Mutyca

Un microviaggio di tre giorni. Una gara di traduzione, percorsi storico-artistici, tanta stanchezza e gioia immensa. Sono orgoglioso dei miei alunni, a prescindere dai risultati, che non conosco ancora. Brillanti, socievoli, autentici, buongustai, interessati alla conoscenza tutta.

Mutyca

San Pietro (Modica)

San Giorgio(Modica)

Polittico chiesa San Giorgio

Verso mezzodì

Sul sentiero della poesia

Al padre, S. Quasimodo

 

Impareggiabile, S. Quasimodo

Al centro commerciale

Solitamente non ho nulla in contrario a regalare 50 centesimi o 1 euro al facchino(così si presenta)di turno, che mi libera dalla briga di rimettere il carrello nell’apposito alloggiamento, spesso distante molti metri dall’automobile.

Oggi pomeriggio, però, mi sono rotto i maroni. Mentre spingo verso l’automobile un carrello, simile a un tir, stracolmo di pellet, mi si piazza davanti un tipo(a Palermo si definirebbe un “malacarne”), che mi chiede degli spicci per il suo bambino affamato. Credevo, molto ingenuamente, si fosse fermato, come sempre è capitato, per spillarmi la monetina del carrello, quindi ero pronto a caricare il pellet nel vano bagagli e consegnargli il carrello monetamunito. Se poi m’avesse dato una mano nell’alleggerire la fatica, gli sarei stato ancora più grato. Ma quando mai! La richiesta era chiara:”Ha degli spicci per il latte del mio bambino?”. Ancora più stupidamente, ho tirato fuori 50 centesimi, pur sentendo in cuor mio che erano destinati a ben altro latte, e ho sperato che mi aiutasse a caricare i sacchi e togliermi dall’impaccio del catafalco metallico. In qualche minuto avrebbe guadagnato 1,50 euro, 1 euro dal carrello, 0,50 dalla tasca.

Invece, dopo avere intascato la moneta, s’è defilato alla ricerca di un altro coglione, cui ripetere il mantra del bimbo affamato.

Probabilmente si sono scontrate due filosofie spicciole. La mia di essere pretenzioso, la sua di infingardo e sfaticato, ma la prossima volta non ci cascherò più.

O mi dai una mano, o crepi tu e il tuo bambino

Fiori di storia

Ho preparato un bouquet per la scuola; domani ci sarà una conferenza a tema storico e mi è parso opportuno rendere accogliente la sala, rinverdendola con piante e fiori. Vedi che mi tocca fare! Volontariamente, s’intende. Nella composizione ci sono boccioli di calle, gelsomino, edera, foglie di pitosforo e filodendrum.

 

Il glicine bianco

Siamo abituati a inebriarci gli occhi, e il naso, di quello detto appunto glicine(Wisteria), ma esiste anche la variante bianca.

Una cascata di bianco

Cercatori

A primo acchito li scambieresti per garzoni di supermercato, mentre spingono oziosamente un carrello metallico, di quelli che usiamo tutti nei centri commerciali. Quando ancora questi ultimi non erano diffusi come oggi, i supermercati cittadini si dotavano di qualche carrello metallico utilizzato appunto dai garzoni, per distribuire la spesa di alimentari a quelli che li ordinavano da casa; ancora oggi, nei quartieri bene della città, se ne vede qualcuno, affidato solitamente alla fatica di un extracomunitario che, tra la paga settimanale e le mance, accumula quel po’ di gruzzolo che gli permette di sopravvivere.
Sono, però, sempre più rari.
Intanto altri carrelli vagano per la città; a spingerli sono dei ragazzi(ma ho visto anche donne con bambini)muniti di un bastone con gancio, usato per frugare nei cassonetti della spazzatura.
Dapprima il cercatore, mettendosi in punta di piedi, allunga il collo, e gli occhi, nella pancia del cassonetto, poi fruga con il bastone tra l’immondizia e, se scorge qualcosa di utile, lo aggancia con l’amo metallico, riponendolo nel carrello. Si pesca di tutto: fili metallici, vestiti, arnesi e oggetti dismessi, sacchetti di plastica. Raccattato il bottino, il cercatore, incurante di chi gli sta attorno, prosegue il suo cammino per le vie della città.
A simili scene assisto anche nel mio paesello; nessun carrello, però. I cercatori usano delle carcasse di automobili, spesso sgangherate Fiat uno, o una moto ape del paleolitico. In quest’ultimo caso svolgono un servizio così celere, da battere anche il servizio offerto gratuitamente dal Comune: in pochi minuti fagocitano frigoriferi, lavatrici ed elettrodomestici vari, che gli incivili abbandonano di notte nei luoghi solitari.
L’inciviltà dei cittadini, indegni di tale nome, viene colmata così dalla necessità economica di quei cercatori che, se si sapesse con certezza dove finiscano i pezzi non riciclabili e poco remunerativi, ma spesso inquinanti, non esiteresti a definire civili.
O più civili dei civili.