Agli sgoccioli

Oggi la mia scuola s’è sparato un giorno di vacanza, tra quelli a disposizione, prima della conclusione dell’anno, quindi sembra che ieri sia stato l’ultimo giorno. L’ho capito dalle formule linguistiche di saluto dei miei allievi inframezzate da timidi sorrisini di addio. Le auguro una buona estate non ritengo possa dare adito a dubbi, ma sono convinto che qualche animella presenzierà imperterrita lunedì mattina all’unico scopo di dedicarsi al fancazzismo delle ore lente di giugno. Alla quale la mia prodiga mano porgerà degli esercizi di analisi logica.
Ho anche stroncato sul nascere le richieste di informazioni su medie ed eventuali voti. Io voti li comunico sempre agli allievi, quindi che le medie le facciano loro! Che poi, ho spiegato mille volte, alla media dei voti subentrano altri parametri di valutazione, ma sono ancora piccoli e bisogna avere pazienza e ribadire loro, anche con minimi esempi, la differenza tra verifica e valutazione.
Li ho intimiditi a tal punto che ho smorzato ogni loro tentativo di lanciarsi in abbracci, baci e strette di mano; i ragazzi di seconda sanno già come sono fatto, quindi soltanto un piccolo gruppo è venuto a salutarmi con le tipiche formule codificate. Non tollero nella maniera più assoluta questa sorta di abbattimento delle barriere tra insegnante e alunno che spesso si verifica al termine dell’anno scolastico; in qualche classe allievi e docenti hanno festeggiato e mangiato dolci, infrangendo il regolamento della scuola.

Ahimè ho assistito anche a una scena pietosa, mentre ero seduto sugli scalini della scala di sicurezza per assaporarmi una sigaretta.
Due ribaldi motteggiavano scherzosamente il loro insegnante di religione, dandogli del “tu” e accarezzandogli la pelata.
Ho spento perciò la sigaretta, rientrando, disgustato, nell’edificio.

Per i maturandi il discorso è diverso; quasi obbligatoria è la cena di fine anno, ma non sempre ho partecipato nel corso degli anni. Dipende da come si è costruita nel quinquennio la relazione umana e didattica. Ma io non ho quinte quest’anno. So di tanti pettegolezzi nella mia scuola, di liti tra docenti e alunni, tra docenti e genitori e tra docenti stessi: invidie, dissapori, gelosie, protagonismi.
Vade retro!

Com’è tradizione, ho assegnato delle letture estive e degli esercizi di latino con rimando alla civiltà.
Mi sono mantenuto nel solco della tradizione, assegnando due classici del Trecento(per il programma di terza), un russo che ci sta come il cavolo a merenda(ma finalizzato all’esame di stato), e tre commedie latine.
I ragazzi mi consegneranno i loro quaderni il primo giorno di scuola, rigorosamente vergati a mano, che certosinamente passerò al vaglio di google.

8 pensieri su “Agli sgoccioli

  1. Oh, che bello! Anche a me da sui nervi l'”infrangere il muro tra docente e alunno”. Mi dava fastidio al Liceo (e quindi passavo per la bohemien che vive nel suo mondo), mi dà ancora più fastidio adesso all’università dove, manco a dirlo, è più facile “socializzare” con quei pochi Professori che non sono dinosauri.
    Cosa hai dato di bello da leggere ai tuoi fanciulli??
    Io non sono tua alunna, quindi ti auguro: Buona Estate!! XD…e speriamo che smetta di piovere…

    Seya

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  2. Mamma mia, il vaglio di google, che fatica (e mettiamoci anche tutti i vari social aiuti per i compiti, che come saprai quelli hanno filtri che sfuggono a google, e dunque bisogna esservi iscritti con nomi fittizi).
    Da noi la festa non è contro il regolamento, e si fa sia nelle classi sia, talvolta, in Istituto, con anche il concerto del gruppo strumentale della scuola. Per il resto, anche io non amo gli insegnanti amici. Anche se credo che, nelle regole, ci si possa accomodare con uno sguardo alle relazioni in gioco. In una parola, che ci si possa dimostrare stima e affetto anche nei solchi di un eloquio all’apparenza impersonale.
    Per me è stato soprattutto Onda e Onda. E adesso, si comincia davvero il viaggio della fine.

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      • no secondo me vagate per la scuola perchè vi manca la materia prima…. dai…. le mie migliori amiche sono tutte insegnanti! Non volevo dire quello che pensi… è solo che la scuola mi sembra davvero vuota per tutti senza bimbi

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