Millanteria e ignoranza

Anche nel mio liceo tira aria di protesta. Mi hanno insospettito le domande circostanziate e precise di alcuni alunni, le richieste di autorizzazioni per assemblee di classe e, non ultima, la richiesta per quella d’istituto. Straordinaria, chiaramente. Per non parlare dell’adesione, massiccia, alla manifestazione del 16 novembre scorso; con molta sincerità gli alunni presenti in piazza mi hanno confermato stamattina che i primi ad accendere la miccia degli scontri con le forze dell’ordine sono stati dei ragazzi, non ben identificabili, che si sono mescolati al corteo pacifico degli studenti. Da qui i tafferugli e la carica. Ma non è di questo che voglio parlare, non avendo titoli e competenze per indagare, processare e assolvere o condannare anche a parole. Voglio, invece, sottolineare l’imbarazzo di stamattina per la pioggia di domande da parte dei ragazzini su cosa siano l’autogestione e l’occupazione; a quanto pare esiste di quest’ultima la bianca e la nera. Sono stato vaghissimo nelle risposte, confessando apertamente che né l’una né l’altra fanno parte della mia storia personale di studente. So che la pantera, negli anni ’90, mi ha bloccato la carriera, facendo ritardare la mia laurea e pertanto anche la partecipazione al concorso a cattedra di quegli anni. Non ho mai occupato licei e università. Ognuno ha la sua storia e questa va rispettata. Alla millanteria per imprese mai compiute preferisco l’onestà dell’ignoranza del mai vissuto.

10 pensieri su “Millanteria e ignoranza

  1. La tua correttezza è inappuntabile e da quanto ci ho capito reputi che buona parte del tempo impiegato nelle manifestazioni si potrebbe occupare meglio a fini meno complessi… cosa ne sa un quindicenne di quanto protesta ? Cosa ne capisce ? E soprattutto: da chi si lascia incantare? .. pericolo…

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  2. Ai miei tempi sono cominciate le occupazioni rituali d’autunno che poi sono diventate una moda (erano gli anni ’90), quindi ricordo un paio d’autunni passati in occupazione l’uno (cioè dormendo a scuola la notte… avevo 13 anni e mezzo e avevo appena iniziato la quarta ginnasio, forse i miei genitori erano impazziti) e in autogestione l’altro. Mah, il fatto è che non ho mai ritenuto davvero utili queste cose, per quanto le motivazioni alla base spesso sono del tutto buone e giuste. Crescendo, anche grazie all’aiuto di insegnanti simili a te o alla ‘povna, io e i miei compagni abbiamo trovato il modo di essere critici e partecipi delle situazioni ma senza togliere tempo allo studio e all’apprendimento. Apprezzo molto il modo onesto in cui ti comporti, caro Mel. Ho avuto un insegnante millantatore, al ginnasio. Invece che insegnarci il greco passava ore (e non per modo di dire) a raccontarci delle sue vicende sessantottine: episodi del tipo che lui da solo aveva fronteggiato e respinto una quindicina di poliziotti armati di manganello semplicemente roteando una macchina fotografica ed era così diventato un eroe del movimento nella sua città. Fingevamo di ascoltarlo con interesse per perdere ore di lezione (che stupidi) ma alle sue spalle sghignazzavamo senza rispetto. I ragazzi riconoscono sempre quando uno è sincero e lo apprezzano.

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  3. Ultimi anni del liceo.. ricordo anch’io periodi di occupazioni e autogestioni… si protestava contro il governo Berlusconi e contro la riforma del ministro della Pubblica Istruzione (di cui ho completamente rimosso il nome)….
    Con lo sguardo distaccato..riesco a vedere ragazzotti iscritti ai partiti che fomentavano la maggioranza ignara e pecorona che si lasciava coinvolgere.. Mi includo tra le pecore.. perché se ripenso ai discorsi di allora.. posso dire che c’era solo tanta confusione nella testa eppure.. ricordo quelle situazioni con un sorriso.. durante il giorno… eravamo poi noi ragazzi a gestire le ore di lezione.. organizzavamo assemblee e gruppi di studio su temi che ci interessavano, i grandi ideali erano il pane dei nostri dibattiti a cui invitavamo anche giornalisti ed esperti…
    Un modo diverso di fare scuola..strumentalizzato forse.. ma.. allo sguardo entusiasta di chi, adolescente, è certo di poter cambiare il mondo.. un’opportunità di confronto e di messa in moto di forze di iniziativa a cui, nella normalità, si rischia di non dar spazio..
    Tra gli insegnanti.. qualcuno, noncurante, continuava a fare le sue lezioni ignorando ciò che accadeva intorno e limitandosi a segnare chi, presente nella scuola, non era presente alle lezioni.. qualcun altro, rari ma indimenticabili casi, partecipava ai dibattiti e indossava nuovi panni per un confronto allargato.. instillatore di fiducia e di possibilità..

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  4. L’okkupazione fa parte della mia storia, anche se non ha mai ritardato il mio percorso scolastico (non avrebbe potuto, del resto: noi DOVEVAMO essere in pari con gli esami). Ho passato una stagione intera senza dormire per questo, prima okkupando e protestando (e fu utile, e produttivo, per la facoltà che approvò una nostra mozione sulle tasse, e per noi, per la crescita che ci regalò quel momento. Proprio per questo penso che dipenda dalle volte e dalla cose, dalla capacità di saper guardare che cosa sta succedendo, analizzarlo, informarsi, capire perché si sta arrivando a fare una certa cosa.
    Anche da noi tira aria di okkupazione. Ma, a differenza di due anni fa, i segni sono molto meno buoni, e così il rappresentante che guida. E io ho un po’ paura.

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