affascinava… ora mi rende alquanto perplessa. Possibile che l’Onnipotente faccia tanta fatica a farsi capire ? O siamo noi che rendiamo tutto troppo complicato ?

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  4. stefano
    Apr 02, 2012 @ 05:51:37

    Comunque, potrebbe andar peggio : anni fa comprai un libro raccolta/commento dei detti di Confucio. Qui la cosa è ancora + divertente, perchè essendo stati scritti con ideogrammi, che sono cambiati come stilizzazione nel tempo (migliaia di anni: vera esegesi del “segno” !), la stessa “frase” può significare cose completamente diverse.
    Faccio un esempio stupido (non ricordo + un tubo, ma per farmi capite) : Da “la vecchiaia è di per sè malattia” una diversa lettura può estrarre “prepara il the al mattino per tutta la giornata”.
    Ho messo via il libro così bene che non lo trovo più.
    Per restare sul teologico, lo sapete che il Corano ordina le Sure per lunghezza ? Da qui si comincia a capire che si tratta di un altro mondo concettuale, quello dei musulmani.

    Anonimo SQ

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  5. melchisedec
    Apr 02, 2012 @ 18:03:31

    @Grazie, Ornella, per il tuo contributo prezioso.

    @Stefano, ci sono stati, nella storia, appositi concilii per stabilire quali testi definire “autentici”, ma sotto il profilo filologico la Bibbia è come un qualsiasi testo antico. Codici su codici, rotoli su rotoli.
    Non entro nel merito delle altre religioni, ma i problemi sono i medesimi.

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  6. Anonimo SQ
    Apr 02, 2012 @ 19:01:18

    Conosco, superficialmente, la storia (la traduzione dei 70 etc) delle traduzioni dei testi sacri.
    Dico solo che sentire dotte disquisizioni su una parola, il suo peso, il suo significato etc se si tratta di una traduzione “di seconda mano” a volte mi fa sorridere (accade + spesso di quanto si creda).
    Quando abitavo a Venezia, andavo a messa dove predicava un sacerdote armeno (rito orientale ?), il quale faceva dell’esegesi dal pulpito, ma citando sempre l’originale greco e poi scavando sopra sempre sul greco, che so, di una Lettera, o di un Vangelo. Mai, sui termini italiani tradotti due volte ! E mi sembra + che sensato !
    Avendo fatto lo scientifico, diciamo che ho esteso la conoscenza che avevo dalla filosofia greca…

    Anonimo SQ

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