Gli “inciuci” del Lincoln di Spielberg

lincolnPer puro caso(costretto ad accompagnare una mia classe al cinema)ho visto “Lincoln” di Spielberg. Per quasi tutto il primo tempo ho sofferto. Non mi sono alzato dalla poltrona per obbligo di lavoro, ma, se fossi andato al cine da privato cittadino, il rischio ci sarebbe stato. La prima parte è caotica, prosaica, noiosa e concitata al contempo. Il film prende corpo nei giorni che precedono le manovre, e poi l’approvazione, del tredicesimo emendamento. A partire dagli inciuci di Lincoln e dei suoi non sempre onorevoli clientes, la fruizione spicca il volo e l’operazione cinematografica di Spielberg(pur con qualcosa da emendare)davvero diventa arte filmica e narrazione, racconto con chiaroscuri di epicità ed elegia, storia e politica, passione, in senso lato, e tenerezza. L’immagine indelebile rimarrà quella di un personaggio-Lincoln dalla statura, fisica e morale, gigantesca. Padre tenero e severo, marito esemplare e paziente. Politico concreto, che non indugia a sporcarsi le mani, pur di raggiungere lo scopo prefissatosi. E di che spessore! Penso che Spielberg non abbia voluto tanto ricostruire uno spaccato della storia americana quanto far riflettere i fruitori del film sull’onesto dilemma che ogni politico dovrebbe porsi: l’ottenimento di un successo civile-politico etc… può giustificare il ricorso anche a mezzi disonesti, quali la corruzione, l’imbroglio, l’intimidazione e il “rabbonimento” dell’avversario? La purezza, categoria morale, può assurgere anche a categoria politica? Il regista sembra rispondere che ciò non sia possibile, tant’è che Lincoln è rappresentato anche come sotterraneo tessitore di accordi politici e compromessi interpersonali. Lo giustificherebbe, e quindi assolverebbe, lo scopo ultimo? Ossia l’abolizione della schiavitù? Bel fim. E attuale. Come da sempre, e ciclicamente, si è posto il nodo politica-morale.

3 thoughts on “Gli “inciuci” del Lincoln di Spielberg

  1. Appartiene a quella (purtroppo lunga) serie di film che mi sono persa questo inverno causa tosse. Rimedierò presto, anche perché sono una Spielbergiana convinta, di solito.
    La questione secondo me è che la politica è mediazione, come e più della legge. Proprio per questo, come dicevo da me l’altro giorno, valutarla con i parametri della cosiddetta “purezza” è molto, molto sbagliato. Ma sono cose che tutti, cittadini e reggitori dello Stato, imparano con il tempo e la storia che passa sotto i ponti, quella storia che per noi è giovane di suo, e molto complessa nello specifico. E non abbiao avuto, come gli Stati Uniti, la fortuna di ereditare dalla più grande tradizione di democrazia europea una tradizione bella e fatta, da rimodernare e aggiornare a piacimento nostro.
    Tra sette secoli, anche il nostro senso di rappresentanza sarà più educato e smaliziato. Per ora, siamo grosso modo allo stadio delle jacqueries.

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