Zero, Amo 1

Senza che ci sia una particolare ricorrenza, ho ricevuto in regalo l’ultimo cd di Renato Zero, Amo Capitolo 1; sinceramente, prima del dono, neanche ero a conoscenza che il cantautore avesse pubblicato un nuovo disco, ma qualche nota, l’altra mattina, mi è arrivata alle orecchie anche grazie al commento che un dj ha posto a chiosa di un brano trasmesso e da me mai ascoltato prima di allora, Angelina(ho poi scoperto). Il dj(ometto il nome del network, perché non merita neanche un filo di pubblicità)con tono platealmente canzonatorio ha dichiarato tutto il suo stupore per il fatto che Renato Zero abbia scritto una canzone, dedicandogliela, alla sua portinaia, appunto Angelina. Il dj non ha criticato la fattura del testo, né tanto meno la qualità della musica o dell’arrangiamento. No, proprio no. Il tono del commento era palese:disgusto classista per la portinaia misto a stupore per la scelta di Zero. Tutto ciò l’ho ricostruito a posteriori, quando ho ascoltato la canzone che, a dire il vero, non mi piace granché; da qui però a provare disgusto o stupore ne passa. Angelina è una canzone che vorrebbe far vibrare le corde del cuore e si inquadra in quel filone patetico-lacrimoso, che occupa una parte considerevole nella produzione di Zero. Non la migliore, a mio parere, del cantautore. Ma il giudizio classista proprio non lo tollero. In ogni caso, ascoltato tutto il cd, non posso esprimere un giudizio interamente positivo. Ultimamente, come tanti altri suoi colleghi, Zero si atteggia più a padre predicatore che a cantante: questo voler dispensare a tutti i costi saggi consigli sulla vita o somministrare pillole di filosofia spicciola in musica mi ha stancato. L’unica canzone di rilievo del cd Amo è, per miei gusti, “Un’apertura d’ali“: ottimo arrangiamento, pur con metafore già sentite, che riecheggiano immagini ben note di Carducci e Montale. Per tacere di altri. 

7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. kappadue72
    Mar 19, 2013 @ 11:38:21

    Quando un cantautore è veramente ispirato riesce a comunicare cose profonde anche senza dare l’impressione di fare la predica… cosa che, come dici tu, ultimamente capita spesso.

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  2. Ilaria
    Mar 19, 2013 @ 17:56:29

    Anche a me danno fastidio i cantautori che si trasformano in predicatori… Un altro è Jovanotti,che tra l’altro ha iniziato presto. Sulla portinaia sono d’accordo con te… Voglio almeno sperare che fosse una radio locale e non nazionale…

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  3. laGattaGennara
    Mar 19, 2013 @ 20:24:20

    cantautori e predicatori in effetti, ora che mi ci fai pensare…

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  4. 'povna
    Mar 19, 2013 @ 20:30:43

    Anche Zero ha cominciato molto presto a predicare – per giunta, a mio avviso, con parecchia civetteria. (Come dimenticare per esempio l’annuncio del ritiro dalle scene musicali qualche anno fa, scottato da Sanremo?).
    Di lui sono ascoltatrice (e danzatrice!) di canzoni singole, più che di organica discografia.

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  5. melchisedec
    Mar 20, 2013 @ 14:34:16

    @Condivido, Kappadue.

    @”Nazionalissima”, Ilaria.

    @GG, un po’ come talvolta suonano certe canzoni di De Andrè o di Gaber. Grandissimi, attenzione!

    @Anch’io ascolto qualche cd di Zero, Piovna. A dosi equilibrate.

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  6. rosenuovomondo
    Mar 21, 2013 @ 18:15:54

    io ascolto e amo poche canzoni di Zero. La maggior parte delle quali risalgono alla mia adolescenza (!!)

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