Note su e giù

Appena il coro impenna, strillando i suoi acuti, Graziella gli fa eco, strascicando le ultime sillabe della parola cantata. Che alle orecchie suonano come una cacofonia sperimentale della peggiore orchestra. Se il verso si interrompe a “cieli”, ecco che Graziella triplica la durata del suono della “e”, bloccandosi in una pronuncia tronca della “i”. La frenesia, destatale dal suono,  si ramifica elettrico negli arti superiori e inferiori,  scoppia in un battito di mani e si fissa in uno strabuzzamento di occhi, che fissano estatici il soffitto della volta monastica. Talvolta Graziella prolunga il suo assolo, emettendo uno stridulo verso, che annulla le parole pronunciate dal celebrante nella minuscola cappella delle monache. E allora è un ruotare di teste a 45°, ora a destra, ora a sinistra, o anche di più da parte di chi occupa i banchi davanti; sono muti rimproveri lanciati con lo sguardo o con un mugugno o una piega degli occhi o delle labbra. Paziente, la madre, che le siede accanto, custode di sinfonie misteriche, rabbonisce la figlia, accarezzandole le gote e frenando le mani nello slancio verso il cielo. Come un lontano tuono dopo un temporale, Graziella suona un indecifrabile monosillabo, tace e, appena il coro vola, ripete di nuovo come un automa versi, movimenti, sillabe rotte. Eppure, qualche giorno fa, Graziella, vagante tra le nuvole canore del suo cielo, ha messo a tacere, senza saperlo, senza volerlo, un birbantello di circa quattro anni, che in chiesa s’era messo a fare il diavolo, disturbando le pie pratiche della sua cara nonnina. Questa, del tutto incapace di gestire le acrobazie del bimbo, d’un tratto lo ha letteralmente fatto pietrificare sul banco, dopo avergli bisbigliato con sguardo terrorizzato qualche possibile oscura minaccia proveniente da Graziella. Il piccolo, che fino a pochi momenti prima non l’aveva notata, si è ricomposto e si è messo a sedere tranquillo, abbozzando timoroso, di tanto in tanto, uno spicchio di sguardo verso la giovane che, senza volerlo e senza saperlo, ha perseverato tetragona nel suo concerto di note spezzate.

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