Si muore un po’ per poter vivere

Non che la cosa m’interessi più di tanto, ma devo contraddire il quotidiano LaRepubblica a proposito di Caterina Caselli, quando afferma che la cantante e discografica è assente dal palco da ben 42 anni. Per l’esattezza sono 22 anni di assenza, infatti l’ultima volta che la Caselli ha calcato le scene di un palco risale al 1990, quando partecipò a Sanremo con la canzone “Bisognerebbe non pensare che a te”, stonando oltretutto clamorosamente. Anche se nel ’68 ero neonato, preferisco sentirla in “Insieme a te non ci sto più”(1968). Melodica e saggiamente struggente.


Una parola, infine, sul concerto per l’Emilia, cui va  il mio plauso per l’iniziativa.
Nel contempo detto concerto mi fa scattare automaticamente la convinzione che, ancora una volta, lo Stato non c’è, nel senso che non ha i mezzi.
E uno Stato senza mezzi(in tal caso finanziari)che affidabilità ha?

14 thoughts on “Si muore un po’ per poter vivere

  1. Mi ricordo quella partecipazione, stecche incluse (che del resto non si è risparmiata nemmeno ieri). Quella canzone è un pugno nella stomaco. Sul resto, tristemente, condivido.

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  2. Sapete cosa vi dico? In questo mondo di “X factor” tutti uguali, intonati bellini e bravini, rivaluto l’umanità di qualche stecca! 🙂
    Riguardo allo Stato, è l’impressione che ho anch’io in questi casi. Da un lato è francamente meravigliosa e riscalda il cuore la solidarietà che, oltre che da noi emiliani non direttamente colpiti, arriva da tutta Italia sotto forma di volontari, cibo, donazioni eccetera (l’elenco delle iniziative solidali è davvero lungo), dall’altro capisci anche che se non scattasse ogni volta tutta questa solidarietà “popolare” e dovessimo affidarci solo allo Stato… meglio non pensarci dove saremmo!

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  3. non ti facevo così esperto sulla Caselli, è vero, stonò di brutto a quel festival, ma se non erro sbagliarono anche la tonalità della base… un pò come accadde a Sibilla (pupilla di Battiato) quando cantò “Oppio” sullo stesso palco nel 1983.
    A me sembra che allo stato piace un pò troppo “vincere facile”, il difficile lo lascia all’abnegazione e al cuore del suo popolo …

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  4. A me la Caselli è sempre piaciuta, proprio per la voce (e qui si capisce la mia vecchiezza). E anche per l’intelligenza, ché si è ritirata quando ha capito di non farcela ( e per il “buon” matrimonio), e si è data da fare per la produzione. Sapete che Andrea Bocelli è una sua “creatura” ?
    Lo stato : la settimana prima del terremoto ha stabilito che non aiuterà più per i danni
    materiali le vittime di terremoti: “cazzi loro” se non si assicurano. L’idea di Prodi di una assicurazione obbligatoria sulle calamità era una stupidaggine, no ? così ci si poteva aspettare un costo + basso, sul principio della mutualità, ora ognuno per sé, e Dio per tutti, no ? Vi saprò dire quanto mi chiederanno le Generali per aggiungere il terremoto all’ incendio, fuga di gas etc appena avrò tempo di andarci.

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      • Se la si faceva obbligatoria, e mutualistica, sarebbe venuta un a cifra ragionevole un po’ per tutti, penso. Credo che le assicurazioni obbligatorie per le calamità naturali ci siano in ogni nazione civile, Mel. In Francia c’è, per esempio, certo che in Italia, dove in molte regioni la gente ritiene optional non solo l’IRPEF, ma anche pagare la tassa TV, la RCA, il bollo auto, le bollette dell’acqua….
        Comunque, stanotte ci venisse giù la casa, lo Stato non ti darebbe + un tubo, passato il famoso decreto di maggio.
        Domani vado alle Generali, se trovo l’agente gli chiedo cosa costerebbe.

        Anonimo SQ

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        • Anonimo, la mia perplessità dipende dal fatto che già paghiamo tante tasse che, sommate alle detrazioni dallo stipendio, fanno una bella cifra. Magari in futuro, quando la situazione economica migliorerà…

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          • Mel, la questione pone mano a cielo e terra. Sarebbe bene che gli italiani tutti capissero cheognuno di noi ha in capo ca 30000 € di debito, e non son + i tempi della Guerra Fredda, quando glòi USA pompavano soldi, eravamo un bastione ddell’anticomunismo.
            Chi ce li paga i debiti adesso, i tedeschi ? Sarebbe ora di capire che abbiamo in molti (non dico tutti) vissuto sopra i nostri mezzi, ed imparare ad accontentarci di vivere + modestamente. Chi ha può spendere, chi non ha è bene che impari a fare il paso in funzione della gamba, e questo comunque vorrà dire + tasse per pagare i debiti pregressi. Se va bene, ci metteremo 30 0 40 anni !!!

            Anonimo SQ

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