Geopesce

Pur fluttuante nell’oceano dell’indifferenziato curricolare, tant’è che, se si dovessero tirare su le reti, si rimarrebbe imbarazzati per la ricchezza caotica del pescato e incerti su cosa agguantare e porre sulla mensa didattica, la geografia rimane una materia di tutto rispetto. Quest’anno sto dedicando molto tempo alla geografia regionale e, memore della scarsa considerazione che il cittadino medio siciliano ha per il patrimonio culturale geografico in senso ampio, ho preteso dai miei allievi il massimo; inizialmente i virgulti contavano di farmi fesso, elencando propaggini appenniniche, fiumare, vulcani e micro-isole, percentuali e dati, province e attività economiche, ma, appena ho calcato la mano su alcuni aspetti specifici dell’isola(rete stradale e autostradale, ferrovie e porti, cucina e tradizioni locali, storia e tradizioni popolari), s’è aperta la voragine del “non so”. Pur avendo viaggiato in lungo e in largo per l’isola, i ragazzi non sanno quante autostrade ci siano e quali province colleghino, quali siano le linee ferroviarie a doppio binario e quelle a un binario, quanto si impieghi, in normali condizioni di traffico, da capo Peloro a capo Passero con l’auto o con il treno, quali siano i piatti tipici, almeno quelli regionali, e come si preparino, quali le tradizioni di Trapani o di Messina. Hanno annaspato, poi farfugliato qualche parola, ma nel complesso il vuoto. Chiaramente non ho tenuto conto di ciò in termini di voto, anche perché i ragazzi avrebbero potuto obiettare che sul libro quanto io ho chiesto non c’è scritto. D’altro canto, avendo assegnato di svolgere a casa una ricerca analitica, mi sarei aspettato di più. Il versante più accidentato s’è rivelato quello culinario. In ultima analisi, una delusione. Tuttavia non l’ho dato a vedere, mimetizzando il mio disappunto e ritenendo più formativo descrivere nei minimi dettagli una ricetta tipica siciliana(pasta con le sarde e i finocchi) ,di cui ho illustrato ragioni geografiche e culturali. Cosa ho notato in molti sguardi e smorfie? Che non solo i giovanotti e le ragazzine non l’hanno mai assaggiata, ma che il pesce non è cibo loro gradito. Anche perché, diciamocelo, nessuno li ha educati ad assaggiarlo. Non dico ad apprezzarlo.

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cultura
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8 risposte a Geopesce

  1. 'povna ha detto:

    Il pesce è sempre un tasto dolente, per gli adolescenti. Certo, in una regione ricca come la tua fa particolarmente specie.

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  2. pensierini ha detto:

    Davvero? A casa mia adoriamo il pesce, di mare s’intende, figlio compreso, quand’era adolescente e stava qui. Ne abbiamo sempre consumato almeno tre pasti a settimana.

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  3. kappadue72 ha detto:

    Si spera che crescendo, insieme all’età, aumenti anche l’interesse geografico culturale per la loro terra, un interesse che può essere solo nel loro interesse!
    Mi si scusi l’ingarbuglio di parole.

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  4. albaplena ha detto:

    Caro Mel, in genere il pesce si comincia ad apprezzare dopo i venticinque anni. Lo so perchè io sono una delle poche che l’apprezzava prima. Quanto alla cucina, mi è capitato giorni fa di mangiare una cosa divina: insalata di arance, fatta da un’amica siciliana di Enna. Almeno quella la conosceranno, spero!!! cmq è UTILISSIMO il tuo modo di vedere la geografia, rapportata alla vita reale, con strade, autostrade, porti e cibi! continua così e non lasciarli nel loro menefreghismo.

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  5. melchisedec ha detto:

    Che poi, in aggiunta alle vostre considerazioni…i futuri padri(e madri)cosa daranno ai figli? Bastoncini e sofficini.
    Preoccupante.

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  6. rosenuovomondo ha detto:

    La mia figliola è ghiotta di pesce ma scarsissima in geografia che al classico non è proprio una materia molto importante e non capisco perchè….

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  7. vnnvvvn ha detto:

    Nel mio soggiorno nella tua isola c’è stata una cosa che mi ha meravigliata, l’ignoranza geografica.
    Una su tutte.
    Siamo a Siracusa a vedere la Valle dei Templi, per arrivarci da Sampieri siamo passati per Comiso, Vittoria, Gela ecc, abbiamo chiesto a tre persone (due carabinieri e un addetto all’ingresso) e solo una è stata chiara ed esplicativa.
    Uno dei due carabinieri, un ragazzo di una venticinquina d’anni dopo averci detto che non aveva idea di dove fosse Sampieri e su nostra indicazione geografica di Rosolini (c’è l’uscita autostradale magari si orientava) ci ha detto che Rosolini era il paese del nonno e che sì c’era l’autostrada…
    Fortuna che l’unico con cognizione di causa ci ha detto che dovevamo andare a Catania, via Palermo e tornare indietro…

    Picchia duro sulla geografia dei tuoi virgulti!

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