Una composizione di vischio e pungitopo.

Un grazie di alcuni genitori di ex miei alunni, che ho “curato” per due anni. Adesso i loro figli sono diplomandi. Una mamma mi ha detto: «Lei ha seminato così bene, che mio figlio, in questi tre ultimi anni, ha campato di rendita».

Un cd di Satíe.

Il coppettino di confetti di un allievo, laureatosi in medicina e prossimo a veleggiare verso lidi nordici fuori dallo Stivale.

Sono i quattro splendidi regali che ho ricevuto oggi. Inaspettati ed emozionanti. Così me ne sono tornato a casa più leggero del solito, perché per me il giorno che precede le vacanze natalizie è quello del magone e del groppo in gola; motivo per cui non è mio costume formulare ai ragazzi alcun tipo di augurio, né di natale, né di un buon anno a venire. Né tanto meno gozzovigliare con dolci e panettoni durante l’intervallo. Anzi, dirò di più. L’ultimo giorno si trascorre faticando assai. Ho spiegato così indefessamente, che ora ho un rospetto abbarbicato all’ugola.