Una Cornelia di oggi

corneliaAtipico vivermi il tempo degli esami di maturità in una veste nuova, che non è quella del commissario, né interno, né esterno, o del presidente di commissione, ma del reggente della scuola, che accoglie gli ospiti, ascolta genitori infuriati e ragazzi piangenti e appone tante e tante firme. Stamani la nenia delle lamentele e delle proteste per bocciature e sospensioni di giudizio viene interrotta, di tanto in tanto, dall’esultanza dei primi maturi o degli esaminandi, che leggono il voto conseguito agli scritti. Sui volti c’è pure la sorpresa di chi riceve la visita degli ex insegnanti, giunti appositamente per dare un’occhiata all’esito delle prove scritte dei loro ex alunni. Perciò è un incrocio di abbracci, di come sta, di come state e di fate bene. Mi giova questo posizionarmi sulla circonferenza dell’osservazione e dell’ascolto. Parlo, invece, pochissimo, limitandomi a dire qualcosa. Anche con un gesto o con gli occhi. Ieri mi ha scosso la breve orazione di una madre, il cui figlio, per la seconda volta, non è stato promosso. La donna, pur visibilmente scossa, ha tenuto a freno la sua rabbia e con argomentazioni serie ha accusato la Scuola di avere fallito. Non era pensabile che in due anni il suo giovanotto lentigginoso non avesse fatto tesoro degli insegnamenti dei docenti e dello stare insieme ai suoi compagni. Che qualche lacuna non l’avesse colmata. Che, partendo da zero, non fosse giunto anche ad uno stentato cinque. Dopo l’eruzione, non sapendo io rispondere analiticamente sul caso, l’ho invitata a presentare istanza di accesso a tutti gli atti, ma mi ha opposto un energico “no”. Non sono venuta qui per accedere agli atti e per “ricorrere”, ma per dirvi che mio figlio non è un genio e che ha le sue colpe. Altresì voi le vostre. Come madre ce la sto mettendo tutta per aiutare mio figlio a capire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Voi gli avete insegnato soltanto a continuare a sbagliare. Volevo che lo sapeste. Perciò non c’è altro motivo, che mi ha indotto a venire qui. Ho voluto che mio figlio, pur stando male, mi accompagnasse e ascoltasse quello che ho detto. Soprattutto per imparare. Voi tenetevi i vostri geni!

12 pensieri su “Una Cornelia di oggi

  1. E come ti poni di fronte a questa madre? Perchè io a volte mi chiedo che colpe ha la scuola nell’insuccesso di un ragazzo. Le sue sono indubbie. Ma di fronte a un ragazzo che non raggiunge un risultato c’è un insegnante .
    MI interessa sapere cosa ne pensi

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  2. Intanto non posso negare un fatto: chiusa la porta, mi sono spuntate le lacrime. E le ho trattenute, mentre ci congedavamo.
    Le ho risposto che la scuola è fallibile.
    Ho anche arguito dai racconti che il ragazzo, anche per il suo modo di apparire(lungo ciuffo su rasatura a zero, orecchino, tatuaggio), doveva suscitare in alcuni docenti rettissimi qualche antipatia.
    Pensate che ha avuto 4 in ed. fisica!
    E conosco il “collega”. Uno psicopatico.

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  3. Si pone spesso il problema della doppia bocciatura. Vero è il fallimento. Vero è anche che ho incontrato molte madri insistere sul liceo, nella fattispecie, convinte che non ci siano altre strade. Pur avendo consigliato e riorientato fin dai primordi. La scuola è scuola, non deve fallire ma non è nemmeno l’oratorio feriale. Ogni storia a sé, comunque.

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  4. Sicuramente la signora ha ragione, ma solo in parte.
    Primo, perchè anch’io ho visto (tante, troppe, infinite volte) l’inutile intestardirsi su un percorso di studi poco adatto alle caratteristiche del ragazzo – questa è una doppia bocciatura al liceo, non una doppia bocciatura in I media!
    Secondo, perché di fronte ad un fallimneto del genere, credo ci siano anche delle responsabilità della famiglia (troppa pressione psicologica? troppa fiducia, mal riposta, nelle capacità del ragazzo?), ma non mi pare che la signora se le sia prese.

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  5. @GG e Lanoisette, sarebbe saggio, al secondo anno di “ripetenza”,(ma anche dopo i primi mesi del primo anno) ri-orientare i ragazzi. Spesso, però, si procede con i piedi di piombo, perché i genitori protervamente s’ostinano nel proposito del liceo a tutti i costi.
    Un anno convincemmo una famiglia al cambio: fu evitata la seconda bocciatura, furono assegnati tre debiti, promozione a settembre e nulla osta.
    Caso fortunato, ma grande sofferenza. Per tutti.

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  6. La faccenda è assai delicata, da prendere con le molle. E’ vero che i ragazzi non sono adatti per tutti i generi di scuola. Certo è che ci sono volte che l’insegnante vive come una sconfitta personale e professionale vedere i propri alunni che cambiano scuola o sezione. A me è capitato spesso, purtroppo.

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  7. Vorrei dire qualcosa ma non so bene come. Mi sento talmente solidale con la tua Cornelia, mi sembra che avrei potuto fare lo stesso discorso, anzi ho una gran voglia di farlo. So che non sarei capita, perché nel mio caso non ci sono bocciature, anzi. Eppure il successo di un percorso scolastico (e nel mio caso si tratta di scuola media, non si tratta di scelta del percorso sbagliato) non si misura solo in termini di voto finale. Nel nostro caso è stato un vero fallimento: tutto quello che la scuola poteva insegnare a fare nel modo sbagliato, l’ha fatto.

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  8. E’ una esperienza che ho vissuto in prima persona, il mio figlio minore è passato per questa strada.
    Voglio solo dire che i ragazzi hanno le loro colpe ma gli insegnanti non sono tutti come voi tutti che scrivete in questi blog.
    Ci sono pure gli schizzati (vedi quello di ed. fisica di mel), quelli che pensano di migliorare le loro classi eliminando quelli che non si inquadrano nella loro ottica (facile far lezione solo per i migliori, ammesso che lezione facciano), o di dover eliminare la “zavorra” per “selezionare la classe dirigente futura del paese” (tipico dei fisici).
    Purtroppo, in un contesto nel quale gli insegnanti dovrebbero essere mediamente migliori del resto dei lavoratori, proprio per migliorare l’intorno, spesso ne sono equivalenti, o addirittura (purtroppo) peggiori.
    Non il vs caso, ma la mia esperienza dice è così, ed è in generale un problema di questo paese.
    Saluti a tutti, con stima.

    anonimosq

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