La fregola del Natale “culturale”

All’appressarsi del Natale mi seduce la tentazione di filtrare le chiamate telefoniche, bloccandole tutte, tranne le necessarie. Molti conoscenti, in odore d’amicizia, proprio nei giorni che precedono le festività natalizie, vengono posseduti dalla fregola di invitarmi a incontri per così dire culturali e mondani.

Da giorni un ex-collega, con la mania della regia filmica, mi tartassa al telefono fisso per invitarmi alla presentazione di un suo cortometraggio; dell’iniziativa ho saputo grazie a un’amica in comune, a cui ho intimato di cucirsi la bocca, nel caso in cui il regista in erba le chiedesse notizie di me.

Un’ex-alunna realizzerà, sempre negli stessi giorni, una mostra di quadri.

Un mio compaesanello una lettura pubblica di sue poesie con annesso concerto di musica classica.

Un’alunna farà l’attrice in una pièce teatrale.

E poi un gruppo di nostalgici. Dei colleghi, da tempo trasferiti in altri lidi scolastici, che vogliono organizzare una pizza a ridosso del Natale.

Come spiegare loro che sono esausto, trascorrendo fra l’altro gran parte della mia vita a scuola(a parte gli impegni di vita pratica), e che, pertanto, declinerò tutti gli inviti? Semplicemente aumentando il numero degli inviti reali a livello esponenziale, il cui prodotto collide, per ragioni assolutamente logiche, con l’impossibilità di ubiquarmi. Di spiattellare chiaramente come vanno le cose a me proprio non va e mentire mi pare la strada più sbrigativamente percorribile; di questi tempi ci si deve pure vergognare di dire che a scuola(e nel pomeriggio a casa)si lavora assiduamente. Non voglio fregiarmi del titolo di martire della scuola e mi sono pure stancato di difenderla, la scuola. Che gli altri continuino a rappresentarla allo sbando! Io, da parte mia, continuerò a fare agricolamente il mio dovere, ma una buona parola non la spenderò più in sua difesa.

7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. rosenuovomondo
    Dic 18, 2013 @ 06:19:05

    Eheheheh molto bene…. bellissimo il presepe in testata

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  2. 'povna
    Dic 18, 2013 @ 10:35:50

    Anche io nel gorgo delle feste. Sono d’accordo con te: solo feste e festeggiamenti ai quali si tiene davvero! Però devo dire che, fortunatamente, tra la famiglia molto poco tradizionale e sparsa per il globo e gli amici ugualmente divisi per città, gli incontri che ho sono già rigorosamente selezionati, e dunque scelti e splendidi.
    Anche io a scuola spesso nel pomeriggio, come te. D’altra parte le cose se si fanno, noi lo sappiamo, vanno fatte per bene!

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  3. pensierini
    Dic 18, 2013 @ 11:17:35

    Perché non la vuoi difendere più, povera scuola pubblica italiana? Qualche tentativo di sblocco c’è, in atto. O forse solo in potenza?

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  4. Billy Hunt (@BillyHunt69)
    Dic 18, 2013 @ 23:25:56

    Mel fai bene a starne fuori … tutto il mio appoggio e la comprensione, da giorni sto cercando di evitare inviti e convenevoli derivanti dal mio mestiere, anch’io come si dice qui “non sopporto più nessuno” perché dopo ave accontentato tutti in un anno commerciale zeppo (anche di molte insidie) vorrei che accontentassero me lasciandomi tranquillo. “Fortunatamente” lavoro a quasi 50 km da casa, non sarà difficile sparire e concentrarsi su familiari e amici più stretti.
    E comunque anche quando vedo che c’è sempre qualcuno che organizza penso spesso “ma la gene non c’ha un ca..o da fare dalla mattina alla sera ?”
    At minchiam caro Prof .. at minchiam !
    Ray

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  5. melchisedec
    Dic 19, 2013 @ 18:55:55

    @Ho voluto “natalizzare” la testata, Rose.

    @Povna, non c’è dubbio. Ieri due riunioni: Consiglio d’Istituto e ricevimento. 😯

    @Pensierini, i colleghi sono indifendibili, non mi riferisco alla preparazione, ma alla loro “lagnusia”(pigrizia)e mancanza di responsabilità professionale. Sciatteria, sciatteria, sciatteria intellettuale.

    @Ray, comprendo e condivido. Da tre anni il mio lavoro non è più soltanto relativo all’insegnamento, perciò non ne posso più di “relazionarmi” e vedermi gente intorno.
    Ata, genitori(tutti o quasi), alunni(tutti o quasi). B A S T A ! Una pausa voglio.

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  6. Ilaria
    Dic 22, 2013 @ 10:34:47

    Io invece non sono invitata a “cose” culturali ma a delle gran mangiate. Perché col fatto che arriva Natale bisogna fare le “cene di Natale” e, a più gruppi appartieni, più cene fai. Ho una tale batteria di cene, iniziate venerdì scorso e fino a Natale, che secondo me il giorno di Natale mangerò pasta in bianco! Però mi fa piacere andarci, tranne ad alcune, di cui ho infatti ho declinato l’invito. Col tempo ho imparato a dire tranquillamente NO agli inviti che non mi interessano. Io sono di quelli ben felici del tempo che passa… quando ero più giovane mi facevo sempre tanti problemi. Da quando ho passato i 30 ho imparato, pur restando gentile, a rispettare di più le mie esigenze, proprio come fai tu. Tanto so che, nonostante sul momento certi inviti vengano porti come se la mia mancanza creasse un vuoto incolmabile, in realtà quasi tutto può andare avanti tranquillamente senza di me… diciamolo!

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