Il latino-mangime

Mi sono imbarcato, come tanti miei colleghi, nell’avventura dei corsi di recupero.
Di latino, nella fattispecie.
La nota dolente, tra le tante, è che mi sono stati affibbiati degli alunni di classi non mie.
Il corso si è risolto in un autentico sfacelo, sia per il disinteresse generalizzato, sia per le frequentissime ostruzioni di carattere logistico, quali giorni di vacanza(giustificata) a pioggia, impegni dei ragazzi in mille attività pomeridiane coincidenti spesso con le mie lezioni, interruzione dell’energia elettrica, terremoto, impegni collegiali.
Quindi ho svolto soltanto 1/3 delle ore programmate.
Ai due ordini di cause di cui sopra si aggiungono pure difficoltà di natura didattica e metodologica: il latino è uno, ma gli insegnanti siamo tanti e diverso è tra noi l’approccio metodologico.
Tra le tante follie didattiche… qualche collega, a partire dal terzo anno di liceo, costringe gli alunni a tradurre brani d’autore senza l’ausilio del dizionario, dopo avere precedentemente proposto loro almeno dieci brani dello stesso autore e della stessa opera.
Come se fossero galline d’allevamento industriale, i ragazzi vengono fatti ingrassare con dosi massicce di mangime cesariano, illudendosi il collega che qualche cosa, prima o poi, dovrà pur rimanere nella testa dei polli.

Per quanto mi riguarda ho chiuso con i corsi di recupero destinati ad alunni non appartenenti alle mie classi.
Non intendo perderci la salute.

12 thoughts on “Il latino-mangime

  1. Io dopo aver tradotto le prime pagine de “L’alchimista” di Cohelo, dall’inglese all’italiano, ho terminato la traduzione del libro senza l’uso del vocabolario…mi sentivo un mostro di bravura, pensavo di aver finalmente imparato l’inglese!
    Ma appena mi sono cimentato nella traduzione di Jerome K. Jerome sono riprecipitato nell’abisso.
    A parte che l’Alchimista non è stato scritto originariamente in lingua inglese, per cui io traducevo una traduzione, ogni autore ha un bagaglio di parole e costrutti che predilige, per cui non penso si possa insegnare il latino con un metodo simile.

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  2. Mi piacerebbe vedere il collega di cui parli apprendere il latino parlato da Cesare, riportandolo con la macchina del tempo all’assedio di Alesia. Quella sì che sarebbe una full immersion!!!

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  3. è un argomento che, come potrai immaginare, mi sta molto a cuore (la didattica del latino, non i corsi di recupero). Mi sento abbastanza ferrata in materia (scusa la poca umiltà, in caso sembri tale) ma la follia di cui dici tu a volte con classi molto omogenee al biennio io provo a farla. Cesare senza dizionario, dico. Mi stai facendo venire un sacco di turbe. Ne parlerei volentieri.

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  4. Tradurre senza vocabolario?? Durante un compito, una volta, mi sentivo troppo sicura e ho tradotto tutto un brano di Livio convintissima si trattasse di un incontro di guerra…era un banchetto con tanto di descrizione dei cibi. La prof ha detto che l’ho fatta ridere talmente tanto che non avrebbe tenuto conto del 4 che mi ero beccata. Inutile dire che da allora uso sempre il vocabolario.
    Quindi, bravo Mel, non supportare le pazzie dei tuoi colleghi e segui i tuoi ragazzi.

    Seya

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  5. Devo dire che a noi lo fecero fare per un breve ma intenso periodo. E la maggior parte del latino a prima vista che ancora so tradurre, lo devo a questo. Ma ovviamente l’insegnante che lo fa deve essere molto molto bravo, e non mi pare il caso del collega che descrivi!

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  6. Per chiarezza.
    La collega è davvero brava, per me rimane comunque infruttuoso un metodo tale, poiché, fin quando i ragazzi traducono Cesare, tutto può filare liscio, ma è impensabile svolgere un lavoro del genere per tutta la latinità. Non esiste soltanto Cesare. Sallustio? Cicerone? Livio? Seneca? Tacito? Soltanto per citarne alcuni.
    Ritengo più fruttuoso, pertanto, insistere sulle strutture grammaticali, sullo stile e il lessico dei singoli autori e sulla civiltà come condizioni necessarie per tradurre in modo accettabile.

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  7. Mi hai fatto morir dal ridere perchè vedo dal tuo punto di vista quello che la mia figliola mi racconta… Lei lo scorso anno ha dovuto frequentare un corso di recupero di greco ma con la sua insegnante ed ha detto che le è servito moltissimo e devo concordare con lei perchè i risultati da quel momento in poi sono stati ottimi. Ma dice che chi ha avuto latino con un altro insegnante non ha recuperato proprio nulla nonostante l’insegnante sia ottimo. Tuttavia il metodo di insegnamento diverso creava non pochi problemi. Anche la figliola al terzo anno di liceo classico ha avuto una docente che le faceva tradurre dal latino senza dizionario… ricordo i suoi commenti…

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  8. Cesare all’impronta, me lo ricordo, era una classica prova di inizio… dell’esame universitario di latino. Non mi creò alcun problema, perché a quel punto di latino fra le mani me ne era passato davvero tanto, compreso un bel po’ di Cesare. In effetti in latino (medievale) mi sono pure laureata.
    Al triennio però ci andavano un bel po’ più cauti, ricordo, e il dizionario era il nostro fedele compagno davanti a un testo in latino. Anche un bel commento corposo e circostanziato.
    Comunque erano altri tempi, quando la scuola era crudele e selettiva, mi dicono. E i professori avevano meno pretese, nel complesso.

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  9. resto dell’idea che si possano fare entrambe, per verificare competenze e abilità di diverso tipo. Lo dico oggi correggendo un Livio in cui gli alunni cercano ancora “tamen” e “ferme” sul dizionario per tradurmi “press’a poco” e “nondimeno”. E anche io come ‘Povna, se non avessi usato una didattica più improntata alla sintassi che alla semantica non avrei mai passato il famoso “tacito a prima vista” che in Statale a Milano era un obbligo per sostenere l’esame poi.

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  10. @Murasaki, LaGatta e Povna, all’università è normale che accada.

    E’ anche giusto che ogni tanto uno possa sottoporre l’allievo a una prova del genere; di solito la riservo all’orale, ma a fine quinquennio, quando ci si auspica che l’allievo abbia maturato esperienza nelle procedure di analisi, contestualizzazione e traduzione, ma non al terzo anno, quando ancora certe strutture devono essere rafforzate.

    @Rose, sono stato sincero. Infatti l’ho dichiarato nella relazione, che leggerà il DS. Sono anche disposto a rinunciare al compenso. Pensa che, durante il corso, una ragazzina pensava a organizzarsi una giornata al mare a Mondello,..altro che perifrastiche! Le ho formulato un giudizio pessimo e spero la boccino a giugno.

    A volte il recupero si è rivelato utile anche con allievi non “miei”, però solitamente va bene con gli alunni delle mie classi.

    @Gipsy, è vero. Grande abilità!

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