Maggiolate periscolastiche

ts1411v3-65E per non farci mancare nulla, mentre fioriscono i primi convolvoli, bianchi e magenta, segno della buona stagione, giacché tra le vacanze canoniche e quelle gestite in autonomia e i giorni ufficiosamente perduti(per ragioni non sempre legittime)le ore lavorate sono molte, io e i miei colleghi siciliani ci godiamo, con un senso di colpa volatile come l’alcool, l’ultimo scampolo di vacanze a grappolo. Ben quattro giorni(il 15 la festa della regione, il ponte di venerdì 16, il sabato della settimana corta, il 18 domenica)prima delle forsennate corse propedeutiche allo scrutinio finale! Tuttavia, in queste ore, lo sforzo è concentrato sull’adozione dei libri di testo, gli essenziali, almeno per quanto mi riguarda: le grammatiche, le antologie, il testo geo-storia(ibrido mostruoso). Fuori Dante e Manzoni! Fuori i vari sussidi! I primi giacciono già nelle librerie di famiglia, gli altri ci fosse il tempo di usarli in classe! Prendi due o tre e paghi uno, questo il mio motto. Al resto provvederò io, distribuendo gratuitamente le mie dispense agli alunni. Fra tutti il più “rivoluzionario” mi pare il testo di antologia italiana per il biennio: unico volume organizzato per competenze di lettura, comprensione del testo(dato che le Invalsi¹ continuano a rilevare che in generale gli alunni del Mezzogiorno non capiscono un tubo), e scrittura, genere testuale e con qualche macchia di pre-letteratura. E a pochi euro. In ogni caso, almeno per l’ambito umanistico, un testo vale l’altro: è il docente a rendere Testo un testo. Con le sue conoscenze pregresse e progressive, i suoi interessi, le sempre nuove trame che ogni classe di anno in anno imbastisce. Quindi ho impiegato pochi minuti per compilare il modulo delle adozioni, confortato anche dal fatto che non ho dovuto consultare la collega con cui ci sbraniamo dolcemente lo stesso corso: stante l’attuale normativa, ogni docente dopo un ciclo(non più un sessennio)può procedere a nuove adozioni. Ho risolto pure qualche pasticcio burocratico, frutto dello stress degli addetti alla segreteria e dell’insulsaggine di una collega, la tipica insegnante che, dilapidando lo stipendio in borse, acconciature e ammennicoli vari, avendo costei alle spalle un marito straricco che la campa, ritiene competenza dei plebei occuparsi degli aspetti extra-cattedra. Semmai all’imminente collegio qualcuno avrà da ridire, ma ormai è raro che un professore professi, sputtanerò lei e il resto. Così. Davanti a tutti.

¹Nuvoloni si sono addensati sulla giornata scolastica del 13 maggio, data delle prove Invalsi e di uno sciopero indetto da alcune sigle sindacali; in quattro seconde non è stato possibile effettuare parzialmente o del tutto le prove: mancando per sciopero i docenti preposti alla vigilanza, che nella maggior parte dei casi coincidono con i docenti di lettere e matematica, gli stessi che si sarebbero scambiati prove e vigilanza, si è presentato un quadro incompleto. Qualcuno, per eccesso di scrupolo, ha preventivamente comunicato al DS che avrebbe scioperato, ma i più hanno taciuto, gongolando all’idea di provocare “disagio”: prove mandate a quel paese e colleghi scioperanti non sostituibili. Sulle prove che dire? Il testo di Meneghello nel complesso scialbo. Vuoi scegliere un brano legato alla storia dei partigiani, il cui contesto sia ben inquadrabile e la qualità letteraria di un certo spessore? Perché allora non Fenoglio, per esempio? Sul resto taccio, sennò vomito.

6 thoughts on “Maggiolate periscolastiche

  1. Assolutamente d’accordo sull’essere il docente che rende un testo un testo, e molto incuriosita dall’antologia economica cui accenni (ti chiedo lumi su autore e casa editrice). Anche da noi qualche casino con le Invalsi, più o meno gestito.
    Ribatto invece a gran voce su Meneghello: I piccoli maestri è uno dei testi più belli, e potenti, della Resistenza intera!

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  2. Meneghello mi piace molto più di Fenoglio. Anche considerando i punti di vista, e sui gusti non si discute e tutto il resto non mi sembra si possa definire una scelta così schifida.
    Anche noi oggi abbiamo concluso il combattimento con i libri – e tra i libri e i micidiali Tetti Di Spesa, non so chi è stato il nemico più temibile.
    “Prendi due o tre e paghi uno” mi sembra un motto eccellente sull’argomento. Credo che lo rifilerò al primo rappresentante che mi capita a tiro!

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  3. @Addirittura parole di fuoco, Rose! Animi esacerbati chissà da quali altri sentimenti e che trasferiscono solitamente sul “tetto” di spesa ben altri problemi! Le “metonimie” dell’animo umano!
    Coraggio e vai avanti!

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