Absconditus


Com’è mio costume, ho visitato qualche chiesa dove il giovedì santo viene allestito l’altare della reposizione, anticamente detto “sepolcro”.
Ci sono degli elementi fissi nei “sepolcri”: devono essere ubicati in una nicchia, ma non tutte le chiese ne sono dotate, deve essere ben visibile il tabernacolo/tomba dove vengono riposte e custodite le ostie dopo la celebrazione della “coena in domini”, si usano fiori bianchi e gialli e germogli di graminacee e leguminacee cresciuti al buio nel periodo quaresimale. Nel giorno delle Ceneri i semi di lenticchie, fagioli, grano, granturco vengono messi in acqua e, dopo qualche giorno, adagiati su dell’ovatta o della stoppa bagnate e lasciati a germogliare al buio.
Nascono così delle piantine filiformi, candide alla base e verdi nelle estremità superiori; il giovedì santo, al mattino, si donano alle chiese perché ornino il “sepolcro”. Qualcuno cinge i germogli con un nastro affinché non si allettino e aggiunge anche qualche fiore leggero, come un filo di fresia o una margheritina.
La tradizione ha chiaramente un significato simbolico ben comprensibile: il seme al buio richiama la tradizione evangelica, sia perché allude ai tre giorni trascorsi da Cristo agli inferi, sia perché anche il peccatore, che vuole fare germogliare dentro sé la parola, è necessario che muoia al peccato.
I riti compiuti dai fedeli ricalcano così il percorso di Cristo e il ciclo della vita,
infatti i semi si piantano sotto terra perché producano “frutto”.

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