Confusi, ma solidali

scansione0015Ai virgulti di prima ho assegnato un testo arduo da analizzare, come ardua, d’altro canto, l’architettura dei quesiti posti. Il cuore della storia è nel delitto commesso da un ragazzo, di imprecisata età, si può desumere sia adolescente, con uno strumento trovato per caso sulla strada. Nessuna intenzionalità nel commettere il misfatto, ma molto caso, congiunture, irrazionalità. Ne paga lo scotto una piccola bambina, verso la quale, dopo il delitto, pare che il giovanotto nutra uno smisurato amore. Ho proposto una siffatta storia, perché, nonostante sia stata scritta nel secolo scorso, tuttavia emana un profumo d’attualità, che richiama la cronaca nera. Speravo che la gratuità(banalità)del male facesse sgorgare dai crani dei ragazzi qualche riflessione da sviluppare in classe dopo la correzione del compito, ma gli unici segnali di attualità sono stati una caserma e degli agenti(di quale forza dell’ordine?), che animano immotivatamente i loro compiti. Nel testo proposto non si fa alcun riferimento a una caserma, dove i giovanotti hanno ipotizzato sia stato trattenuto il reo per l’interrogatorio, né tanto meno a degli agenti; si parla, invece, di giudici e si inferisce che sia in atto un processo.

Il quadro dei voti fa piangere, mi fa piangere davvero. E me ne assumo la responsabilità. Devo imparare, invece, a porre domandine idiote, come fa la maggior parte dei colleghi, stile “Come si chiama il protagonista?”, “Com’è vestito?”, “In quale luogo si svolge la storia?” e così via(volutamente sto banalizzando). E giovedì farò tremare i vetri delle finestre, non prima di avere dato conto e ragione, in modo circostanziato, degli errori commessi e delle strade, che avrebbero potuto imboccare per rispondere alle domande.

In questo quadro tragico c’è posto per un sorriso. La maggior parte dei ragazzi, sebbene confonda agenti con giudici e caserma con tribunale, ha solidarizzato tutta quanta con la bimba assassinata, dimostrando un certo senso civico: hanno fatto intendere al lettore(me)che, se si fossero trovati casualmente di fronte alla scena, avrebbero impedito con tutte le loro forze che un’innocente stramazzasse per terra, giacendo esanime in un lago di sangue. Qualcuno ha liquidato l’assassino affibbiandogli il bollino di pazzo, ma ciò non è bastato per la sufficienza. Soltanto due alunni, di cui un insospettabile(pare che sonnecchi in aula), sono riusciti a entrare nella profondità del non senso razionale della storia proposta. 

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cultura
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11 risposte a Confusi, ma solidali

  1. 'povna ha detto:

    Eh beh, solidarizzare con un testo dell’Ottocento è il primo e più facile passo di memoria. Perché il colpevole resta comunque, ben radicato, l’altro da sé. Ma è il primo e necessario passo, ed è comunque empatico e carino. Mi incuriosisce la tua analisi, non scontata, tanto che, visto che sono anche io come sempre, come sai, alla cerca di non scontantezze di chiederei lumi ulteriori, anche in pvt. Ricambio con analisi variegate o/e temi vari, in case! 😉

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  2. roceresale ha detto:

    Che confondano agenti con giudici e caserma con tribunale, però, mi offre spazio per altra analisi (inutile, anche o quantomeno ovvia). Posso chiedere di unirmi alla “distribuzione” del materiale?

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  3. Selengiulia S ha detto:

    sarei curiosa di fare il compito e dartelo da correggere, tanto per capire quali sono le domande e come le hai corrette…mera curiosità, eh! E niente voto..

    Seya (tornata dal silenzio)

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  4. melchisedec ha detto:

    Bentornata, Seya! Vuoi una copia, così per curiosare? 🙂

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