Cosa fanno i ragazzi nelle scuole italiane nei momenti di pausa o durante le ore, sempre più in aumento, scoperte? Danno vita a una danza folle, mimante un’orgia sessuale. Da Gorizia a Palermo, da Bari a Savona i liceali in modo particolare ballano come forsennati, spesso seminudi, mascherati e a volto coperto, sulle note di una famigerata canzone diffusa pochi anni or sono da un dj via internet. Quando stamani la collega Marescialla mi ha reso edotto in modo circostanziato degli usi e costumi dei ragazzi in libertà, non credevo alle mie orecchie. Poi, nel pomeriggio, ho digitato su google qualche parola e mi si è spalancato un mondo. La fiction-dancing segue un protocollo specifico e obbedisce a una sequenza fissa: in un’aula immersa in un silenzio quasi irreale gli studenti fingono di studiare, leggere, disegnare o tutt’al più di discutere con i compagni; nei video da me visti, il sonoro, almeno nell’incipit, è annullato, ma ad un tratto il finto silenzio viene squarciato dalle “note”di un brano orecchiabilissimo e dall’irruzione sulla scena di un ragazzo, a petto scoperto, che inizia a ballare, coinvolgendo tutti i compagni. Penso che le clip siano registrate in momenti differenti e che ci sia un buon lavoro di cucitura, infatti non si spiegherebbero altrimenti il cambio improvviso di costumi e di maschere e l’uso di bastoni da scopa, di moci e di tutti quegli attrezzi che adoperano i bidelli per la pulizia dei locali. Strumenti che all’occorrenza diventano peni lunghissimi, aste di microfoni e strumenti di piacere. Che danza è? Non è erotica, ma visibilmente pornografica, infatti gli studenti mimano rapporti sessuali di vario tipo e promiscui, assimilabili per movenze alla concitazione tipica degli amplessi bestiali. I video durano pochissimo; alcuni hanno un che di carino, soprattutto quelli in maschera, altri sono triviali. Trionfano l’esibizionismo, la corporalità e il sadomasochismo. Da vedere per meditare.