Scuola, territorio di nessuno

La realtà è che le nostre scuole non sono adeguatamente messe in sicurezza e non sono più il luogo dove si crede che i ragazzi siano al sicuro.
Dagli edifici al personale.
I custodi poltriscono davanti alle scrivanie, dedicandosi alle parole crociate.
I bidelli necessitano di un permesso per ogni minimo problema o presunto tale.
Nelle scuole hanno fatto il loro ingresso pure degli ex detenuti, assoldati dalle cooperative e svolgenti mansioni che, vuoi o non vuoi, riguardano i nostri ragazzi.
Non va meglio sotto il profilo igienico: la pulizia dei locali è scarsa, automobili in sosta davanti agli ingressi e, dulcis in fundo, cassonetti della spazzatura.
Durante il giorno a scuola è un viavai di estranei non sempre facilmente riconoscibili: operai a vario titolo, gestori dei distributori automatici di bevande e schifezze varie, genitori che accompagnano e prelevano figli a tutte le ore, e a volte, cacciati da me a pedate, anche nonni, zii, amici.
La scuola è diventata da tempo un luogo di nessuno, svenduto e venduto a tutti.
Un affare per esperti e mangiatori di denaro pubblico.
Con il pretesto dell’apertura al territorio basta un figuro con un minimo di titolo, perché acceda alle nostre aule e al nostro tesoro, i ragazzi.
Li rimproveriamo, li tartassiamo con le verifiche, talvolta litighiamo con loro, ma un dato è certo: noi insegnanti i ragazzi non li vogliamo “toccati” da niente e da nessuno.
Né tanto meno uccisi barbaramente non so da chi.

6 pensieri su “Scuola, territorio di nessuno

  1. Caro Mel , hai detto bene! Anzi benissimo. Non vogliamo trasformare le scuole in penitenziari sigillati, ma questo andirivieni di persone è davvero preoccupante. Non sapevo che pure ex detenuti venissero a “terapeutizzarsi” nelle aule scolastiche. Qui nel Veneto ci si accontenta di persone seguite dai servizi sociali in quanto psicolabili, o gravemente depressi : la vicinanza con i bambini li aiuterebbe a superare i loro problemi esistenziali ( non bastano le insegnanti isteriche o ciclotimiche) . Tant’è che una di queste persone tentò di suicidarsi gettandosi dalla finestra della segreteria e venne salvata da un operaio che passava di là per caso. L’operaio lavorava per la ditta che stava ristrutturando la scuola, naturalmente durante l’orario di lezione, martelli pneumatici e cavi elettrici sparsi per i corridoi e i locali della mensa all’ora di pranzo.

    A parte tutto ciò sono addoloratissima per quanto è accaduto in Puglia. Ho tre nipoti che frequentano le superiori e mi angoscia pensare che una scuola come la loro sia stata presa di mira da questi infami !!!

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  2. Noi non vogliamo che nessuno tocchi i nostri alunni i nostri figli e spero che qualcosa si possa fare ma dipende poco da noi piccoli, tocca alle autorità…
    Ma per tutto il resto che hai detto si può e si deve fare qualcosa. Noi per primi, piccoli attori di una scuola che rappresenta il futuro dobbiamo far si che i custodi lavorino, che i bidelli siano presenti quando devono e che l’igiene ci sia; che nessuno entri se non autorizzato anche sentendosi poi insultati da quelli a cui si chiede un riconoscimento; dobbiamo far capire ai genitori che orari precisi di entrata e di uscita e il loro rispetto è a tutela dei loro figli….Dobbiamo lottare e batterci per la sicurezza nelle scuole rompendo le scatole a chi può aggiustarle. Si può sentirsi dire di tutto perchè si insiste a far fare un corso obbligatorio per la sicurezza a tutti, perchè nel caso le cose succedano è bene essere pronti e consapevoli. Questo lo possiamo fare…

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  3. Caro Mel, la scuola deve essere il posto più sicuro in cui un ragazzo possa trovarsi, anche più della famiglia. Ti ho pensato ieri, sconvolta da chi prende di mira una scuola e dei ragazzi di 16 anni…
    OT: stanotte sono stata svegliata da una forte scossa di terremoto… che paura ho avuto, tremava tutto!

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  4. Quanta verità nelle tue parole.
    La mia scuola a volte sembra un porto di mare.
    Spesso mi capitano in classe i genitori senza essere autorizzati a farlo chè i bidelli non sono al loro posto, appunto.
    Come passano loro, possono passare tutti.

    Mia figlia ha la stessa età di melissa, terso anno di liceo artistico.
    Tutte le mattine prende il bus e con le sue compagne poi si avvia verso la scuola…
    tutte le mattine io sono fiduciosa, da domani forse un po’ meno.
    I ragazzi non si toccano.

    [anche io stanotte ho sentito il terremoto, una paura indicibile]

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  5. @Ornella, gli ex detenuti a scuola no, anche perché certi reati…sono pericolosi per i ragazzini. E qui chiudo. Immagina.

    @Povna, sono sconvolto.

    @Flalia, e io ti ho pensato per il terremoto. Mi raccomando, eh? 🙂

    @Rose, non c’è dubbio. Concordo.

    @Blue, noto che non è soltanto la mia scuola. Coraggio!

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