Moto e inerzia

Di fisica io ricordo pochissimo. O forse c’ho capito sempre poco, giacché è una di quelle materie che o ne studi le applicazioni, anche con un minimo di sperimentazione, o non ti resta che studiare qualche legge per potere svolgere qualche aridissimo esercizio. Una delle nozioni per me facili da imparare fu il moto rettilineo uniforme dei corpi; bene, psicologicamente parlando, o spiritualmente, mi trovo nella condizione di un corpo(mente), che si muove costante in modulo, direzione e verso. Talvolta una qualche variabile ne modifica il corso, ma poi la costanza riprende vigore. Contrariamente al passato, quando il moto s’è afflosciato in un’inerzia pericolosissima, oggi sto reagendo, imprimendo su me stesso una forza contraria a quella che m’inchioderebbe a casa lontano da tutto e da tutti. E così, proprio quando s’infiamma il sole del deserto interiore, mi tiro su la stanchezza, la sciacquo con una violenza a dir poco indicibile e mi porto fuori. Sì, fuori. Tralascio registro(ho le medie in cottura), penne, matite, digitazione di voti on line, studio e scappo. Scappo fuori, trascorrendo il pomeriggio in mezzo alla gente o incontrando qualche volto amico. Che può essere quello del fornaio(non compro mai il pane nello stesso panificio) o della mia amica MariaNeve che riesce sempre a farmi sorridere per le dis-avventure vissute. Devo dire che funziona bene. Incontrare gli altri è un ottimo esercizio per liberarsi del proprio egoismo, o meglio della tendenza a considerarsi l’ombelico del mondo della sofferenza. Fissare gli occhi dell’altro, ascoltare quello che ha da dire, donargli anche un sorriso o un incoraggiamento è un’occasione d’oro per pensare di meno a se stessi e ritrovarsi nell’altro. Preferisco, invece, in questa fase diradare la compagnia dei miei amici intimi. Mi conoscono fin troppo bene e, anche se non parlassi, mi tradirebbero i miei occhi. Quindi meglio tenerli alla larga. Con i conoscenti si è più decorosi e composti.

7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. rosenuovomondo
    Giu 12, 2013 @ 06:46:26

    ottima cura prenderò esempio

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  2. kappadue72
    Giu 12, 2013 @ 09:58:07

    A volte sono necessari degli “shock addizionali” che ci fanno fare un salto energetico, a volte invece è meglio assecondare il moto rettilineo uniforme.

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  3. melchisedec
    Giu 12, 2013 @ 14:13:16

    @Basta perseverare, Rose, e si riesce.

    @K2, è vero, la “fortuna” è mutevole, quindi l’azione umana va dosata sulla scorta delle singole situazioni, non generaliter.

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  4. pensierini
    Giu 12, 2013 @ 17:40:30

    la fisica è una brutta bestia… 😉

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  5. Ilaria
    Giu 13, 2013 @ 20:28:23

    Conosco quel percorso… un tempo anch’io finivo per isolarmi nell’inerzia, oggi, come accade a te, reagisco e sto in mezzo agli altri… è una medicina efficace 🙂

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  6. melchisedec
    Giu 14, 2013 @ 19:22:51

    Ilaria, dopo i primi “calci”…che mi do, efficacia quasi assicurata. 🙂

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