Braccia di stelle

scansione0020 Quando si dice “cadono le braccia”. Si usa siffatto modo di dire per indicare lo scoraggiamento e l’avvilimento di chi, dopo essere stato animato da grande entusiasmo nel portare a compimento un compito, circa a metà dell’opera, prende atto che, o per sopravvenuta incapacità personale o per quella altrui, caso più frequente, lascia cadere le braccia lungo il corpo in segno di resa. Il corso naturale degli eventi poi vuole che, alla successiva occasione propizia, quelle braccia vengano nuovamente risollevate in segno di alacre impegno. E si ricomincia. E ancora più fortunati noi esseri umani che possiamo far cascare metaforicamente le braccia, staccandole e riattaccandole a piacimento delle fortuità quotidiane. Ci riescono pure, a parte le lucertole, anche le stelle marine, dotate da madre natura dell’autopoiesi degli arti(braccia), infatti attraverso l’abscissione, ossia la perdita volontaria di un arto, i meravigliosi echinodermi pongono in essere una forma di autodifesa/conservazione; non così, a quanto pare, sta avvenendo lungo le coste degli Stati Uniti e del Canada. Ultimamente si registrano casi di abscissione a ritmo veloce, che provoca la morte dei preziosissimi spazzini dei fondali marini. I ricercatori sono già all’opera per individuare la dinamica e le cause. E mi auguro anche le soluzioni. Le stelle marine a noi che fantastichiamo ci piacciono con le braccia.

6 pensieri su “Braccia di stelle

  1. Caro Melchisedec, eccoci all’ennesimo disastro ambientale.

    Nel plumbeo e tedioso pomeriggio di ieri ho cercato conforto nelle immagini di documentari sulla natura.
    Così ho appreso che il ghiaccio della Groenlandia si va sciogliendo a gran velocità; la barriera corallina della Nuova Caledonia è seriamente minacciato dal possibile franamento di una montagna che è stata completamente disboscata al fine di scavare una enorme miniera di nichel ; le balene grigie sono in pericolo per lo sciogliersi dei ghiacci, che potrebbe far scomparire il plancton di cui si nutrono e per la caccia cui sono soggette, malgrado la loro carne sia immangiabile a causa delle sostanze tossiche che oramai contiene causa l’inquinamento degli oceani. Altro che conforto!

    Infine dal telegiornale regionale ho appreso che la bassa padovana è sott’acqua e i raccolti sono a rischio.

    Vorrei poter fare qualcosa. Ma temo che indietro oramai non torneremo.

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