Incentivazione, trasmissività

A dicembre, quasi fosse un pacco di natale, convertitosi in queste ore in una bolla di sapone, il decreto Destinazione Italia aveva fatto intonare giulive note paradisiache agli amanti della lettura, promettendo loro di alleggerire la tasca nell’acquisto dei gioielli di carta, infatti nel disegno primigenio, architettato sotto l’albero di natale, si stanziavano 50 milioni a guisa di credito d’imposta per l’acquisto di libri ed ergo per la promozione della lettura. Evaporato l’entusiasmo natalizio al primo sole di febbraio e operata un’ipotetica quanto realistica ripartizione, i componenti della Commissione Finanze della Camera hanno appurato che i contribuenti Irpef italiani potenzialmente beneficiari dello sconto fiscale (al 19 per cento) sono 29 milioni, quindi lo sconto fiscale massimo, se tutti ne volessero usufruire, sarebbe pari a 50 diviso 29 milioni: 1,27 euro. Insomma meno che briciole. Ma anche le briciole rischiano di non essere distribuite, perché i 50 milioni derivano dai Programmi Operativi Nazionali dei Fondi Strutturali Europei e potranno essere effettivamente spesi solo dopo l´accordo con l’Unione Europea. Dalle notizie ascoltate oggi alla radio pare che quei fondi non siano mai stati destinati ad uso di persone fisiche e giuridiche, tant’è vero che nella modifica all’articolo 9 del decreto Destinazione Italia il credito d’imposta varrebbe per gli esercizi commerciali che effettuano vendite di libri al dettaglio. Il proteiforme monstrum generato si è poi via via modificato sempre più a discapito dei potenziali lettori(aumentati?). Infine l’emendamento specifica che il “buono lettura” è destinato agli studenti delle scuole superiori, appartenenti a famiglie con reddito ISEE inferiore a venticinquemila euro e vale per una spesa non superiore a 200 euro. Però, per effettuare ciò, occorrerebbe un censimento della popolazione scolastica italiana.

Può definirsi tutto ciò “promozione alla lettura”?

A non volere entrare troppo nel merito dei conti e delle cifre e per non alimentare ulteriormente le polemiche sull’incompetenza generale dei nostri politici, è credibile si possa potenziare la lettura attraverso un bonus nell’acquisto di libri? Ciò può essere allettante per chi è già abituato alla lettura, ma non per chi non ha mai sfogliato le pagine di un libro. È come se proponessero un bonus per l’acquisto di maiali a dei pastori arabi. Non è nella cultura del nostro popolo(variegato)l’abitudine alla lettura, come dell’arabo il consumo di maiale.

E io che stupidamente e ingenuamente ho cominciato a collezionare scontrini…

10 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. 'povna
    Feb 05, 2014 @ 22:34:55

    Eppure. Eppure io non sottovaluterei la povertà media degli studenti italiani. Da quando ho inaugurato una politica in nome della quale fornisco io i libri gratuitamente agli studenti, tutti, non solo molti di più leggono, ma, e questo è più interessante, ho studenti di altre classi che mi chiedono questo o quel libro extra programma.
    A maggior ragione dispiace che l’incentivo sembri diventato bolla di sapone.

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  2. Ilaria
    Feb 05, 2014 @ 23:13:19

    No, Mel, c’era almeno un’altra povera illusa… io 😉 Come te, non penso proprio che una norma del genere potesse incentivare la lettura in chi non è abituato a leggere, ma per noi lettori abituali poteva essere comoda… peccato!

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  3. rosenuovomondo
    Feb 06, 2014 @ 06:34:00

    sarebbe stata una grande bellissima idea. I libri costano molto e l’amore per la lettura nsce anche dalla disponibilità della materia prima senza ostacoli…
    Detto ciò io che adoro il libro come oggetto ringrazierò sempre chi ha inventato il kindle con cui leggo di tutto a prezzo bassissimo.

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  4. melchisedec
    Feb 06, 2014 @ 18:57:05

    @Povna, la povertà materiale non può essere sottovalutata, hai ragione, ma, a mio parere, quella che incide, di pari impatto, è la “spirituale”, intesa come mancanza di orizzonti umanizzanti e sopra tutto come incapacità di attribuire un senso nobile, alto, sempre problematico/zzante, all’esistenza umana. Quanti ragazzi “ricchi” disdegnano la lettura! Eppure i mezzi li avrebbero. I “poveri” possono almeno ricorrere alle biblioteche(gratuite).
    Mi dispiace usare le parole ricco e povero. Absit iniuria…
    La tua considerazione scaturisce dal Progetto di cui parli nel tuo blog, o mi sbaglio? Spesso interpreto male i tuoi post.

    @Condivido, Ilaria. Ma quando scriverai un post? 🙂

    @Anch’io, Rose, adoro il libro di carta, sebbene il mio lavoro mi richieda anche l’uso di altri supporti. Mi adeguo e m’impegno. Però il libro è il libro.

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  5. 'povna
    Feb 06, 2014 @ 20:12:24

    Sì, in parte sì, deriva dal progetto Comunità del libro, ma non solo. Deriva in misura massiccia dal combinato disposto (oramai anni fa) di un viaggio a Mauthausen (nel quale mi resi conto per davvero dell’uso polivalente e feconda, allargato a lettura e scrittura, con risultati brillanti, che del cellulare faceva la Testarda), del mio approdo al kindle e del nostro (come classi) approdo su FB. Hai ragione sulle biblioteche, ma sono poche, spesso forzatamente mal gestite e non sempre aggiornate. E’ vero che un ricco può essere poco interessato, ma spesso un povero si forza a essere poco interessato perché, tanto, “non può”. Ti dico, la quantità di alunni non miei che mi viene a chiedere libri che li ha incuriositi è impressionante e in crescita, negli anni. Spesso, sono stranieri di semi-seconda generazione.

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    • melchisedec
      Feb 06, 2014 @ 21:08:31

      Libri di tutti i tipi, scolastici e non? Di qualsiasi epoca?

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      • 'povna
        Feb 06, 2014 @ 21:17:36

        Mi chiedono, i ragazzi, sia i libri di lettura assegnati a scuola, sia cose che li hanno incuriositi e che sono tentati di provare, se se le possono procurare gratis.

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      • 'povna
        Feb 06, 2014 @ 21:18:20

        Comunque, in generale, letture extra-canone scolastico e di ogni epoca e nazione.

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        • melchisedec
          Feb 06, 2014 @ 21:26:00

          Bellissimoooooo! Complimenti, Povna, se fosse necessario dirlo ancora una volta!:-)

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          • 'povna
            Feb 06, 2014 @ 21:29:00

            Oh, mica tutti gli alunni della scuola, eh. Dico solo che sapere che a scuola c’è un punto ‘spaccio’ ha fatto sì che, ovviamente ‘istigati’ dai miei alunni ed ex alunni, arrivino ogni tanto ragazzi con richieste inaspettate, da “Biancaneve originale” (giuro!) a Faletti, al Faustus di Marlowe (!) a Harry Potter a Hikmet (!) a Freud, all’immancabile Fabio Volo. La consapevolezza delle richieste non è sempre la stessa, ovviamente. Ma trovo molto significativo che ci siano, qualunque richiesta, in ogni caso!

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