Convergenze

La prossima si preannuncia una settimana fitta di impegni e la parte del leone la faranno gli scrutini quadrimestrali, quindi mi sto rassegnando, sin  d’ora, a trascorrere la maggior parte delle giornate fuori casa. Però il lavoro propedeutico agli scrutini è già bello e pronto, infatti sono occorsi soltanto pochi click, per trasferire i voti dal registro elettronico alla piattaforma. E sono già confezionati anche i giudizi per il recupero. Stamani, invece, quasi a mo’ di controcanto, mi sono giunte notizie non proprio confortanti e da alcuni colleghi e da altre scuole della città: i primi, non avendo l’obbligo del registro elettronico, né lo strumento di supporto, hanno ordinato, a titolo privato, dei registri di carta,registro_medium le altre sono ritornate al cartaceo, dopo avere sperimentato da tre anni il fallimento del registro elettronico. Ora vi dirò che io non sono certamente Steve Jobs o chi per lui, ma non ho finora incontrato alcuna difficoltà nell’uso del registro elettronico, anzi il mio tempo ne ha guadagnato in termini di buon uso. Temo, invece, che sia in atto una campagna di boicottaggio da parte delle case produttrici di registri cartacei, finalizzata a scoraggiare l’uso del registro elettronico, se si pensa che, mentre per l’economia delle scuole il registro virtuale comporta una considerevole fetta di risparmio, per i produttori del cartaceo, al contrario, una perdita economica ingente. Proprio i colleghi di cui sopra li ho visti brigare con i rappresentanti delle case editrici, cui hanno ordinato i registri di carta. Quindi, a mio parere, si sono saldati due interessi convergenti, il conservatorismo bellettristico  dei colleghi e gli interessi economici legati al business del cartaceo. Vedremo chi la spunterà. Non mi è di conforto che dall’anno prossimo la digitalizzazione sarà obbligatoria. Quante volte si è tornati indietro per proteggere gli interessi di parte?

2 pensieri su “Convergenze

  1. Mah. Dici? Io mi sono sempre chiesta quanto paga la mia scuola l’azienda che fornisce il software, che qualche baco ce l’ha.
    Io gli scrutini in formato elettronico li faccio dal 2009, e non ho mai avuto problemi. La gestione del registro, che è partita in via sperimentale, invece è faticosa. Innanzitutto perché non abbiamo la rete, grazie a un allegro balletto con la provincia. Inoltre, esiste una sola copia della chiave dell’armadio che custodisce i pc in dotazione alle classi, e questa copia non si sa chi la deve custodire. Terzo, io durante la lezione voglio registrare solo assenze e giustificazioni, mi secca sottrarre tempo agli studenti. Attualmente, registro tutto tre volte (sul mio quaderno personale, dove segno le mie osservazioni personali, appunto; sul registro cartaceo, che sono tenuta ad avere fino al termine della sperimentazione, e sul registro elettronico, che devo compilare a casa, usando il mio pc e la mia connessione, che pago io, sperando che la sincronizzazione prima o poi funzioni). Non esattamente un risparmio di tempo, e io non sono una che si sottrae alle novità.

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  2. Da noi, Ellegio, la rete funziona, ma mancano gli strumenti, a parte i tre della sala-docenti, quindi il 70% dei docenti usa il cartaceo. Non può, pertanto, il DS costringerli a usare il registro elettronico. Anch’io registro sull’agenda. E poi su quello elettronico. Se dovessero arrivare i tablet, la musica cambierebbe.

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