Ecosistema “perfetto”

È davvero prodigioso come l’istinto degli animali possa intrecciarsi mirabilmente con lo scarso senso civico, a tal punto che tale binomio è in grado di generare, nel corso di pochi mesi, un “ecosistema”, nel quale vivono contestualmente rifiuti di tutti i tipi, animali e persone.

A cinquanta metri circa dal civico in cui abito: qui si estende un fazzoletto di terreno non edificato, dove sono stati collocati con operazione scientifica dal comune tre cassonetti di rifiuti, sui quali si accumulano rifiuti provenienti per la maggior parte da tutte le case; da qualche mese infatti, ancora prima dell’insediamento del nuovo sindaco, il Comune ha ritenuto opportuno concentrare soltanto su alcune vie del paese i contenitori per il conferimento dei rifiuti.

Conferimento, sia palese, che avviene a tutte le ore del giorno e della notte.

Addirittura qualcuno lancia direttamente dal finestrino dell’automobile i rifiuti!

Sfugge quale sia il senso di questa concentrazione, ma è chiaro il risultato: a poche ore dal ritiro dei rifiuti e dello svuotamento dei cassonetti da parte degli operatori ecologici si accumulano montagne di spazzatura, che trasbordano dai contenitori.

Non si tratta soltanto di sacchetti di plastica, ma di rifiuti di ogni tipo: carcasse di animali, latte d’olio, cassette con frutta e verdura marce, scatolame di ogni tipo(dal pollo alla pizza), lavatrici, apparecchi televisivi, mobili sgangherati, materiale edile dismesso e così via.

La montagna di rifiuti diventa una cuccagna per gli animali, che si sono organizzati perfettamente: di sera, all’imbrunire, cominciano il turno i gatti, ginnasti encomiabili. Spiccano i loro salti sui cassonetti e lacerano i sacchetti di plastica, disseminando i rifiuti ovunque per la via. Continuano la loro opera, di notte, i cani randagi che, più forzuti e riservati dei gatti, preferiscono consumare il bottino dietro il canneto posto a pochi metri dai cassonetti. Come ho detto prima, si estende un terreno di nessuno. Al mattino presto subentrano i ratti che, insieme ai piccioni e agli altri uccelli, completano l’opera cominciata dai felini. A ciò si aggiungono i miasmi e il puzzo della fermentazione dei rifiuti che, complice la temperatura estiva, potenzia il senso di disgusto e l’orrore visivo dei cittadini, le cui abitazioni si trovano a pochi passi dai cassonetti.

La situazione così  è davvero insostenibile sotto il profilo igienico-sanitario.

Sarebbe eccessivamente peregrino chiedere all’amministrazione comunale la derattizzazione dello spazio descritto, la pulizia del terreno antistante i cassonetti e ribadire con un’ordinanza comunale che i rifiuti devono essere conferiti soltanto in una determinata fascia oraria?

19 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. 'povna
    Lug 08, 2012 @ 09:02:09

    Direi che è una perfetta lettera aperta alla tua amministrazione locale: l’hai già mandata alle opportune sedi? Io lo farei.

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  2. gipsy2011
    Lug 08, 2012 @ 10:09:16

    Non riesco a capire appieno come mai al Sud non si riesca a risolvere il problema dei rifiuti.
    Ma almeno, la raccolta è quotidiana? Nel mio Comune – dove pure, d’estate, ci lamentiamo dei miasmi, il camion dei rifiuti passa con cadenza giornaliera, ma mi sono accorta di vivere in un’isola felice, perchè, al di là della questione meridionale, ho sentito di zone, piccoli centri – anche del Nord – dove la raccolta è bisettimanale, o addirittura settimanale. E includo, per esperienza personale, anche l’estero: la verde Irlanda, e il Sud della Francia.

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  3. melchisedec
    Lug 08, 2012 @ 10:31:37

    @Povna, mandata anche a qualche testata. Ma non si chiude qui. Tu che suggerisci?

    @Gipsy, attualmente la cadenza è giornaliera, stamani però non è passato nessuno. Mi sono rotto. Aggiungo che pago un occhio della testa per i rifiuti.

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  4. kappadue72
    Lug 08, 2012 @ 10:52:49

    Vicino casa mia la catasta ha raggiunto i 50 mt di lunghezza e non mancano gli idioti che appiccano incendi appestando l’aria di fumo e diossina!
    Sconfortante anzicheno!

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  5. anonimo SQ
    Lug 08, 2012 @ 15:43:37

    Io ricevo 4/5 bollette annuali da 80/90 € (ho rinunciato a tenere il conto delle bollette, paga la banca, poi ogni tanto controllo il livello dei soldini, come Paperone nel deposito, un tanto a spanne, ma moltyo meno di Pd.P….).
    Il servizio è decente, abbiamo i cassonetti a chiave magnetica per il secco, quelli della “carta”, quelli per plastica e metalli, e quelli dell’umido. Abbiamo anche una grande fortuna: una delle + grandi centrali a carbone d’Italia che brucia in nostro “secco” in piccola percentuale rispetto al carbone, altrimenti saremmo già affogati nel pattume tipo Napoli o Palermo, non essendoci fisicamente uno spazio in provincia dove fare una discarica (e poi quando finisce ?).
    All’estero ci guardano come scemi, perchè noi italiani siamo sempre “più furbi” ? I “verdi” italiani ci hanno rincoglionito con il terrore della diossina da inceneritore, all’estero migliaia di inceneritori lavorano tranquillamente, anche nel centro delle città (inquina di più il camion che trasporta il pattume), e non ci sono problemi. Perché solo in Italia no ? Grazie, Pegoraro Scanio, la tua regione è un grande esempio, lo sapete tutti no ? La Campania non ha problemi di rifiuti, vero ?

    Anonimo SQ

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  6. ornella
    Lug 08, 2012 @ 17:36:20

    Abito in un comune confinante con il più grande Comune di Venezia. Qui la tassa per l’asporto rifiuti si paga in base alla grandezza dell’appartamento, più una quota per occupante. Io che abito da sola in 64 metri quadrati ( garage compreso) pago ogni tre mesi 34 euro.
    La raccolta differenziata talvolta è una fatica, ma credo valga la pena di raccogliere separatamente i rifiuti umidi e depositare nelle apposite campane carta, plastica , ramaglie. Raccogliamo anche l’olio alimentare (frittura, vasetti di verdure, tonno) e per pile, medicinali, bombolette spry o altri rifiuti “tecnologici” tipo toner del computer o vecchi elettrodomestici vado all’eco centro. Per i rifiuti ingombranti, come mobili o materassi esiste un servizio (gratuito) di prelievo a domicilio. Basta una telefonata.

    Malgrado ciò esistono persone incivili che abbandonano sacchetti di immondizie, vecchie sedie e reti arrugginite nelle “isole ecologiche” come qui si chiama l’insieme delle varie campane di raccolta. Sarà che oramai sono condizionata da anni di abitudine, ma quando, ospite di un’amica , ho visto che a Roma si mescola ancora l’umido al secco e si butta tutto insieme, sono rimasta stupita. Qualcuno dice che a Roma la differenziata sarebbe problematica. Mah!

    Concludo: pago volentieri la tassa per i rifiuti, qualcuno potrebbe dirmi che è perché non pago poi molto, ma se riusciamo ad evitare situazioni incresciose è anche perché ci siamo convinti a fare un piccolo sforzo e suddividere i materiali. Purtroppo so benissimo quanto sia difficile cambiare costumi e abitudini. Pure a Venezia qualche decennio fa buttavano le immondizie direttamente in canale, quando gli passava sotto le finestre! E, mi dicono, prima ancora non solo le immondizie….

    Non mi esprimo sulle persone che lanciano i sacchetti dalla macchina…

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  7. melchisedec
    Lug 08, 2012 @ 18:21:53

    Personalmente pago già molto, esigerei quindi un buon servizio.
    La differenziata? Vai a cambiare la mentalità! Anni, se non secoli. Sono d’accordo sulla differenziata, so che nel mio comune esiste un progetto, ma ancora il nulla.

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    • ornella
      Lug 08, 2012 @ 19:09:20

      Concordo , Mel, la mentalità non cambia . D’altra parte credo sia l’unica strada, riciclare tutto il possibile. Ti assicuro che alla fine il “secco” che come dice Anonimo noi abbiamo la fortuna di poter bruciare risulta una parte piccolissima rispetto alla quantità di rifiuti riciclati.

      E non vorrei che apparissimo ai tuoi occhi una specie di “piccola Svizzera” . Con tutto che il servizio funziona, non ti dico cosa si vede abbandonato nei fossi e fra le siepi delle stradine di campagna. Che dobbiamo fare ? A me basterebbe una notte da Dio, ma forse nemmeno così si risolverebbe qualcosa.

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  8. Raymond
    Lug 08, 2012 @ 20:44:17

    Vorrei considerare che immagino omissioni sui possibili controlli sia verso gli utenti che verso le aziende municipalizzate libere di gestire certe questioni all’acqua di rose (dentro le loro stanze). Eppure a lungo termine ho fiducia si possa andare verso un miglioramento costante, ad esempio qui hanno iniziato a elargire i primi premi comunitari a quei paese che s’erano comportati meglio. Da ripartire in base alla densità urbana ma anche sulla percentuale del “riciclato”.
    Certo, che 100 euro di multa a quello che lancia la mondezza dal finestrino … poi vedi come gli passa la voglia.

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  9. Anonimo SQ
    Lug 08, 2012 @ 21:46:23

    Come dice anche mia sorella (stessa municipalizzata) non è che siamo in Svizzera, sempre ‘tagliani siamo.

    Oltre alla robazza abbandonata (a volte a fin di bene, io lasciai il mio “vecchio” tavolo alla consegna del nuovo accanto ai cassonetti, per vederlo sparire in mezz’ora, rinato a nuova vita…) uno dei problemi qui (zona turistica) è la ristorazione.

    Ve lo immaginate un condominio gigantesco di decine di appartamenti a fare la differenziata con disciplina, e poi il ristorante del piano terra che scarica in cassonetto tutto assieme (resti di cucina, bottiglie di vetro, lattine etc) per un volume praticamente equivalente (accanto al cassonetto c ‘erano le campane del vetro ed i contenitori del biologico, era solo per far prima, il tempo è denaro, o no ?) ? La risposta del gerente all’osservazione era : “se gli interessa tanto la mia immondizia vuol dire che ci guadagnano, allora invece di tutte le tasse che pago me la paghino loro, anche troppo che la metto nel cassonetto”. ‘tagliani sempre, eh ? e imprenditori, anche, eh !
    No, non siamo migliori dei nostri governanti, a qualsiasi livello.

    Anche per questo ora abbiamo le chiavi magnetiche, e prossimamente (come in Alto Adige) avremo le chiavi USB col nostro codice, ed il conteggio in funzione di quanto si inserisce. Immagino aumenterà il “turismo dell’immondizia” ovvero il fenomeno (già diffuso, mi dicono) di quelli che portano appresso, magari al comune vicino, l’immondizia per non rompersi troppo le balle con tutti ‘sti regolamenti…

    Anonimo SQ

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  10. Anonimo SQ
    Lug 08, 2012 @ 21:48:13

    PS : comunque alla fine stiamo imparando. Certo, se pensiamo di essere già perfetti e non migliorabili…

    Anonimo SQ

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  11. Alidada
    Lug 09, 2012 @ 09:10:19

    c’è molto da educare! E’ impensabile continuare con quello scempio.. Dovete smuovere l’Amministrazione Comunale

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  12. melchisedec
    Lug 10, 2012 @ 09:03:00

    Alidada, contiamo sul neo-sindaco.

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  13. Ilaria
    Lug 10, 2012 @ 19:18:15

    Non sono d’accordo che ci vogliano anni o secoli per fare attecchire la raccolta differenziata. Qui in Emilia (ti posso parlare di Bologna e Piacenza che conosco bene), ho visto le persone adattarsi bene. E non ti parlo dei giovani educati alle questioni ecologiche a partire dalla più tenera infanzia, ma delle persone anziane (tipo le mie nonne e le loro amiche) o adulte (vedi genitori ecc.) cioè persone che non erano state cresciute con questa sensibilità. E infatti non è tanto per sensibilità ecologica che le persone si sono adeguate alla differenziata (almeno all’inizio; oggi la sensibilità è andata formandosi anche in loro) ma semplicemente perché era ed è una “legge” del Comune. Quindi, tutti brontolando… brontolando molto, inizialmente (perché è vero che differenziare ti porta via tempo, ti trovi il balcone o la cucina pieni di antiestetici bidoncini della spazzatura, dove prima ce n’era uno ora ce ne sono tanti, perché devi portare cinque sacchetti differenti in cinque diversi cassonetti oppure caricare tutto una volta alla settimana in macchina e portarli all’isola ecologica e così via) però pur brontolando e lamentandosi alla fine differenziare è diventato un’abitudine, una routine tale che noto che quando ci si reca in vacanza in qualche posto dove non si fa la differenziata, la cosa lascia sgomenti perché si è così abituati a differenziare che non farlo (anche se per il periodo temporaneo di una vacanza) ti fa sentire “sbagliato”. Quindi, come al solito, penso che sia tutta questione di abitudine da apprendere; all’inizio è un’imposizione (e il Comune deve imporre la cosa e fare controlli e multe), dopo – brontolando e ribrontolando – diventa un’abitudine consolidata di cui non puoi più fare a meno. Del resto… quello che mi chiedo vedendo Napoli o anche la tua foto, è: ma come si può accettare di vivere così? (non lo dico a te ovviamente ma ai Comuni che lo accettano, a chi lancia sacchetti dalle auto – ??? – ai cittadini che non trovano insopportabile per i loro occhi, oltre che per la loro salute, per la loro dignità, per la loro coscienza, uno spettacolo del genere). Guarda mi sforzo ogni volta di capire. Ma non ci riesco!!!

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  14. melchisedec
    Lug 11, 2012 @ 10:05:11

    Anche per me è difficile, Flalia.

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