Narror

Solitamente la parola formazione evoca per i lavoratori un rosario di ore noiose da sgranare per obbligo contrattuale o per imposizione legislativa. I docenti, tutti, portiamo sulle spalle esperienze devastanti sia sul piano della formazione, sia su quello dell’aggiornamento; rare sono le esperienze formative degne di rilievo. Tra le più tragiche s’impone quella legata all’immissione in ruolo, gestita dall’istituto Indire.
Vuoto assoluto dei formatori in presenza, schermo algido per le ore on line.
Pertanto, con il passare degli anni, mi sono sempre più chiuso a riccio per difendermi dagli attacchi dei predatori a pagamento, mentre ho curato, seppure disordinatamente, l’autoformazione, pescando talvolta nel mare magnum delle proposte qualche bella perla.
Oggi pomeriggio, per la prima volta, ho partecipato a un laboratorio di narrazione per docenti.
Molti i pregiudizi iniziali, tant’è che, per tutta la mattinata, mentre ero a scuola, cercavo di autoconvincermi che in fondo tre ore sarebbero trascorse velocemente tra preliminari e pausa-caffe-sigaretta.
Come preconizzato, il laboratorio è decollato con mezz’ora di ritardo, ma, contrariamente alle mie ipotesi, si è rivelato sorprendentemente piacevole e rilassante.
Il merito, almeno gran parte, va riconosciuto alle due conduttrici, una psicoterapeuta e un’insegnante di matematica in pensione(Tanto per cambiare ero l’unica presenza maschile).
Però devo ammettere che anche i formandi si sono rivelati ricchi di storie interessanti da ascoltare; è forse del tutto casuale, ma nessuno di noi ha parlato di scuola e di sé come docente eccezionale, unico, bravissimo, che meglio di lui non c’è nessun altro.
Sono state narrate storie di vita personale, che m’hanno entusiasmato e in qualche momento intristito.
Come la storia della bambina che viene dimenticata dalla madre a casa della maestra di pianoforte e che, imbarazzata, trascorre anche la cena in quella casa di arte e bellezza.
O come la storia della figlia che, a distanza di anni, recupera il monito severo della madre, “Guarda e impara, io non ti spiegherò nulla”, e riesce a fare proprio quello che non le è stato mai spiegato a parole.
Ma con il silenzio e l’accudimento.

7 pensieri su “Narror

  1. Anche io ho seguito in questo mese un corso di formazione veramente bello, con gli educatori dell’Appennino. Lo avevo fatto anche l’anno scorso e smuove cose che fanno pensare a lungo. Bello!

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  2. @Prima o poi, Povna, ti chiederò lumi sull’Appennino; ipotizzo che il percorso preveda anche un viaggio.

    @Lanoisette, mai misurato! Ma m’interessa. In classe(prime e seconde)si può tentare un esperimento.

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