Quiete stefanina

Fino a qualche decennio fa il giorno di Santo Stefano costituiva il naturale proseguimento del Natale, ma i tempi sono mutati e di ciò sono contento. Fino agli anni ’80 si litigava tra parenti per stabilire in quali case si dovessero 220501trascorrere le varie festività. Oggi non si cucina nulla, ma si scaldano i rimasugli(e che rimasugli!)di Natale. E ammetto che, tranne qualcosa, è tutto ancora molto buono e gustoso. Santo Stefano è perciò il giorno del riposo e della sonnolenza, si sta in tuta a coccolarsi, ciascuno è a casa propria e ci si dedica ai passatempi e nel pomeriggio alle visite da amici e parenti(pochi). Anche le strade sono immerse nel silenzio e raramente passa qualche automobile. 

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3 pensieri su “Quiete stefanina

  1. E’ vero, è un bellissimo giorno di vero riposo, poi dopo il tuo pranzone di ieri 😀 Il mio è stato molto più semplice ma anche noi oggi lo abbiamo replicato (leggi: abbiamo mangiato gli avanzi). E ora sono qui tranquilla a leggere, fare qualche giretto sul web e sorseggiare un buon tè. Evviva l’otium post Natale 🙂

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