Gallipoli

A Gallipoli si capisce immediatamente di essere giunti in una località, dove il turismo è organizzato in modo scientificamente capitalistico, atto a solleticare i desideri degli utenti e a far emergere bisogni inesistenti, ma presentati come necessari. La struttura camperistica, in cui mi trovo, è accogliente sotto ogni profilo: all’ingresso si viene immediatamente intercettati dal personale della security, che accompagna i clienti in direzione; terminate le operazioni di identificazione, uno dello staff guida i nuovi arrivati in bici fino alla piazzola assegnata e coordina le manovre di alloggiamento del camper, di solito all’ombra di due pini. I servizi sono eccellenti, la piscina megagalattica con annesso idromassaggio, spettacoli e organizzazione del tempo libero diffusi capillarmente lungo tutta l’area del campeggio. L’oasi di serenità perciò è soltanto la piazzola per chi, come me e i miei compagni di viaggio, ama gestire autonomamente il tempo libero, non consentendo a nessuno di erodere il nostro tempo-vacanza. Tuttavia nel pomeriggio mi sono ritagliato uno spazio in piscina per sguazzare un po’ nell’acqua dolce, ma anche qui gli animatori hanno allietato, occupandolo, il tempo libero dei clienti con lezioni di acqua gym, di balli caraibici e di fitness acquatico. Se la sera non si vuole restare in campeggio, una navetta, con cadenza oraria, ti conduce al centro cittadino e da lì, dopo mezzanotte, ti riporta alla casa-campeggio. Un circuito vacanziero perfetto, ma che uno è libero di rifiutare. Non tutto è gratuito chiaramente, però l’essenziale è compreso nel prezzo giornaliero; sebbene non sia vitale, anche la connessione wifi è gratuita, perciò l’ho richiesta immediatamente. Dapprima l’operatrice ha accampato una scusa(“non c’è connessione in questo momento”), ma quando ha visto che mi sono alterato nel tono e nella voce, ops, come magicamente la connessione è tornata e ho così ottenuto user e password. Non ho invece esplorato il mare di Gallipoli, ma domani lo farò; ho avuto l’impressione che i colori siano differenti da quelli di Otranto; qui le tinte mi sembrano più marcate e la stessa costa appare più rocciosa e brulla. Anche il tramonto del sole stasera mi è parso particolarmente forte nelle tonalità. Lo appurerò domani.

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. blue
    Lug 22, 2013 @ 16:07:12

    Ho ricordi bellissimi della costa salentina…Otranto, Porto Badisco, Gallipoli…ma più di tutto Leuca con i suoi struggentisimi colori….

    sono molto belli i tuoi “appunti di viaggio” Mel, buona continuazione 🙂

    Mi piace

    Rispondi

  2. melchisedec
    Lug 22, 2013 @ 17:16:10

    Grazie, Blue cara! Purtroppo non vedrò Leuca.

    Mi piace

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: