Autocritica

Tranne qualche caso, in genere, i blogger/docenti, quando parlano di sé nella veste numero due, si autoincensano, narrando mirabilia sulla propria abilità didattica e sulla preparazione nelle discipline che insegnano. Cosa di cui devono andare, in qualche modo, orgogliosi. Tutti credono di essere l’ombelico del mondo dell’insegnamento. Ma il migliore di noi non è esente da almeno un difetto, che, mutatis mutandis, può essere anche un pregio. Io ne ho uno, che con molta fatica riesco a frenare. Avendo, ahimè, una spiccatissima e naturale tendenza a percepire il fluttuare nel vuoto delle palle degli occhi degli alunni appena pronuncio parole, di cui ignorano il significato, che faccio? Digredisco dall’argomento ed esplico, disotterrando radici e ricorrendo ad esempi illustri e non, il significato della parola-suono, perché questa per i ragazzi divenga parola-significato. Il ricorso ad esempi e citazioni mi fa perdere la bussola e raddrizzare l’albero maestro mi costa tanta fatica, perché nel frattempo ho perso il filo del discorso sull’argomento-guida. A questo punto mi vengono in ausilio proprio i ragazzi che solitamente ricordano esattamente da quale punto la traiettoria da lineare è diventata curva e talvolta serpentina. In qualche caso la campana dell’ora, avvoltoio funesto sempre in agguato, segna la fine dell’ora e la conclusione dell’argomento è rimandata all’ora successiva o al giorno dopo, quello scolastico. Quest’anno perciò mi sono proposto di mettere un freno alle digressioni linguistiche(e storiche e culturali), ma sarà molto arduo resistere e desistere.

9 thoughts on “Autocritica

  1. Molto arduo, io te lo auguro, però se mi permetti un parallelismo posso dirti che non sempre riesco a seguire un progetto in quanto spesso sono costretto a “compensare” in corsa, con la paura di tralasciare dettagli. (Roba tecnica… commerciale)
    Meglio speso è lo scopo tuo! … e se ti fa ribollire ogni tanto porta pazienza, secondo me ne andrai orgoglioso nel prossimo futuro. Se non lo sei già adesso 🙂

    Ray

    Mi piace

  2. Sorrido per la fine, che fa molto Crozza a Ballarò (desistere per resistere). Ritornano in tema, secondo me – ma sotto sotto lo pensi anche tu secondo me 😉 – non è un difetto. Insegnare nuove parole io credo che sia la base del nostro lavoro di docenti di lettere: perché è grazie a questo che i tuoi alunni saranno padroni di sé e di leggere e scrivere il mondo da soli, non succubi di altre interpretazioni.
    Il filo lo si riprende, checché se ne dica, il tempo della scuola è un tempo lungo, recupererai l’ora dopo.
    Consigli per tenere il filo? Ricordarti le tue ultime parole prima della digressione. E poi da lì ricostruire.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...