L’olio. Di giorno o di sera?



Maggio è il mese per eccellenza eletto alla nevrosi dei docenti.
I più che retti, come li chiamerebbe la cara Povna, sono indaffarati a confezionare il programma svolto e da concludere nelle classi perché, non si dica mai, sfigurino a confronto con gli altri colleghi della scuola.
Chiaramente ai ragazzi non importa assolutamente nulla se qualche segmento non è stato del tutto definito, anzi la corsa al bel programma svolto produce degli effetti mostruosi sulla qualità delle loro prestazioni, sia in termini di interrogazioni che di compiti scritti. Per non parlare poi degli altri due fattori concomitanti, che s’accoppiano all’ inutile maratona: il caldo(e i bollori erotici) e la stanchezza della routine di un anno.
Tra i più che retti bisogna, però, sapere discernere tra chi lo è per cultura e onestà intellettuale e chi, invece, lo è di facciata, nel senso che durante l’anno non ha svolto un emerito c… e, alla fine, viene colto da un non ben definito senso di colpa e spirito di abnegazione per il dio-programma.
Bene, detesto con tutto me stesso i secondi.
La mia nonna materna avrebbe così esclamato: “Lu jornu nun ni vogghiu e la sira spardu l’ogghiu“, cioè “di giorno non ne voglio e di sera consumo/spreco l’olio”(lavorare quando è meno opportuno).
Personalmente da qualche anno ho mutato prospettiva: almeno a partire dalla prima decade di maggio è necessario il vecchio ripasso, se davvero vogliamo far consolidare ai nostri allievi conoscenze e abilità di un anno, che serviranno per il successivo.
Rispolveriamolo questo antico principio pedagogico-didattico!
Per i maturandi è meglio dopo il 15 maggio; le ultime cose che noi abbiamo spiegato fanno correre loro il rischio di fare delle figure oscene agli esami, teatrino di solito dei commissari esterni in cerca di gratificazioni personali.
Ma giusto il tempo di quindici giorni circa.

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cultura
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9 risposte a L’olio. Di giorno o di sera?

  1. 'povna ha detto:

    Sono con te, Mel. Io ogni anno chiudo comunque ogni tipo di verifica con maggio (ma di solito nell’ultima settimana metto il tema breve, che equivale a un bilancio)! Ed è un bene per noi e per loro!

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  2. melchisedec ha detto:

    Sì, lascio le scene pietose ad altri. Scene… inseguire gli alunni per interrogarli… ovunque. anche in bagno, se potessero!

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  3. ornella ha detto:

    Mamma mia, le ultime verifiche del mese di maggio!!! da tagliarsi le vene. Anche i migliori ti facevano cadere le braccia. Alcuni peggioravano in modo straordinario perfino la grafia e i quaderni diventavano carta straccia.
    Molto, molto meglio un bel ripasso. Molto meglio per loro, come dice ‘povna, ma soprattutto per noi.

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  4. Anonimo ha detto:

    anch’io, con settimana prossima, ho particamente chiuso le verifiche scritte. solo orali e, forse, un compitino veloce di grammatica.
    Noisette sloggata

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  5. laGattaGennara ha detto:

    ho giusto avuto una punzecchiatura oggi con l’AmMaestraTa che si fa dare ore pomeridiane (quelle a pagamento) per buttar dentro cose nel programma. Che non si possa, che le importa? Lei dice certo che lo inserisco nel documento, non han bisogno della balia, se la leggon da soli a casa.
    SvevoPirandelloUngarettiSabaMontale in 6 ore.

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  6. rosenuovomondo ha detto:

    Invece la mia figliola al quarto anno del liceo classico (mi riesce difficile definirlo così, per me, vecchia, rimane la seconda liceo classico) sta procedendo immersa in un mare di verifiche ed interrogazioni che per fortuna per ora lasciano ben sperare sull’esito dell’anno… solo la prof di matematica ha gloriosamente concluso programma e verifiche e sta passando a un bel ripasso globale. Meglio così!

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  7. melchisedec ha detto:

    @LaGatta, quella delle ore a pagamento per il finto potenziamento(per le quinte classi) è una tra le pratiche più discutibili della scuola soprattutto se si svolge a maggio, quando i ragazzi non ce la fanno proprio più.

    Meglio valutare il percorso di un anno!

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  8. gipsy2011 ha detto:

    Mel. per una volta non sono d’accordo. Il cosiddetto “ripasso” è invocato a gran voce proprio da chi non ha fatto un emerito c… tutto l’anno, e ne sancisce il diritto (…tanto poi c’è il “ripasso!”). Quanto agli ultimi argomenti svolti nelle classi dei maturandi, ho sempre trovato che sono quelli che sanno meglio, e che si aspettano nella terza prova, mentre tendono a “dimenticarsi” il programma del primo trimestre. Lì sì, il ripasso sarebbe opportuno. Ma si annoiano e non ascoltano.

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  9. melchisedec ha detto:

    No, no, messa così no, Gipsy! Si tratta di una mia iniziativa, volta a valorizzare i ragazzi che passeranno al terzo anno, temo che, procedendo ancora speditamente come nel corso dei mesi scorsi, possano non starmi più dietro.

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