Il pollo e i sogni.

Da buongustaio non posso che detestare il cibo già cotto e acquistato fuori, nonostante la golosità. Talvolta però la ristrettezza del tempo a disposizione e la stanchezza fisica, meravigliosamente alleate, ti costringono a ricorrere al take away. Così ieri sera ho acquistato del pollo arrosto con annesse patate al forno.
Una delizia, ma salatissimo.
La nottata è stata frequentemente spezzata da acerrimi attacchi d’arsura, che m’hanno fatto balzare dal letto ben tre volte alla ricerca dell’acqua.
Pure mezza bottiglietta di coca zero mi sono fatto fuori come fossi un inghiottitoio automatico.
Riprendere sonno è stato tragico.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere.
Le sveglie improvvise mi hanno consentito di ricordare i sogni fatti, cosa per me rarissima.
Nell’ordine ho sognato… un alunno trasformato per l’occasione in erbivendolo ambulante, che brigava con il padre e altri ceffi dando il meglio di sé in battute volgari, e il mio vice-preside in forma di gigante mostruoso che, sovrastandomi, mi alitava addosso discorsi inutili e pedanti.

14 pensieri su “Il pollo e i sogni.

  1. Troppo sale, Mel. Attento alla pressione: comunque a me succede lo stesso con le pizze di certe pizzerie, quelle di mia moglie sono un poco meglio, quanto ad effetti collaterali…

    Anonimo SQ

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  2. Eh eh: il semiconscio, imbeccato dal pollo, ha docilmente obbedito! Anche io non amo comprare ciò che amo cucinare. Faccio eccezione per certi tipi di cibo da strada (come le panelle nella tua Palermo), che per essere davvero goduti devono essere presi dall’ambulante di turno!

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  3. Ricordare i sogni è interessante, ci sono anche metodi per farlo.
    Evita di bere cose come coca zero, uno studio dell’università di bologna sull’aspartame ne ha evidenziato la pericolosità e la cancerosità.

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    • Per favore, non ho i dati, ma quanti g/(die x Kg peso) di aspartame bisognerebbe ingurgitare e per quanti mesi per riprodurre i risultati delle cavie (sarei curioso di vederli) ?
      No, perché anni fa un serissimo studio aveva dimostrato un lieve incremento di un tipo di tumore nelle cavia che assumevano saccarina (probabilmente per lanciare l’aspartame, erano i primi ’80).
      Feci due conti e scoprii che un uomo di 75 kg doveva mangiare per un anno ca 250 g/die di saccarina per riprodurre le condizioni delle cavie. Credo che un uomo normale, in quelle condizioni, si suiciderebbe entro due settimane pur di non avere sempre in bocca il sapore della saccarina…

      Datemi gli estremi bibliografici, per favore !

      Anonimo SQ

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        • Perdona la ipersensibilità, ma essendo un chimico, quando sento parlare di sostanza cancerogena a sproposito mi inquieto.
          Per esempio : in un famoso documento dello stato di California vengono elencati i composti cancerogeni. Uno legge e scopre, tra l’altro, che l’alcol etilico è dichiarato cancerogeno, poiché i forti bevitori di superalcolici hanno tassi di tumore alla gola maggiori cella media.
          Conclusione : se qualche legislatore (o qualche sito web) convinto di salvare il mondo obbligasse o istigasse la reintroduzione del proibizionismo, proibendo uso, possesso e produzione di tale pericolosa sostanza, ci sarebbe da stupirsi ?
          Allora piedi per terra, per favore, sempre.

          Anonimo SQ

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      • Non pensavo di sollevare una questione, avevo letto questa notizia e riferivo. Se dovessimo stare attenti a tutte le schifezze che ci fanno mangiare forse non mangeremo affatto… vedi “Cosa c’è davvero nel tuo carrello?” di Bill Statham.

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  4. i sogni son desideri ma quello lo cantava una polla… 😉
    la serata schifezze una volta ogni tanto capita anche a me: delirio di patatine, pizze, piadine e gelato. E l’ultima volta ho sognato una spy-story che lévati!

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  5. Quindi, Lagatta, ne devo fare abuso per sognare di più o ricordare di più.

    I sogni primaverili dici, Lanoisette? Può essere.

    Quanto alla polemica tra Stefano e Kappadue… penso che ogni cosa in quantità eccessiva sia deleteria. Anche una sostanza naturale in eccesso.

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