Zie

  Ho due zie che mi stanno alle calcagna. Di due alunni, non mie. Le zie seguono i virgulti da quando hanno varcato le soglie del liceo. E fin qui non c’è nulla di strano. C’è, invece, che con le zie ci si conosce per rapporti di cordialità paesana del tutto aliena dall’universo scolastico, perciò ritrovarsi faccia a faccia a uno dei ricevimenti mattutini o pomeridiani, riconoscersi e immancabilmente esplodere in “Ah, tu sei…!” ti costringe a ingoiare una bestemmia contro il caso-giocherellone e a fare la danza dei convenevoli di rito.
Le due donne, zie di due adolescenti diversissimi per temperamento, preparazione e appartenenza sociale, sono molto presenti(invadenti?)nella vita dei nipoti(che palle!).
Una di esse, pensate, se l’è temporaneamente affiliato a casa pur di sostenerlo nel percorso liceale e si materializza ad ogni ricevimento in compagnia della madre del giovanotto; l’altra, invece, lo segue da lontano, impicciandosi però delle attività che svolgo in classe, ma senza avere il coraggio di chiedermi direttamente in che cosa consista la “strana” attività di grammatica fissata un’ora a settimana per il nipotino e i suoi compagni. Qualche giorno fa, nel corso di un fugace incontro casuale, la mal pensante ha sfoderato un bel sorriso da carosello anni ’60 e ha tentato di estorcermi con perifrasi serpentine qualche notizia sulla “strana” attività. La zia è rimasta delusa, perché mefistofelicamente non ho illustrato alcunché, infarinandola invece generaliter sul perché dell’attività, ossia carenza nelle abilità di scrittura, cosa che, tradotta in termini numerici e con lingua senza peli, se pronunciata, sarebbe suonata così:”Il tuo protetto scrive con i piedi, quindi ha 4 e continuerà a collezionarlo, fino a quando non avrà deciso di scrivere dignitosamente”.
Ma la cordialità diplomatica preVALEtTE.
Almeno per il momento.

11 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. rosenuovomondo
    Gen 31, 2013 @ 20:08:47

    ah ah ah .. riesco a immaginare perfettamente la scena…

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  2. vnnvvvn
    Gen 31, 2013 @ 20:46:21

    Sono zia di due nipoti, uno alle porte della seconda media (se non si fa segare) e l’altra in procinto del salto verso la IV ginnasio. Li seguo molto, complice la francesità della madre, ma non mi sono mai permessa di sostituirmi ai genitori. E intervengo come supporto esclusivamente su richiesta diretta dei pargoli

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  3. pensierini
    Gen 31, 2013 @ 20:47:36

    Povero Mel! 🙂

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  4. 'povna
    Gen 31, 2013 @ 21:40:43

    E’ uno dei motivi che sempre mi perplimono al pensiero di chiedere il trasferimento: la distanza della piccola città della scuola è tale che ho la certezza di non incontrare nessun parente nella geografia di casa…

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  5. laGattaGennara
    Feb 01, 2013 @ 00:30:54

    Io mo’ mi chiedo se diventerò così pedante col piccolo Ponci. Gli ho chiesto di recente “Ponci, vuoi venire a scuola con la zia?”. Perplesso, prima riflette, poi risponde “Zia, sì però prima devo lavorare”. Due anni e mezzo. Mi vedo male.

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  6. melchisedec
    Feb 01, 2013 @ 07:15:18

    @Rose, Pensierini, dapprima mi sono irrigidito, poi cordiale.

    @Viv, anch’io mi son comportato come te da zio.

    @Infatti, Povna, ho sempre agito dietro le quinte, impedendo alla Commissione di far confluire nelle mie classi compaesani, ma stavolta il caso non ha accettato ragioni.

    @GG, Ponci sembra avere le idee chiare.

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  7. Amedeo Pagliaroli
    Feb 01, 2013 @ 10:28:34

    D’accordo con vvnvvvn: a meno che questi ragazzi non siano orfani dei genitori – e non mi pare il caso – è assurdo che le zie vengano ai ricevimenti. Non esiste.

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  8. melchisedec
    Feb 01, 2013 @ 20:10:50

    @Amedeo, non vengono da sole le zie, ma con le sorelle, ossia le madri dei ragazzi. Altrimenti le caccerei, dal momento che i ragazzi sono minori.

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  9. Amedeo Pagliaroli
    Feb 03, 2013 @ 11:14:30

    Sì, sì, avevo capito. Se capita perché un giorno era in giro con i genitori ci sto, ma se è una loro abitudine lo trovo assurdo.

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  10. Billy Hunt (@BillyHunt69)
    Feb 03, 2013 @ 22:43:36

    Innocue petulanze per favori inutili già in partenza certo …e per paradosso credo che se t’hanno fatto così arrabbiare è sempre buon segno, quale rudimento della professione di insegnante.

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