E si faran farfalle

Ad agosto, come ogni anno, fervono i preparativi per le conserve di salsa di pomodoro che, a giudicare dai musi dubbiosi e dalle virgole di disappunto delle veterane conoscitrici dell’ortaggio d’oro, non versa proprio in buone condizioni di salute.
Ha nociuto ai pomi, prima di tutto, il prolungamento del freddo fino a luglio inoltrato.
Le temperature di luglio, mediamente basse, hanno infatti compromesso la maturazione piena che avviene proprio alla fine di questo mese, procrastinandola, invece, al successivo, destinato alla raccolta. Il colpo, però, l’ha inferto l’afa agostana che ha fatto maturare velocemente la parte esterna della polpa, mantenendo per lo più pallido il cuore del frutto. E questo è il primo passo per conserve destinate a finire nella pattumiera; l’acerbità della polpa è segno, infatti, di un processo chimico non ancora completato, quindi l’acqua in eccesso provoca o muffa o innesca un processo di fermentazione della salsa tale da far deflagrare il contenitore in vetro: una sorta di champagne rosso, schiumoso e acre, insopportabile al naso.
Il caldo afoso ha poi fatto proliferare malattie e parassiti a tutto spiano; tra i più insidiosi pericoli per la qualità del pomodoro i contadini e le veterane segnalano ultimamente la tignola della patata, che attacca molti ortaggi. Negli ultimi anni la tignola della patata ha fatto registrare, infatti, insolite incursioni su colture di melanzana e di pomodoro. Si tratta di una piccola farfalla con ali anteriori grigie segnate da macchioline nerastre ed ali posteriori di colore grigio uniforme. Né il contadino però, né gli acquirenti vedranno mai una farfalla dentro il pomodoro, ma la sua larva bianca e, quando è matura, grigio-verde. Segno del suo annidamento dentro il pomodoro sono dei veri e propri fori scavati sulla superficie del frutto e delle ferite con marciume, nel caso di danno irreparabile. Se è trascorso poco tempo nel passaggio da uovo a larva, la tignola si può eliminare resecando con un taglio netto la parte malata, altrimenti il pomodoro tignolato va al macero o ai porci.
Altro che conserve!
Nonostante la tignola, i miei cari non demordono: le conserve s’han da fare.
A costo di controllare i pomodori uno alla volta.
Non sia mai che si opti per quelle acquistate al supermercato!
In effetti, in loro come in me, sono ancora vivide le riprese televisive(rai 3)del concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina e allungato con l’acqua negli stabilimenti italiani con tanto di marchio nostrano.
Perciò s’han proprio da fare.

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