D’estate chi vive in campagna vede la propria casa trasformarsi in una sequenza di superquark e una cena all’aperto con piatti siciliani in un assaggino di pietanze dal gusto asiatico.
Per evitare incontri ravvicinati non proprio graditi, si sperimenta di tutto.
L’insetticida a spirale, le bacchette di incenso e le candele alla citronella.
La forma di difesa più tecnologica è costituita dalla sedia elettrica per insetti, o piuttosto la lampada a raggi ultravioletti che attira le perniciose zanzare, ma anche le innocue falene, le verdissime cimici verdi e quanto di insetti sfortunati incroci sulla propria rotta la gabbia elettrica.
Un tanto fastidiosa lo è.
Mentre si gusta un prelibato bocconcello, la griglia blu elettrico sfrigola improvvisa e, dopo qualche secondo, la cheratina dell’esoscheletro degli insetti, stecchiti dalla scarica, diffonde nell’aria una zaffata di capello bruciato, che si mescola agli odori del cibo.
E poi quelle scariche sono dei martelli pneumatici conficcati sul cranio!
Il resto lo compiono le formiche: anche di notte trascinano alacremente le carcasse degli insetti morti nel formicaio e, nel caso in cui quelle siano eccessivamente grosse, con le loro tenaglie le smontano in piccoli pezzi.

Contrariamente ai metodi tecnologici, la fiamma naturale attenua l’orda degli insetti, ma gli esseri umani non abbiamo pazienza e tutto deve essere sufficientemente veloce ed efficace.
Come è possibile osservare nelle foto, alle candele e alle lanterne illuminate dalla fiamma non si avvicina alcun insetto.

Ammiriamo, invece, ben altra luce!
Riflessa, antica, ma sempre nuova.

E da un’altra “gabbia”.

La luna, la dilettosa luna.