Al centro commerciale

Solitamente non ho nulla in contrario a regalare 50 centesimi o 1 euro al facchino(così si presenta)di turno, che mi libera dalla briga di rimettere il carrello nell’apposito alloggiamento, spesso distante molti metri dall’automobile.

Oggi pomeriggio, però, mi sono rotto i maroni. Mentre spingo verso l’automobile un carrello, simile a un tir, stracolmo di pellet, mi si piazza davanti un tipo(a Palermo si definirebbe un “malacarne”), che mi chiede degli spicci per il suo bambino affamato. Credevo, molto ingenuamente, si fosse fermato, come sempre è capitato, per spillarmi la monetina del carrello, quindi ero pronto a caricare il pellet nel vano bagagli e consegnargli il carrello monetamunito. Se poi m’avesse dato una mano nell’alleggerire la fatica, gli sarei stato ancora più grato. Ma quando mai! La richiesta era chiara:”Ha degli spicci per il latte del mio bambino?”. Ancora più stupidamente, ho tirato fuori 50 centesimi, pur sentendo in cuor mio che erano destinati a ben altro latte, e ho sperato che mi aiutasse a caricare i sacchi e togliermi dall’impaccio del catafalco metallico. In qualche minuto avrebbe guadagnato 1,50 euro, 1 euro dal carrello, 0,50 dalla tasca.

Invece, dopo avere intascato la moneta, s’è defilato alla ricerca di un altro coglione, cui ripetere il mantra del bimbo affamato.

Probabilmente si sono scontrate due filosofie spicciole. La mia di essere pretenzioso, la sua di infingardo e sfaticato, ma la prossima volta non ci cascherò più.

O mi dai una mano, o crepi tu e il tuo bambino

9 pensieri su “Al centro commerciale

  1. Al semaforo fra viale regione e corso calatafimi, oltre al lavavetri (presumibilmente del Bangladesh) e alla zingara, ai quali ogni tanto do qualche panino o qualche spicciolo, c’è un branco di “malacarne” palermitani che adoperano una tecnica per me insopportabile: bussano al finestrino ti danno la mano allo scopo di instaurare una qualche confidenza (mano che hanno già dato a centinaia di altri guidatori) e poi proponendoti penne o accendini ti dicono “chiffà mu fa pigghiari u cafè?”
    Da qualche tempo ho trovato la soluzione, appena stanno per darmi la mano gli dico “cucì, un ‘ta pozzu dari a manu, m’arraspavi ora ora i cugghiuna” , allorchè si tirano indietro evitando anche di chiedermi soldi. New urban strategy.

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  2. nel mio Comune, che io sappia, gli indigenti hanno il latte per i bambini gratis (quello in polvere, dico) così come i pannolini. io sono ormai completamente priva di pazienza con questo tipo di scuse, per me vale l’assioma “se non hai soldi non fai figli”. per fortuna dalle mie parti non c’è l’uso del carrello da cui trattenersi l’euro, altrimenti avrei enunciato il mio assioma al mendicante e sarebbe probabilmente finita male (per me!) Ombraserena

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  3. Sono d’accordo. Do’ volentieri la monetina ai giocolieri, ai cantanti da strada, anche ai lavavetri (ma se acconsento a farmelo lavare, non a quelli che a forza ti gettano lo straccio bagnato sul vetro). Ma mi irrita moltissimo il ragazzo giovane e forte e senza alcun handicap che invece di sbattersi per trovarsi un lavoretto ti chiede i soldi per strada.

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