Vento di San Martino

Anche le mosche, che al tramonto si agganciano alle maglie sottilissime delle zanzariere, perché l’istinto le porterebbe ad annicchiarsi in più caldi e confortevoli anfratti, si sono volatilizzate per il vento fortissimo, che stasera urla tragicamente e s’insinua tra le fronde degli alberi, per l’occasione mimi di movimenti dionisiaci. Il suono più melodico lo produce tra le canne, che si piegano ad arco fino a sfiorare l’asfalto della strada; il più fragoroso corre tra gli incroci, dove vortici di soffi energici fanno sollevare nell’aria cartacce e buste di plastica. Al chiuso il vento suona come tuono in lontananza o sibila tra le scanalature delle imposte.

9 pensieri su “Vento di San Martino

  1. Fino a quindici giorni fa si facevano autentiche battaglie con le mosche (e non si vinceva quasi mai). Il tuo prelibato acquarello di San Martino ci lascia osservare al meglio quest’azione transitoria della natura quando normalmente quest’ultima ci confonde.
    Giù il cappello, complimenti Mel

    Ray

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  2. Mel vuoi venirmi a dar bacchettate anche su twitter ? ma io cinguetto poco, in compenso sono un buon follower 🙂 perciò preoccupati ! … come no… At mimchiam più che mai …
    (del resto … se vuoi saperla tutta, e qui ti faccio rabbrividire, mi sono agganciato a twitter per conoscere in tempo reale i risultati di basket delle squadre americane, e se giocano, è sempre la prima cosa che controllo)
    At ari-at minchiam 🙂

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