Correzioni fruttuose

Soltanto uno scellerato come me, in un compito in classe, per giunta l’ultimo, può osare di assegnare a dei quatto-quindicenni il Pascoli di Castelvecchio. Com’è mio uso, ho proposto due poesie, allo scopo di evitare che l’occhietto mobile sbirciasse il foglio del compagno di banco e che le ore per lo svolgimento fossero attraversate dalle occhiate o dagli urlacci di rimprovero. E dirò di più; non ho strutturato delle apposite domande di comprensione e di analisi, come ormai si è soliti fare, ma mi sono limitato a tre semplici consegne: spiega la poesia verso per verso, commenta e interpreta. Poesie senza note, né didascalie introduttive. Perciò i virgulti avevano davanti a sé soltanto il foglio, la penna, la matita e il dizionario. Bene, ho quasi ultimato le correzioni! Sì, di sabato. Non c’è più tempo. Lo scrutinio incombe. Posso ritenermi soddisfatto, anzi ciò che i ragazzi hanno scritto mi ha intenerito spesso durante la lettura, perciò non mi sono annoiato. Pensate che uno di essi, a proposito di soavi lor mieli/pel nero mio pane, mi ha parlato del pane spalmato di marmellata, con cui il poeta addolciva la sua amarezza. Un’immagine un po’ pubblicitaria, ma che non è del tutto distante dalla quotidianità del poeta di Castelvecchio. I meli e i peschi, tra l’altro, abbondano nei testi pascoliani, quindi niente di strano che dai frutti colti le sorelle Ida e Maria, o chi per loro, ricavassero delle buonissime confetture. Di là dalle abitudini di casa Pascoli, a me interessa che l’allievo abbia colto in pieno il significato del verso. La soddisfazione è anche una conferma per certe mie perplessità sull’analisi testuale preformattata da noi docenti. A volte mi chiedo fino a che punto possiamo arrogarci il diritto di avere sempre l’ultima parola sui significati dei testi letterari, quasi l’avessimo ricevuto come talento, dono divino o investitura professorale. Porre i ragazzi di fronte al testo nella sua nuda coseità mi ha permesso di cogliere in quelle poesie sfumature inedite e piacevolmente stimolanti sul piano affettivo e mentale. Certamente non tutti hanno reso benissimo, frequenti, infatti, sono state le addizioni personali e culturali, ma nel complesso sono contento. Dalle modalità di svolgimento del compito ho inoltre ricavato informazioni preziosissime sullo stile di apprendimento dei ragazzi: se sanno cercare i lemmi sul dizionario, se li sanno contestualizzare, se sono in grado di analizzare, sintetizzare, esporre e così via.
Le correzioni serviranno a loro e a me quasi per lo stesso identico motivo: migliorare io nell’insegnare, loro nell’imparare. Contenuti, ma anche metodi e strategie.

3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. 'povna
    Giu 09, 2013 @ 02:18:52

    Siamo in due scellerati: io come ultima verifica, e con consegne molto essenziali assai simili alle tue, ho dato “A tarda notte” di Montale a dei quindicenni. E ne sono rimasta complessivamente soddisfatta anche io.

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  2. blue
    Giu 09, 2013 @ 18:26:46

    bello lasciarsi sorprendere dai nostri alunni
    a tutti i livelli

    spesso accade anche a me di avere risposte sorprendenti su compiti che già in partenza consideravo “difficili”

    buon lavoro Mel…i prossimi saran giorni da incubo 🙂

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  3. melchisedec
    Giu 10, 2013 @ 17:06:31

    @Mi hai “superato”, Povna. 😯

    @Grazie, Blue, ricambio! Mi manca il completamento delle medie e lo scrutinio.

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