Ali non ha, ma vola



Non è frequente che assegni ai miei allievi tracce di temi che, in modo diretto, li costringano a scrivere di sé o di problematiche e questioni ruotanti comunque attorno al loro universo adolescenziale e pre-adulto; a queste antepongo invece tipologie testuali(in primis analisi del testo e saggio breve) in qualche modo “glaciali”, attraverso cui possa accertarmi della loro preparazione su determinati argomenti di letteratura e dei loro progressi nell’arte della scrittura in relazione ai diversi scopi comunicativi, pragmatici, espressivi.
Anche le tipologie così dette “glaciali” aprono comunque degli squarci sull’interiorità dei ragazzi e sul loro immaginario, ma certamente sempre attraverso il filtro della letteratura.
Metterli a tu per tu con un problema “reale” da sviscerare e per il quale proporre delle soluzioni provoca disagio in loro e in me.
In loro perché il rischio di un elaborato che tocchi profondamente corde sentimentali, intellettive e “sociali” genera i mostri dell’insincerità, del buonismo, della faciloneria e dell’omologazione banalizzante.
In me perché la correzione dei compiti, per i motivi sopra esposti, non solo genera un travaso di bile, ma si coagula attorno ad una sequenza numerica da infarto.
Però, talvolta, è inevitabile assegnare delle tracce “personali”, quelle cioè che chiamano lo scrivente a mettersi in gioco e a fornire “risposte” o almeno tentativi, ragionamenti, ipotesi.
Anzi, ad essere sincero, il mio sogno sarebbe quello di assegnare tracce assolutamente “personali” e rinvenire, almeno nella metà dei compiti corretti, soluzioni e risposte originali, se non proprio tali sul piano del pensiero, almeno accettabili su quello della scrittura.
In tal senso la mia esperienza è rara.
E lo confermano, ancora una volta, gli ultimi compiti corretti.
Una delle tracce dava la possibilità di mettersi in gioco in prima persona: si chiedeva di tematizzare la costruzione di profili falsi e liquidi nelle chat e nei social network.
Le risposte sono state generaliste, imprecise, superficiali e soprattutto insincere.
I voti pestiferi.
Anche a chi ha la nomea di studioso.
Mi riesce difficile accettare l’insipienza delle “risposte”, soprattutto se questa proviene da chi manipola, nella più assoluta normalità, chat, feisbuk, twitter et similia.
È come chiedere a un innestatore di spiegare la differenza tra una mela cotogna e una golden e sentirsi rispondere che in fondo sono la stessa cosa o hanno il medesimo sapore.

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. 'povna
    Apr 26, 2012 @ 13:04:05

    I temi in prima persona sono solo per classi non opache. Altrimenti diventano una tragedia…

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  2. laGattaGennara
    Apr 26, 2012 @ 14:43:37

    mi capita spesso, di pensare che con quella o quale altra traccia riusciranno a dire e a dare. e poi, come descrivi tu. uguale. soprattutto sui cosiddetti argomenti “vicini” a loro, almeno in teoria. non me ne faccio una ragione.

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  3. lanoisette
    Apr 26, 2012 @ 15:22:00

    il problema di fondo, secondo me, è che i lavori insinceri escono quando i ragazzi pensano di scrivere “per il professore” e allora tentano (con pessimi risultati) di imbonirselo, di scrivere ciò che pensano lui voglia da loro. quando invece si fermano a riflettere, beh, magari qualcosa di buono ne vien fuori.

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  4. melchisedec
    Apr 26, 2012 @ 17:44:51

    @Povna, intanto è una bella classe, non capisco proprio.
    @E Lagatta conferma.

    @Lanoisette, hai ragione, anch’io penso così.

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  5. seya
    Apr 26, 2012 @ 18:41:14

    Mmm..ammetto di aver sempre evitato i temi personali come la peste. Un pò perchè non mi è mai andata che la mia prof si intromettesse troppo (da brava fiorentina era una gran impicciona), un pò perchè mi sembrava di dover astrarre/pensare a grandi questioni. Ora, io non so dirti se qualcuno dei tuoi alunni la pensi come me, però quando ti metti a fare un tema del genere hai due strade: a) sai cosa pensa il prof e cerchi di portarlo dalla tua parte (diciamocelo, un voto positivo fa sempre comodo); b) è un argomento su cui hai già avuto modo di ragionare e quindi riesci a fare un bella trattazione. L’uso dei social networks è un bel tema però molti ragazzi, soprattutto giovani, lo usano in maniera impulsiva e senza pensarci troppo. Secondo me, tanti ma non tutti, non avevano assolutamente idea di cosa scrivere.
    Questo ovviamente non li giustifica…

    Seya

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  6. melchisedec
    Apr 27, 2012 @ 12:46:16

    @Seya, il tuo commento conferma certe mie ipotesi. Grazie! Di cuore. 🙂

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