In filigrana


Giova sempre, a mio parere, leggere in filigrana le norme giuridiche e i provvedimenti, con i quali il cittadino deve misurarsi.
Ne ho fresche, sotto gli occhi, proprio due.

Stamani, dopo la prima razione di scuola, ché la seconda era riservata al tardo pomeriggio, mi son dovuto recare al comando dei vigili urbani, per avere chiarimenti su un’infrazione al codice della strada, commessa da un mio parente e addebitata all’intestatario del veicolo. Da cittadini onesti la sanzione pecuniaria è stata pagata qualche mese fa, ma all’interessato è sfuggito di leggere(non riesco a capire come sia successo)che per quell’infrazione è prevista la decurtazione di punti 2 dalla patente. Trascorsi 60 giorni, all’intestatario dell’auto viene notificato un verbale di 280 euro circa, per non avere comunicato i dati del conducente menefreghista e trasgressore.
Il personale preposto alle relazioni con il pubblico è stato non solo cortese, ma anche abbastanza chiaro: poiché sono ormai trascorsi sessanta giorni senza che siano stati comunicati i dati, la decurtazione dei punti non sarà effettuata, rimpiazzata però dal pagamento di 280 euro che, trascorsi altri sessanta e altri sessanta e ancora sessanta, lieviterà fino a circa 1075 euro e così via.
L’impiegato, guardandomi sinceramente nelle palle degli occhi, mi ha chiesto se afferrassi il senso morale di quanto mi stava illustrando.
Afferro, afferro.

Nel pomeriggio, in attesa dello scrutinio, mi sono invece spulciato il nuovo decalogo del Garante della privacy, che fornisce indicazioni e obblighi tali che non sia violata la sfera privata degli alunni, degli insegnanti e dei genitori.
Su alcuni aspetti il decalogo è ferreo, su altri un po’ meno; per esempio si lascia alle scuole la regolamentazione dell’uso dei cellulari e tablet per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l’uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E’ bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati.
A me pare un punto debole lasciare autonomia decisionale alle scuole, perché, come al solito, ci saranno scuole permissive ai limiti del lassismo e scuole rigidissime, pertanto si genererà una babilonia di comportamenti non facilmente controllabili e contraddittori.
Come fa un docente a verificare, in classi anche di 28 elementi, l’uso corretto degli strumenti?
L’uso improprio da parte degli alunni è inevitabile che sfugga al docente, quindi sono molto perplesso su questo punto e in collegio assumerò una posizione rigida.
Mi ha destato anche qualche dubbio l’espressione “per fini personali”: se l’uso dei cellulari e dei tablet ha un fine didattico(l’alunno può registrare la lezione, prendere appunti, etc…), come può considerarsi un uso personale? Personale afferisce all’ambito dei privato: chiamo la mamma, digito un sms, chiamo papà e così via. Più corretto sarebbe suonato “per fini didattici”.
Voglio infine soffermarmi su un altro punto, che si annoda alla prima parte del post.
Nel decalogo si legge che è illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli.
Sacrosanto. Nulla da eccepire.

Diciamocelo, però, francamente!
La deriva della nostra società è essenzialmente plutocratica o demoplutocratica.
Se ho i soldi, cancello con 280 euro e oltre la rilevanza etica dell’infrazione commessa.
Se soldi non ne ho, devo vergognarmi di essere dichiarato appartenente a una fascia debole.

10 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. rosenuovomondo
    Set 08, 2012 @ 08:52:15

    Ho letto molto bene il codice che indichi anche se non l’ho ancora fatto circolare tra i docenti e tra tutto il personale. Volevo prima capire io perchè penso che abbia bisogno di integrazioni e spiegazioni. Mi confronterò col dirigente e ci penseremo…

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  2. melchisedec
    Set 08, 2012 @ 10:05:26

    Bene, Rose, ti dispiacerebbe dirmi, quando ne avrete parlato, quali orientamenti intendete dare alla vostra scuola? M’interessa il tuo parere tecnico e personale.

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  3. Amedeo
    Set 08, 2012 @ 12:18:00

    La cosa dei punti sulla patente praticamente “ri-comprati” mi sconvolge.

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  4. melchisedec
    Set 09, 2012 @ 09:11:32

    Una compravendita, Amedeo.

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  5. Raymond
    Set 09, 2012 @ 14:49:44

    Per la prima questione c’è da rimanere inebetiti in quanto la norma sembra essere applicata in via conveniente, senza proporsi come formula di “dissuasione al reato”. Piace poco. In merito ad uso di tablet, palmari ed affini sono concorde sul fatto che debbano essere valutate le circostanze del loro utilizzo, ma con massimo controllo. Ad esempio, uno studente, autorizzato dal suo professore, potrebbe tranquillamente registrarsi un’intera lezione in via straordinaria, se quest’ultima è reputata di fondamentale importanza. Non per questioni di tutti i giorni però , il vostro ministero su questo dovrebbe prendersi più responsabilità, con regole ferree.

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  6. melchisedec
    Set 10, 2012 @ 07:02:55

    @Ray, al solito si lascia alle scuole la regolamentazione dei nodi grossi.

    @Pensierini, in effetti pare incredibile.

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  7. laGattaGennara
    Set 10, 2012 @ 09:34:05

    mentre leggevo quel decalogo pensavo a quanto sia delicato e preciso e importante il compito di dirigenti e vicari. e pensavo a quanti dirigenti manchino nella mia regione, a quanti vuoti di potere esistono in cui si accomodano le persone meno adatte. e nemmeno per denaro. bello questo post che mi ha dato da pensare e qualche idea che ora mi frulla per la testa.

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  8. melchisedec
    Set 10, 2012 @ 20:15:16

    @LaGatta, ritengo sia un argomento “caldo” e attuale per chi opera a scuola. 🙂

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