Chiodi, ideogrammi e “fantasia”

Nelle prime classi ciclicamente si presenta la figura del Lucignolo di turno; trattasi, il più delle volte, di ragazzi così effervescenti sul piano intellettivo ed emotivo, che faticano a faticare e non sono mai al passo con il resto dei compagni. Non svolgono i compiti assegnati per casa e, nel caso in cui li esibiscano, sono sempre il frutto di un lavoro fatto di corsa, male, disordinato e “scopiazzato”. La fatica peggiore è nello stare fermi e seguire le spiegazioni, sono quasi sempre distratti a meno che non siano captati dall’argomento. Il Lucignolo di quest’anno presenta una novità: sdegna i suoi coetanei e, a ricreazione, frequenta i ragazzi delle quinte. Cosa che ho intercettato dopo i primi venti giorni di scuola. Il suo hobby preferito è cambiare quotidianamente orecchino e berretto; stamani, mentre svolgeva il tema, ho notato che faceva tutt’uno con il lobo una sorta di ideogramma cinese di finto avorio e, qualche giorno fa, la collega che insegna numeri e figure gli ha sequestrato un chiodo da carpentiere, che il ragazzino maldestramente tentava di sistemare nell’orecchio. Obbligato dalla mia funzione di coordinatore, ho convocato i genitori, che mi sono sembrati interessati alle vicende del figlioletto in moto perpetuo. E mi hanno dato ragione anche sul fatto che Lucignolo è molto, ma molto furbo. Poco sforzo, massimo risultato. Questo è il fronte sul quale dovrò “combattere”: disciplinare l’entusiasmo, mai irriverente, e condurlo a più saggi propositi. In grammatica, come lui stesso onestamente mi ha dichiarato, è una frana, ma ho l’impressione che sia, tra i pochi, l’unico a cogliere il senso di quello che dico. Stamani è stato il primo a consegnare il tema, cosa che ancora non sono in grado di interpretare. La sbrigatività del superficiale o la prontezza di chi ha le idee “chiare”? Probabilmente è più plausibile la seconda possibilità.

Mi chiedo intanto cosa esibirà domani come orecchino.

8 thoughts on “Chiodi, ideogrammi e “fantasia”

  1. scusa caro, forse ricorderai che sono gioielliera. come tale, non deploro gli orecchini da uomo anche se sono pochissimi che li portano bene. quei piattelli inseriti nel lobo, che lo deformano ingigantendolo, stanno bene solo ai neri che li hanno “inventati” (a quanto ne so). cmq mi permetto di ricordare la figura di Gilles de Rais nel film Jeanne d’Arc di Besson, impersonata da Vincent Cassel: era affascinante, bello e maledetto, con un solo orecchino di perla a goccia. f.to Ombraserena

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  2. Mi piace il tuo atteggiamento verso questo alunno; ci sono professori che lo etichetterebbero in modo rigido e negativo lasciandolo così sprecare tutte le sue potenzialità. Tu invece vedi proprio quelle potenzialità e sei pronto a “combattere” per lui.

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  3. @GG, potrebbe far bene il ragazzo.

    @Concordo, Albaplena. Il 90% di chi mette gli orecchini è volgarissimo.

    @Ilaria, Lucignolo è simpaticamente monello, vispo, intuitivo, spontaneo.

    @Lanoisette, anch’io. Intanto in lista ho un pacco di versioni, uno di articoli giornalistici e uno di grammatica italiana. A proposito… qualche tempo fa Povna mi ha segnalato il manuale del Serianni. D I V I N O ! 🙂

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  4. Quest’anno ce ne ho uno anche io: Pinocchio, dal cuore buono, e che (in realtà) non sa dire bugie perché il naso gli si allunga subito. E’ di una simpatia travolgente, e io voglio fare in modo che non resti preda dell’Omino di burro. A nessun costo!

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